Il Tirreno

Versilia

L'ultimo saluto

Lacrime per DanieleTutto il paese si stringeattorno alla famiglia

Marco Pomella
Striscioni, bandiera a lutto, gli amici che portano in spalla la bara di Daniele Rivetti, la commozione di un intero paese per la prematura scomparsa di uno dei suoi figli
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Striscioni, bandiera a lutto, gli amici che portano in spalla la bara di Daniele Rivetti, la commozione di un intero paese per la prematura scomparsa di uno dei suoi figli

L'intera comunità di Bozzano si è stretta ieri intorno alla famiglia Rovetti per l'ultimo addio a Daniele, il ragazzo di soli 25 anni morto nell'incidente sull'autostrada, giorni fa. Un giovane ricordato dai suoi amici durante la messa funebre

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MASSAROSA. L'intera comunità di Bozzano si è stretta ieri intorno alla famiglia Rovetti per l'ultimo addio a Daniele, il ragazzo di soli 25 anni morto nell'incidente sull'autostrada, giorni fa. Un giovane ricordato dai suoi amici durante la messa funebre «sempre pronto ad adoperarsi per gli altri, promotore di iniziative, leale, umile, impegnato e coerente».
C'era tutta Bozzano e non solo ai funerali di Daniele. I compagni di calcio, la dirigenza dell'Unione Quiesa-Massaciuccoli, quelli del Bozzano, ma anche tanti altri dirigenti, allenatori e giocatori di altre squadre giovanili. Ma anche molta gente comune, con gli occhi gonfi di lacrime, per un ragazzo che se ne è andato troppo presto. Prima della messa funebre c'è stato un via vai continuo di ragazzi alla camera ardente, allestita nelle sale parrocchiali di Bozzano. E tanti striscioni, nelle sale parrocchiali e per strada. "La rabbia negli occhi, la disperazione nel cuore, Daniele per sempre il migliore", si leggeva su uno di questi.
Sulla bara bianca era deposta una corona di rose bianche, lilla e viola ed un cappello dei carabinieri (Daniele aveva militato per due anni nell'Arma). E poi la maglia del Quiesa (con la fascia da capitano) e quella del Bozzano. Oltre che una sciarpa della Fiorentina, la squadra del cuore del ragazzo.
Fuori, una massa enorme di gente. Con tanti, tantissimi ragazzi. In silenzio, rotto solo da qualche singhiozzo e da un lungo applauso, quando il feretro è stato lentamente portato a spalla dagli amici in chiesa, seguito dalla famiglia, mamma Frida, papà Franco ed i fratelli, poi gli amici più stretti, il labaro della Donatori di Sangue della frazione e diversi carabinieri. Che con dignità e compostezza hanno seguito tutta la funzione funebre. Qualcuno è rimasto fuori dalla chiesa: il dolore era troppo, e la chiesa anche troppo piena. Il resto del paese era serrato: finestre e saracinesche dei negozi, tutto chiuso, a lutto.
Difficile l'omelia anche per lo stesso parroco, che, ha ricordato, aveva dato lui stesso il battesimo a Daniele. «In questi momenti - ha detto - bisogna aver fede. Daniele è stato chiamato alla mensa del Signore. Capire il suo disegno è difficile. Ma siamo certi che Daniele ha raggiunto quello, a cui noi tutti ambiamo: essere vicini a Dio».
Durante la messa sono stati ricordati anche Stefano e Marco Casanova, i due cugini che erano in macchina con Daniele quella tragica notte. Quando l'Opel Astra su cui viaggiavano i quattro amici ha sbandato ed è andata a scontrarsi contro lo spartitraffico sulla Firenze Mare, all'altezza di Capannori. «Preghiamo per Marco e Stefano - hanno detto gli amici - che stanno ancora lottando per recuperare la salute, dopo quell'incredibile incidente». I due giovani lottano, infatti, ancora tra la vita e la morte. Un pensiero di affetto è stato rivolto anche ad Alessandro Angeli, il giovane rimasto, invece, miracolosamente illeso nel sinistro.

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di Redazione web