Il dolore
VIAREGGIO
«Attese infinite per i ricoveri all'ospedale»
Matteo Tuccini
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Utenti al Pronto soccorso del Versilia«Mio nonno ha 80 anni e sta molto male: doveva essere ricoverato in somma urgenza. Invece ha passato la notte in una barella al pronto soccorso, con indosso i vestiti del giorno precedente».
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VIAREGGIO. «Mio nonno ha 80 anni e sta molto male: doveva essere ricoverato in somma urgenza. Invece ha passato la notte in una barella al pronto soccorso, con indosso i vestiti del giorno precedente». Gabriele Ulivi, dopo una giornata all'ospedale Versilia, è infuriato: «Ho visto scene da terzo mondo», dice. E come lui ci sono altri utenti che accusano: «Pochi letti e attese lunghe per i ricoveri».
Il direttore sanitario dell'Asl 12, il dottor Antonio Latella, minimizza: «Noi abbiamo in media 200 accessi al giorno al pronto soccorso - sostiene Latella - quando tra questi ci sono molti ricoveri, è probabile che si creino dei disagi. Ma non direi che il nostro presidio ha carenze di posti letto. Anche se è chiaro che lavoriamo ogni giorno per offrire un servizio sempre migliore».
Secondo quanto affermano alcuni cittadini, giovedì pomeriggio al pronto soccorso del Versilia si è creato una sorta di tappo.
«Sono arrivato all'ospedale alle 13,30 con mio nonno, che è gravemente malato - racconta Gabriele Ulivi - avevamo un impegnativo del medico per l'immediato ricovero. Assieme a noi nel reparto c'erano altre persone nella nostra stessa situazione. Ho aspettato per ben 5 ore, poi mi hanno detto che non c'erano letti disponibili. A quel punto ho chiesto cosa dovessi fare. Mi hanno spiegato che potevo andare a casa e aspettare una loro telefonata: appena si libera un posto, mi hanno detto, venga qua e porti il pigiama».
La chiamata, però, secondo quanto riferisce Ulivi non è arrivata. «Stamattina (ieri, ndr) ho richiamato verso le 10, per sapere cosa fosse successo - afferma - E mi hanno detto che mio nonno era ancora sdraiato sulla barella. Aveva passato la notte lì. Sono arrabbiato, non è giusto che persone malate vengano trattate in questo modo».
Ieri mattina - dopo la serata un po' agitata - il direttore del pronto soccorso, il dottor Sergio Milletti, ha avuto un colloquio con la direttrice sanitaria dell'ospedale Grazia Luchini.
«Ho fatto presente semplicemente quello che accade da tempo - dice Milletti - soprattutto quando arriva la stagione invernale. E cioè che a volte ci ritroviamo con pazienti che non possono essere ricoverati, perché non ci sono sufficienti posti letto. E l'unica soluzione per la loro sicurezza è la sorveglianza da parte di medici e infermieri, in attesa che trovino una sistemazione. Anche se ci rendiamo conto che è un ripiego che non piace».
Il direttore sanitario dell'Asl 12, il dottor Antonio Latella, minimizza: «Noi abbiamo in media 200 accessi al giorno al pronto soccorso - sostiene Latella - quando tra questi ci sono molti ricoveri, è probabile che si creino dei disagi. Ma non direi che il nostro presidio ha carenze di posti letto. Anche se è chiaro che lavoriamo ogni giorno per offrire un servizio sempre migliore».
Secondo quanto affermano alcuni cittadini, giovedì pomeriggio al pronto soccorso del Versilia si è creato una sorta di tappo.
«Sono arrivato all'ospedale alle 13,30 con mio nonno, che è gravemente malato - racconta Gabriele Ulivi - avevamo un impegnativo del medico per l'immediato ricovero. Assieme a noi nel reparto c'erano altre persone nella nostra stessa situazione. Ho aspettato per ben 5 ore, poi mi hanno detto che non c'erano letti disponibili. A quel punto ho chiesto cosa dovessi fare. Mi hanno spiegato che potevo andare a casa e aspettare una loro telefonata: appena si libera un posto, mi hanno detto, venga qua e porti il pigiama».
La chiamata, però, secondo quanto riferisce Ulivi non è arrivata. «Stamattina (ieri, ndr) ho richiamato verso le 10, per sapere cosa fosse successo - afferma - E mi hanno detto che mio nonno era ancora sdraiato sulla barella. Aveva passato la notte lì. Sono arrabbiato, non è giusto che persone malate vengano trattate in questo modo».
Ieri mattina - dopo la serata un po' agitata - il direttore del pronto soccorso, il dottor Sergio Milletti, ha avuto un colloquio con la direttrice sanitaria dell'ospedale Grazia Luchini.
«Ho fatto presente semplicemente quello che accade da tempo - dice Milletti - soprattutto quando arriva la stagione invernale. E cioè che a volte ci ritroviamo con pazienti che non possono essere ricoverati, perché non ci sono sufficienti posti letto. E l'unica soluzione per la loro sicurezza è la sorveglianza da parte di medici e infermieri, in attesa che trovino una sistemazione. Anche se ci rendiamo conto che è un ripiego che non piace».
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