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Edilizia, raffica di sanzioni nei cantieri

Matteo Tuccini
Il cantiere all’ex Cittadella sequestrato pochi giorni fa
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Il cantiere all’ex Cittadella sequestrato pochi giorni fa

Tre sequestri di cantieri e decine di verbali in poco più di un mese, con migliaia di euro di sanzioni alle aziende. «Non avevamo mai visto un periodo simile», afferma il dottor Renato Balestrero, coordinatore del settore edile del servizio di prevenzione dell'Asl 12

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VIAREGGIO. Sono sorpresi, gli ispettori dell'Azienda sanitaria. Anche perché ribadiscono che «nell'edilizia ci sono molte imprese serie, che lavorano con coscienza. I nostri controlli sono praticamente quotidiani - continuano - su tutto il territorio della Versilia. E molte attività, in particolare quelle locali, hanno imparato la lezione».
Non c'è ragione di dubitarne. Resta il fatto, però, che la sicurezza in questo settore importante, che impiega centinaia di operai italiani e stanieri, resta una specie di miraggio. E - come rivelano dall'Asl - qualche azienda ha persino smesso di pagare le multe che le sono state inflitte per violazioni del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Sembra quasi che si preferisca rischiare un processo, piuttosto che versare i soldi.

Ponteggi e parapetti assenti.
Sotto accusa sono, soprattutto, l'assenza o l'indaguatezza di protezioni per cadute dall'alto. «Le carenze principali - sostiene il dottor Balestrero - si riscontrano nei ponteggi e nei parapetti, spesso assenti o mal sistemati. Sono queste le motivazioni alla base dei tre sequestri di parte dei cantieri per un albergo a Marina di Pietrasanta, per parte del cimitero a Vallecchia e per i nuovi negozi all'ex Cittadella».
Secondo i tecnici sanitari, infatti, la mancanza di caschi protettivi viene troppo spesso ritenuta fonte primaria di incidenti. Il casco è doveroso, ma il vero nemico dell'operaio è la carenza di un sostegno. Anche a 3 metri d'altezza, dove in genere si trova il primo solaio.
Oltre ai sequestri, l'Azienda sanitaria riferisce di numerosi verbali sottoscritti dagli ispettori nei loro continui controlli. Che per ogni violazione delle norme sulla sicurezza possono costare dai 500 ai 1.600 euro di multa.

La procedura.
Una volta inviato il foglio di prescrizione all'impresa edile, l'Asl invia la comunicazione alla Procura sulla violazione delle norme. A quel punto l'azienda deve mettersi in regola. Poi gli ispettori si ripresentano in cantiere, accertano che tutto sia a posto e - in caso positivo - consegnano al titolare il cedolino per il pagamento della multa entro 30 giorni. Scaduto il termine, scatta il procedimento penale.

«Colpa della fretta».
La maggior parte degli imprenditori che ricevono il verbale di prescrizione allarga le braccia e ammette le proprie responsabilità. Però, dicono, le colpe per la mancata sicurezza devono essere suddivise tra i tanti protagonisti coinvolti nella realizzazione di un edificio o di una struttura.
«La necessità di fare in fretta - dice Balestrero - e la disseminazione di un incarico in tanti subappalti fa sì che si pensi sempre meno a tutelare il lavoratore. Bisogna spendere poco e finire il lavoro in poco tempo: quindi si taglia sui sistemi di protezione. È vero che in ognuno di questi cantieri c'è o ci dovrebbe essere un coordinatore della sicurezza che vigila sul rispetto delle regole. Ma purtroppo, spesso non viene ascoltato».

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