Attenzione
Nautica e affari
Perini, 56 metri contro la crisi
Luca Cinotti
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GIOIELLI. I velieri Perini ormeggiati di fronte a PicchiottiI suoni lancinanti della sirena sono, a modo loro, una risposta alla crisi che ha messo in ginocchio la nautica viareggina. A modo loro e - soprattutto - a modo di Perini: perché è il varo dello scafo numero 47 di questa azienda a segnare per la prima volta, dopo mesi
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VIAREGGIO. I suoni lancinanti della sirena sono, a modo loro, una risposta alla crisi che ha messo in ginocchio la nautica viareggina. A modo loro e - soprattutto - a modo di Perini: perché è il varo dello scafo numero 47 di questa azienda a segnare per la prima volta, dopo mesi, un flash che rischiara le notti affannose della nautica made in Viareggio.
Il bacino di Picchiotti ha ospitato la messa in acqua del ketch di 56 metri Panthalassa. Ultima (per ora) e degna erede della più fortunata serie di Perini: quei 56 metri che annoverano nomi storici del diporto a vela, a partire dal Roseharty costruito per Rupert Murdoch. Panthalassa, ottava della famiglia (altre due sono in costruzione) è stata invece armata per una società inglese che lo utilizzerà come charter di lusso. Non una novità, per quanto riguarda il diporto turistico: molti velieri Perini possono essere affittati con prezzi che partono da 200mila euro alla settimana. Nel caso di Panthalassa, però, si è pensato anche alla possibilità di un utilizzo lavorativo: non a caso, come ci ha spiegato l'Ad Giancarlo Ragnetti, la saletta fra il salone e la cabina di comando può trasformarsi da sala da pranzo (o da centro massaggi) a sala riunioni, con una scherma lcd che permette di lavorare in teleconferenza.
Come sempre nel caso di Perini, particolare attenzione è stata riservata ai design degli interni. Lasciato da parte l'iperminimalismo di molti superyacht odierni, l'arredamento pensato da "Foster and Partners" ha un'impronta calda, grazie ai colori chiari e a soluzioni tecniche che permettono di illuminare di luce naturale gli ampi spazi dell'imbarcazione.
Un gioiello, insomma, che è stato pagato una cifra che si aggira sui 40 milioni di euro. I fortunati che potranno salirvi a bordo per vacanza o per affari potranno contare su sei cabine, delle quali quattro matrimoniali.
Una perla di tecnica, insomma, che non sarebbe mai potuta nascere senza le maestranze di Perini. E Ragnetti l'ha ricordato, nel discorso che ha preceduto la consueta "rottura della bottiglia": «Troppo spesso non ci ricordiamo di loro, ma sono fondamentali».
Parole alle quali Fabio Perini, quasi "nascosto" fra i tanti invitati al varo, ha applaudito con un filo di commozione.
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