Il Tirreno

Versilia

Il caso

In tilt la diga sul Burlamacca

Donatella Francesconi
<strong>CANALE BLOCCATO.</strong> La diga non scende e non si naviga
◗
CANALE BLOCCATO. La diga non scende e non si naviga

Quando ha toccato l'acqua del Burlamacca la nuova diga soprannominata "piccolo Mose" per analogia con il progetto di Venezia, si è assestata sulla posizione più alta e lì è rimasta

3 MINUTI DI LETTURA






VIAREGGIO. Quando ha toccato l'acqua del Burlamacca la nuova diga soprannominata "piccolo Mose" per analogia con il progetto di Venezia, si è assestata sulla posizione più alta e lì è rimasta.
Questo fatto ha mandato in tilt i tecnici della Provincia, ente che realizza l'opera, e quelli delle aziende che al progetto hanno lavorato: la torrelaghese Sasit, appaltatrice, e quella milanese che ha realizzato il meccanismo innovativo di regolazione dell'altezza della diga stessa.
Quando i lavori furono presentati come giunti alla fine, era appena il 2 settembre scorso. Alla presenza dei tecnici e del presidente della Provincia fu spiegato che nel giro di due settimane l'impianto sarebbe entrato in funzione nel giro di un paio di settimane.
Di tempo ne è passato un po' di più e si è arrivati così a giovedì scorso. Quando, spiega Gennarino Costabile, ingegnere della Provincia e responsabile del procedimento, «abbiamo completato i collegamenti elettrici e abbiamo avviato le prime manovre».
A questo punto, forse per la pressione del mare grosso di quei giorni, «la diga si è posizionata da subito all'altezza massima. Che è quella che dovrebbe avere in questa stagione, Ma senza più muoversi, e senza rispondere a certi comandi, come dovrebbe invece fare».
Cosa sia accaduto è tutto ancora da capire. E a niente sono serviti i tentativi di "costringere" la struttura a muoversi utilizzando un rimorchiatore che è ancora ancorato sotto il ponte. C'è chi dice che proprio il ricorso alla forza avrebbe provocato und anno più grave. Ma Costabile smentisce categoricamente e annuncia un sopralluogo martedì, con l'intervento dei sommozzatori.
A loro spetterà il compito di rilevare come sta il maxi airbag che al posto dei pistoni (questa la vera innovazione) fa salire o scendere la diga. A tecnici, poi, l'onere di verificare se il problema sia sotto l'acqua oppure sopra. E cosa tenga incastrata - il termine che usa l'ingegnere della Provincia rende benissimo l'idea - la diga che «doveva ancora essere collaudata».
Per quello che riguarda l'ente del presidente Stefano Baccelli - assicura Costabile - «da martedì in poi il nostro obiettivo è quello di mettere in sicurezza l'impianto». Per evitare che le piogge di novembre provochino l'allagamento del padule allo straripare del Massaciuccoli: «Abbiamo allertato il Consorzio di bonifica - continua l'ingegnere - perché si tenga pronta la Bufalina, come valvola di sfogo».
Una volta assicurata la sicurezza, sarà necessario portare nuovamente all'asciutto l'invaso. Così da poter lavorare a 360 gradi per scovare il problema. Utilizzando il rimorchiatore, quello che è apparso chiaramente «è che c'è un incastro sul lato sinistro. Non è da escludere che le manovre degli elettricisti, compiute nei giorni delle Libecciata, abbia creato qualche problema. Cosa sia accaduto è tutto da scoprire - conclude Costabile - ma mi sentirei di escludere che si tratti di un problema alla parte elettrica».
Insomma, situazione sotto controllo ma fretta di capire quale sia il problema, come e se si possa risolvere, e se sia imputabile all'errore di una delle imprese che al progetto ha lavorato. Anche se, sembra di capire, alla Provincia prema più trovare la soluzione e rimettere in funzione l'impianto che puntare i piedi su un contenzioso inevitabilmente lungo e complesso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web