Sicurezza
VIAREGGIO
Il bazar dei super yacht
Luca Cinotti
Nautica Il prezzo più alto chiesto per un Benetti: 39 milioni E un inglese vende la sua nave ancora non finita
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VIAREGGIO. La perla è senz'altro il Mariù, il "vecchio" 50 metri Codecasa di Giorgio Armani in vendita per quasi venti milioni. Ma - sarà per la crisi, sarà perché i ricchi si stancano presto - il gran bazar dei superyacht è sempre affollato.
Il Mariù, dicevamo. La barca che Armani ha ceduto dopo il varo del suo nuovo Codecasa, il Maìn. La società acquirente l'ha "rimessa a nuovo", aggiungendo qualche benefit come il collegamento wireless in tutto lo scafo e ora l'ha consegnata a una società di broker londinese per venderla. E qualche problema, a trovare un acquirente c'è visto che la richiesta è scesa dagli originali 23milioni e 800mila euro agli attuali 19milioni e 950mila.
La palma di barca più cara, comunque, non appartiene al Mariù, ma al 52 metri Latinou costruito e varato nel 2008 a Livorno da Benetti. Il motoryacht, era stato armato da un facoltoso francese appassionato di automobilismo che, ben presto, l'aveva adibito a charter di lusso: 230mila euro a settimana. Ora è acquistabile per quasi 40 milioni.
Nella girandola delle barche, molto spesso affidate a broker americani o inglesi, la parte del leone la fanno gli yacht a motore. Non manca, tuttavia, la bandierina di Perini: il cantiere viareggino che ha rivoluzionato il diporto a vela è presenta con il "Gitana", 36 metri uscita dai cantieri di via Coppino vent'anni fa: 8 milioni e mezzo il suo prezzo.
Una cifra, questa, che pone il Gitana nella parte medio-alta della classifica. È possibile, infatti, trovare quelle che possono essere considerate occasioni: scafi SanLorenzo e Mangusta Overmarine venduti per prezzi che oscillano intorno ai 3 milioni di euro, con ribassi significativi rispetto al listino del nuovo.
La flotta dei sogni che presentiamo nella tabella accanto è in realtà la punta dell'iceberg di un mercato dell'usato che prova a tener botta nei confronti della crisi della nautica degli ultimi anni. Impresa non facile, visto che sempre più spesso l'usato deve fare a gara con il nuovo: al salone di Genova si rincorrevano voci (e offerte) di scafi con i prezzi tagliati del 30-40% nel tentativo dei cantieri di limitare lo stock di invenduto.
Segni della crisi, certo. Come quello che riguarda Sir Michael Smurfit, magnate inglese dell'imballaggio. Smurfit ha commissionato a Codecasa la Lady Ann Magee II, che dovrebbe andare in consegna il prossimo anno. Nel contempo, aveva messo in vendita la sua Lady Ann Magee I (anche questa Codecasa) per 16 milioni e mezzo. Ma i tempi duri (e il "crollo" della sua ricchezza calata da 462 a 327 milioni di euro) lo hanno convinto a mettere sul mercato il suo gioiello in costruzione. Tre grossi broker cercano di venderlo per 47 milioni: «È il miglior affare dell'anno», spiega uno degli agenti. Intanto, Smurfit ha deciso di tenersi il Lady Ann Magee I, togliendolo dal mercato. Consolazione, sì, ma da ricchi.
Il Mariù, dicevamo. La barca che Armani ha ceduto dopo il varo del suo nuovo Codecasa, il Maìn. La società acquirente l'ha "rimessa a nuovo", aggiungendo qualche benefit come il collegamento wireless in tutto lo scafo e ora l'ha consegnata a una società di broker londinese per venderla. E qualche problema, a trovare un acquirente c'è visto che la richiesta è scesa dagli originali 23milioni e 800mila euro agli attuali 19milioni e 950mila.
La palma di barca più cara, comunque, non appartiene al Mariù, ma al 52 metri Latinou costruito e varato nel 2008 a Livorno da Benetti. Il motoryacht, era stato armato da un facoltoso francese appassionato di automobilismo che, ben presto, l'aveva adibito a charter di lusso: 230mila euro a settimana. Ora è acquistabile per quasi 40 milioni.
Nella girandola delle barche, molto spesso affidate a broker americani o inglesi, la parte del leone la fanno gli yacht a motore. Non manca, tuttavia, la bandierina di Perini: il cantiere viareggino che ha rivoluzionato il diporto a vela è presenta con il "Gitana", 36 metri uscita dai cantieri di via Coppino vent'anni fa: 8 milioni e mezzo il suo prezzo.
Una cifra, questa, che pone il Gitana nella parte medio-alta della classifica. È possibile, infatti, trovare quelle che possono essere considerate occasioni: scafi SanLorenzo e Mangusta Overmarine venduti per prezzi che oscillano intorno ai 3 milioni di euro, con ribassi significativi rispetto al listino del nuovo.
La flotta dei sogni che presentiamo nella tabella accanto è in realtà la punta dell'iceberg di un mercato dell'usato che prova a tener botta nei confronti della crisi della nautica degli ultimi anni. Impresa non facile, visto che sempre più spesso l'usato deve fare a gara con il nuovo: al salone di Genova si rincorrevano voci (e offerte) di scafi con i prezzi tagliati del 30-40% nel tentativo dei cantieri di limitare lo stock di invenduto.
Segni della crisi, certo. Come quello che riguarda Sir Michael Smurfit, magnate inglese dell'imballaggio. Smurfit ha commissionato a Codecasa la Lady Ann Magee II, che dovrebbe andare in consegna il prossimo anno. Nel contempo, aveva messo in vendita la sua Lady Ann Magee I (anche questa Codecasa) per 16 milioni e mezzo. Ma i tempi duri (e il "crollo" della sua ricchezza calata da 462 a 327 milioni di euro) lo hanno convinto a mettere sul mercato il suo gioiello in costruzione. Tre grossi broker cercano di venderlo per 47 milioni: «È il miglior affare dell'anno», spiega uno degli agenti. Intanto, Smurfit ha deciso di tenersi il Lady Ann Magee I, togliendolo dal mercato. Consolazione, sì, ma da ricchi.
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