La manifestazione
Inaugurazione spaccio popolare
Cibo per i più poveri
Simone Pierotti
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AIUTO PREZIOSO. I volontari dello spaccio sociale intitolato a Che Guevara impegnati nella distribuzione di alimentiE' stato intitolato ad Ernesto «Che» Guevara il nuovo spaccio popolare inaugurato ieri mattina presso il circolo Arci Caracol in viale della Libertà, al quartiere Varignano. In realtà, la distribuzione di prodotti a prezzo calmierato era già attiva il sabato mattina in piazza Don Milani. Ma adesso, con l'arrivo di prodotti freschi (frutta, pesce e verdura), la distribuzione ha traslocato presso la sede del circolo
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VIAREGGIO. E' stato intitolato ad Ernesto «Che» Guevara il nuovo spaccio popolare inaugurato ieri mattina presso il circolo Arci Caracol in viale della Libertà, al quartiere Varignano. In realtà, la distribuzione di prodotti a prezzo calmierato era già attiva il sabato mattina in piazza Don Milani. Ma adesso, con l'arrivo di prodotti freschi (frutta, pesce e verdura), la distribuzione ha traslocato presso la sede del circolo.
Per poter usufruire di questi prodotti è necessario iscriversi al Gap, acronimo di Gruppi d'Acquisto Popolare: si tratta di strutture nate per contrastare l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e la diminuzione del potere d'acquisto di salari e pensioni. La risposta, finora, è stata incoraggiante: «Abbiamo circa duecento iscritti - racconta Stefano Piccolomini dei Giovani Comunisti, tra i ragazzi che gestiscono la struttura - per l'inaugurazione, poi, abbiamo ordinato 130 chili di frutta e verdura e 55 di pesce, prodotti acquistabili solo su ordinazione. Frutta e verdura provengono da una cooperativa sociale fiorentina che non usa conservanti o diserbanti e che, soprattutto, ha tutti lavoratori con contratto a tempo determinato. Quanto al pesce, invece, ci riforniamo da un pescatore viareggino che ce lo vende a prezzo politico, circa la metà oppure un terzo del prezzo di mercato».
Ma la distribuzione di generi alimentari non è l'unica attività del circolo che mette a disposizione un servizio di doposcuola, frequentato da circa 40-50 bambini, ed uno sportello per i consumatori. Due servizi che hanno consentito di relazionarsi con il territorio, con un quartiere che ogni giorno racconta storie di famiglie che non hanno voce. Ci sono bambini costretti a fare i compiti per scuola su fogli di fortuna, perché i genitori non possono permettersi un quaderno. Ci sono persone che reclamano a gran voce il frazionamento del pagamento delle bollette, il cui ammontare è diventato insostenibile. Ci sono nuclei familiari, composti da quattro persone, sfrattati dalle case popolari perché l'abitazione è intestata a suoceri oramai deceduti e che, tuttavia, vivevano sotto lo stesso tetto. «Il messaggio che vogliamo far passare - prosegue Piccolomini - è che questo circolo vuole interagire con un quartiere popoloso ed abbandonato al suo destino, senza prefigurarsi come soggetto elettorale. Non andiamo in cerca di quattro o cinque voti in più, vogliamo semplicemente ricostruire i rapporti in questa zona della città. Inizialmente c'è stata un po' di diffidenza, poi i residenti del Varignano hanno capito che puntiamo solamente a dare una mano a chi ne ha bisogno».
Per poter usufruire di questi prodotti è necessario iscriversi al Gap, acronimo di Gruppi d'Acquisto Popolare: si tratta di strutture nate per contrastare l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e la diminuzione del potere d'acquisto di salari e pensioni. La risposta, finora, è stata incoraggiante: «Abbiamo circa duecento iscritti - racconta Stefano Piccolomini dei Giovani Comunisti, tra i ragazzi che gestiscono la struttura - per l'inaugurazione, poi, abbiamo ordinato 130 chili di frutta e verdura e 55 di pesce, prodotti acquistabili solo su ordinazione. Frutta e verdura provengono da una cooperativa sociale fiorentina che non usa conservanti o diserbanti e che, soprattutto, ha tutti lavoratori con contratto a tempo determinato. Quanto al pesce, invece, ci riforniamo da un pescatore viareggino che ce lo vende a prezzo politico, circa la metà oppure un terzo del prezzo di mercato».
Ma la distribuzione di generi alimentari non è l'unica attività del circolo che mette a disposizione un servizio di doposcuola, frequentato da circa 40-50 bambini, ed uno sportello per i consumatori. Due servizi che hanno consentito di relazionarsi con il territorio, con un quartiere che ogni giorno racconta storie di famiglie che non hanno voce. Ci sono bambini costretti a fare i compiti per scuola su fogli di fortuna, perché i genitori non possono permettersi un quaderno. Ci sono persone che reclamano a gran voce il frazionamento del pagamento delle bollette, il cui ammontare è diventato insostenibile. Ci sono nuclei familiari, composti da quattro persone, sfrattati dalle case popolari perché l'abitazione è intestata a suoceri oramai deceduti e che, tuttavia, vivevano sotto lo stesso tetto. «Il messaggio che vogliamo far passare - prosegue Piccolomini - è che questo circolo vuole interagire con un quartiere popoloso ed abbandonato al suo destino, senza prefigurarsi come soggetto elettorale. Non andiamo in cerca di quattro o cinque voti in più, vogliamo semplicemente ricostruire i rapporti in questa zona della città. Inizialmente c'è stata un po' di diffidenza, poi i residenti del Varignano hanno capito che puntiamo solamente a dare una mano a chi ne ha bisogno».
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