Gioco
PERICOLO SCAMPATO
Tubazione del gas bucata,metano fino in autostrada
Donatella Francesconi
Quel tubo del gas, sull'argine della Gora di Stiava, proprio non ci doveva essere. E i geologi al lavoro per conto del Consorzio di bonifica, ieri mattina, ma si sarebbero aspettati quella fiammata appena il macchinario per la prova penetrometrica statica ha forato la tubazione, derivazione del metanodotto Snam che corre lungo la via di Montramito, alle porte della città
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VIAREGGIO. «Derivazione datata - spiegano al Consorzio- datata anni' 70», proprio sotto il ponte dell'autostrada A12 e segnalata da un cartello che ieri mattina «era interamente coperto dal canneto». L'allarme ai vigili del fuoco è scattato immediatamente e contemporaneamente è stata avvisata Sea Gas. Il tempo di arrivare sul posto, ed è stato subito chiaro che il metano si stava velocemente spostando verso la Variante e la stessa autostrada. Che è stata chiusa dalla polizia stradale fin dall'altezza di Pisa in direzione Sud-Nord e dal casello di Viareggio in direzione opposta. Per evitare il contatto tra il gas che si andava spandendo e possibili scintille o fonti di calore derivanti dal passaggio di automezzi. La viabilità è stata interrotta, con l'intervento della polizia municipale coordinata dal maggiore Vasco Comaschi (numerosi i rientri in servizio) per poco più di un'ora.
I lavori per i quali si è reso necessario l'intervento preventivo dei geologi sono quelli per la messa in sicurezza della Gora di Stiava. Nel tratto interessato dalla fuga di gas l'importo è di 350mila euro, a carico della Salt. L'ente esecutore è la Provincia che, in questo caso, delega il Consorzio di bonifica. I sondaggi del terreno sono necessari per rilevare i dati sulla stratificazione del terreno sul quale si andrà a costruire il nuovo argine. I tecnici - spiega il Consorzio - erano al lavoro di domenica «perché le prove hanno anche carattere di indagini antisismiche e dunque vanno eseguite senza il traffico pesante che scorre sull'autostrada sovrastante».
Come mai, però, ai geologi non fosse stata consegnata una mappa del sottosuolo - nonostante la conferenza dei servizi regolarmente tenutasi tra tutti gli enti interessati - è un mistero. E resta senza risposta, per il momento, il quesito su chi pagherà i danni.
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