La manifestazione
VIAREGGIO
Treni stracolmi, parte la protesta
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CALCA. Sopra i vagoni stracolmi di studenti A sinistra l’assedio alle porteSei carrozze per il treno delle 7,51 dove - pigiati e in piedi - stanno 500 studenti che tutti i giorni salgono sulla linea, da Carrara a Torre del Lago, e tutti i lavoratori pendolari che partono ogni giorno dalla Versilia per andare a lavorare a Pisa o a Livorno. Troppo poche. Per ottenere un servzio dignitoso, è partita una raccolta di firme organizzata da un ragazzo di neanche 20 anni: raccolte 400 firme in un mese in partenza per la Regione
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VIAREGGIO. Treni come vagoni bestiame. Dove si sta quasi sempre in piedi, appicciccati l'uno all'altro. Treni in cui le persone si incastrano come pezzi del Lego tra gli scompartimenti: con buona pace dei rischi per la sicurezza. Poi un giorno qualcuno dice basta. Maurizio Pardini, studente di neanche 20 anni, l'ha fatto. Quattrocento pendolari - in un mese - hanno firmato la sua petizione per avere un collegamento più efficiente (e dignitoso) con Pisa.
GUARDA L'ODISSEA QUOTIDIANA DEI PENDOLARI
«Voglio un servizio decente». «Pago 44 euro e 50 di abbonamento ferroviario mensile per andare all'università - dice Pardini - non pretendo chissà cosa, solo un servizio decente». Maurizio frequenta scienze politiche a Pisa. Abita a Camaiore, ma tutte le mattine va a Viareggio per prendere il treno 11841, quello che arriva dalla Spezia e che parte alle 7,51. «È impressionante vedere la massa di studenti che, ancora assonnati, si avvicinano alle porte dei vagoni», dice Pardini. Venti minuti dopo c'è un'altra corsa, ma anche quella è regolarmente stracolma. E spesso e volentieri fa arrivare tardi i ragazzi a lezione. Roba da poco? No. Perché chi ha fatto l'università sa che arrivare anche 10' dopo significa non trovare posto a sedere nelle aule.
Convogli piccoli. Il guaio principale, sostengono gli studenti, riguarda le dimensioni del convoglio. «Sei vagoni - dicono - sono troppo pochi. Parliamo di 500 ragazzi che tutti i giorni salgono sulla linea nelle varie stazioni toccate, da Carrara a Torre del Lago. E che spesso si ritrovano ammucchiati negli scompartimenti tra un vagone e l'altro». E che dire degli altri pendolari, persone che partono ogni giorno dalla Versilia per andare a lavorare a Pisa o a Livorno? Tutta gente che sceglie il trasporto pubblico al posto dell'automobile, per risparmiare nel costo della benzina e dell'autostrada, e magari per inquinare meno. E che si vede "premiata" con odissee di questo genere. «Non sarebbe male - aggiunge Pardini - avere una corsa in più. Dopo tutto, La Spezia-Pisa è una linea che raccoglie pendolari di una buona fetta della Toscana».
Firme in Regione. «Quando avremo raggiunto quota mille - continua Pardini - porteremo le firme a Firenze, all'assessorato regionale dei trasporti, e per conoscenza lo invieremo anche ai responsabili di Trenitalia. E con noi ci sarà anche la Provincia». L'assessore provinciale all'istruzione, Silvano Simonetti, ha infatti dato il suo placet all'iniziativa. «Dei problemi sulla linea ferroviaria tirrenica si parla da anni - dice Simonetti - nella scorsa primavera si raggiunse un accordo con Trenitalia, che promise una corsa in più. A quanto pare, però, c'è stata una sorta di retromarcia sulla composizione dei convogli. Di solito novembre è un periodo critico per l'addensarsi delle lezioni negli stessi orari e negli stessi giorni: ha poco senso, perciò, aggiungere una corsa e ridurre i vagoni».
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«Voglio un servizio decente». «Pago 44 euro e 50 di abbonamento ferroviario mensile per andare all'università - dice Pardini - non pretendo chissà cosa, solo un servizio decente». Maurizio frequenta scienze politiche a Pisa. Abita a Camaiore, ma tutte le mattine va a Viareggio per prendere il treno 11841, quello che arriva dalla Spezia e che parte alle 7,51. «È impressionante vedere la massa di studenti che, ancora assonnati, si avvicinano alle porte dei vagoni», dice Pardini. Venti minuti dopo c'è un'altra corsa, ma anche quella è regolarmente stracolma. E spesso e volentieri fa arrivare tardi i ragazzi a lezione. Roba da poco? No. Perché chi ha fatto l'università sa che arrivare anche 10' dopo significa non trovare posto a sedere nelle aule.
Convogli piccoli. Il guaio principale, sostengono gli studenti, riguarda le dimensioni del convoglio. «Sei vagoni - dicono - sono troppo pochi. Parliamo di 500 ragazzi che tutti i giorni salgono sulla linea nelle varie stazioni toccate, da Carrara a Torre del Lago. E che spesso si ritrovano ammucchiati negli scompartimenti tra un vagone e l'altro». E che dire degli altri pendolari, persone che partono ogni giorno dalla Versilia per andare a lavorare a Pisa o a Livorno? Tutta gente che sceglie il trasporto pubblico al posto dell'automobile, per risparmiare nel costo della benzina e dell'autostrada, e magari per inquinare meno. E che si vede "premiata" con odissee di questo genere. «Non sarebbe male - aggiunge Pardini - avere una corsa in più. Dopo tutto, La Spezia-Pisa è una linea che raccoglie pendolari di una buona fetta della Toscana».
Firme in Regione. «Quando avremo raggiunto quota mille - continua Pardini - porteremo le firme a Firenze, all'assessorato regionale dei trasporti, e per conoscenza lo invieremo anche ai responsabili di Trenitalia. E con noi ci sarà anche la Provincia». L'assessore provinciale all'istruzione, Silvano Simonetti, ha infatti dato il suo placet all'iniziativa. «Dei problemi sulla linea ferroviaria tirrenica si parla da anni - dice Simonetti - nella scorsa primavera si raggiunse un accordo con Trenitalia, che promise una corsa in più. A quanto pare, però, c'è stata una sorta di retromarcia sulla composizione dei convogli. Di solito novembre è un periodo critico per l'addensarsi delle lezioni negli stessi orari e negli stessi giorni: ha poco senso, perciò, aggiungere una corsa e ridurre i vagoni».
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