Gioco
La denuncia
«Mercato dei fiori senza regole»
Donatella Francesconi
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L’interno del mercato sull’AureliaAl Mercato dei fiori come nel Far West. Nel senso che «ognuno fa come meglio crede». A sollevare il velo è la consigliera Isaliana Lazzerini (gruppo misto), esponente del Pdci. Dopo aver raccolto - spiega - le testimonianze di «numerosi operatori del settore»
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VIAREGGIO. Al Mercato dei fiori come nel Far West. Nel senso che «ognuno fa come meglio crede». A sollevare il velo è la consigliera Isaliana Lazzerini (gruppo misto), esponente del Pdci. Dopo aver raccolto - spiega - le testimonianze di «numerosi operatori del settore».
Stiamo parlando della struttura al Marco Polo, zona cimitero. «Dove, tanto per cominciare, il custode è stato messo in ferie forzate per tre mesi». Cosa più che legittima - spiega la consigliere comunale - «se non fosse che in assenza di controllo il Mercato dei fiori "approfitta" di aperture anticipate fai da te». Il risultato è sotto gli occhi di tutti: «Si vende tutto quello che si ha fuori orario e quando arrivano i grossisti non c'è più niente da acquistare». Da mesi, più di un operatore del settore, ha denunciato commercio di piante e fiori «fatto tenendo la merce nel carrello del supermercato». Peccato solo che «per usufruire della struttura si paghino delle quote e che sarebbe necessario un controllo certo sul diritto ad esercitare la vendita, secondo le regole fissate, delle persone che si aggirano all'interno del mercato».
A Lazzarini replica l'assessore al commercio, Antonio Cima: «Avevo messo un vigile al mercato dei fiori. Mi è stato detto, però, che è in malattia».
La considerazione è d'obbligo: se Viareggio credesse in questo pezzo della propria economia, di amministrazione in amministrazione non lascerebbe scandalosamente marcire la nuova struttura in zona Comparini sotto il cui tetto, pagato 500mila dalla Regione, oggi stazionano i cassonetti Sea. Mentre Provincia e Comune da anni non riescono a sciogliere il nodo del rapporto con Pescia. E alla Regione, evidentemente, sta bene buttare al vento 500mila euro.
Regole poco certe - continua Lazzerini - valgono anche la sosta nell'area antistante l'ingresso, alto Aurelia: «C'è una tariffa annua da pagare per poter usufruire dei posti auto che sono messi a disposizione degli operatori del mercato per un certo numero di ore. Ma, anche in questo caso, difficile sapere chi paga regolarmente e chi no».
La vecchia struttura, infine, «si presenta sporca, maltenuta e anche maleodorante per l'abitudine di qualcuno di fare i propri bisogni all'aperto». Senza contare che «non è ancora stato rinnovato il consiglio di gestione che l'amministrazione vorrebbe collegare alla presenza delle associazioni di categoria alle quali, però, molti operatori non sono iscritti». Rispetto a questa proposta, chi lavora all'interno del mercato rivendica - sottolinea Isaliana Lazzerini - «una propria rappresentanza nel consiglio».
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