Il Tirreno

Versilia

VIAREGGIO/ I SINDACI PADRONI

Destra o sinistra, basta la poltrona

Mario Lancisi
Il Carnevale di Viareggio è gestito da una Fondazione
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Il Carnevale di Viareggio è gestito da una Fondazione

Dai fiori ai congressi: il pubblico a Viareggio ha le mani in pasta ovunque

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VIAREGGIO. Se a Firenze, Prato e Pistoia sognano (con ritardi e contraddizioni) l'holding regionale delle società pubbliche, a Viareggio e in Versilia sono fermi ad una galassia di società vagamente improbabili. Dai fiori alla formazione professionale per la cantieristica. Dai rifiuti ai congressi. Il pubblico si occupa di tutto e di più.

Con tante poltrone e poltroncine (anche da pochi euro per chi vi ci siede). E una pletora di dipendenti, oltre seicento. Un'anomalia viareggina. Frutto delle giunte di centrosinistra. Sulla quale doveva cadere la scure della nuova amministrazione di centrodestra che si è insediata nell'aprile del 2008. Il taglio degli enti e delle poltrone è stato uno dei vessilli elettorali del nuovo sindaco Luca Lunardini.

Il j'accuse di Baldini. Ma oggi c'è chi storce la bocca o polemizza apertamente. Come ad esempio il senatore del Pdl Massimo Baldini: «L'impegno che avevamo preso in campagna elettorale per lo smantellamento di enti inutili e improduttivi è venuto meno. Non solo abbiamo mantenuto la situazione precedente, ma addirittura sono stati aumentati i dirigenti e il personale».

L'impietoso j'accuse di Baldini è respinto al mittente dal sindaco Lunardini. Che racconta come un anno fa abbia ricevuto in dote dall'ex sindaco Marco Marcucci una ragnatela di diciannove società: «Ne abbiamo già tagliate cinque: due partecipazioni in società polacche e una Sea Progetti, una denominata Versilia Fiori, una denominata Viareggio Fucina e una partecipazione nella società che commercializza gas metano (Seacom spa)». In realtà l'operazione sulle società polacche era iniziata nell'era Marcucci, lo stesso sindaco che l'aveva avviata alcuni anni prima.

La difesa del sindaco. Non solo. Lunardini sostiene anche che la Versilia Servizi ha avuto la soppressione del cda con l'istituzione di un amministratore unico in comune con un'altra società, la Patrimonio. In realtà - basta verificarlo sul sito web del Comune - dal 28 aprile l'amministratore unico è, sì, lo stesso che figura nel cda della Patrimonio; ma i suoi compensi sono due. «La riduzione di sei-sette partecipate in poco più di un anno è una realizzazione crediamo poco più che unica nel panorama degli enti locali», aggiunge il sindaco.

Lunardini non si limita a difendersi. Contrattacca. Troppo lente le riduzioni? Taglini anziché tagli? Può anche darsi, ma le ragioni sono serie, e riguardano le amministrazioni di destra e di sinistra. Prima ragione. Se una società è in rosso, come nel caso di alcune partecipate del comune di Viareggio, «bisogna aspettare che tutte le partite creditorie-debitorie siano chiuse. Ciò significa incassare crediti e pagare debiti con tempi imposti».

Problema sociale. Ma è la seconda ragione addotta da Lunardini la più interessante. Almeno in bocca a un sindaco di centrodestra. Dice Lunardini: «Le società partecipate dal Comune di Viareggio danno lavoro a circa seicento persone. Ciò implica che, se non è possibile vendere sul mercato alcune società perché non appetibili, si origina un grosso problema sociale legato alla sorte delle persone che vi lavorano. Questo è un problema di non facile soluzione anche per le difficoltà a ricollocare il personale all'interno del Comune».

Parole che fanno tornare indietro il dibattito a prima degli anni Novanta. Quando i Comuni gestivano direttamente le aziende pubbliche. Prima della loro privatizzazione. E le municipalizzate erano feudi politici ma anche aziende che davano lavoro alle comunità locali. Oltre ai problemi tecnici e sociali ne esiste almeno un altro che accomuna a Viareggio centrosinistra e centrodestra: la scarsa qualità, in genere, della classe dirigente chiamata a gestire società che offrono servizi fondamentali come l'acqua, il gas, i rifiuti, la mobilità, i trasporti, il patrimonio comunale, le farmacie, nonché due fondazioni come il Carnevale e il Festival Pucciniano.

Poltrone e poltroncine. Il problema è ancora più acuto per il Pdl. Lunardini lo ha risolto in due modi. Da un lato, scegliendo personaggi chiave della sua campagna elettorale (tutte le liste civiche ad esempio sono trasmigrate nel centrodestra), come ad esempio Ginetto Sugliano, che a capo di un movimento contro i parcheggi si è trovato a presiedere la società della mobilità (oggi non più: dimissioni date e accettate a seguito di una condanna in primo grado per condotta antisindacale); o come il giovane Jacopo Bonuccelli, ex candidato sindaco di una lista civica, nominato vicepresidente della Fondazione Carnevale.

Dall'altro, nominando personaggi non viareggini provenienti dai Comuni limitrofi, che sono spesso nelle mani del centrodestra. Come Ermindo Tucci, ex candidato sindaco a Forte dei Marmi, chiamato a presiedere la Sea Ambiente (20mila euro lordi l'indennità) dopo aver perduto le elezioni al Forte; Massimiliano Simoni, pietrasantino, presidente della fondazione Festival Pucciniano (38mila euro) e Manuela Clerici, ex assessore di An a Camaiore, nominata presidente della Viareggio Versilia congressi (30mila euro circa l'anno).

C'è chi accusa il sindaco di aver operato un brutale spoyl sistem, ma lui si difende: «E' nelle cose. Ogni amministrazione individua i suoi riferimenti. Le partecipate sono strumenti di gestione di servizi pubblici locali pertanto è ovvio che gli amministratori siano scelti dal sindaco in carica come gli assessori». Ma al di là di problemi e ritardi, non emerge un'idea di uscire dalla logica dei campanili e dei tornaconti politici per creare società forti e utili per i cittadini.

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