Attenzione
Luigi Gagliardi, primario al Versilia
«Il vaccino è nuovo ma sicuro»
Alla Asl parlano di un "caso Versilia" commentando il numero esiguo (solo 3) di pediatri di libera scelta che hanno detto sì alla Regione per quanto riguarda le vaccinazioni ai piccoli con patologie che li mettono a rischio nel caso contraggano il virus dell'influenza "A"
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VIAREGGIO. Alla Asl parlano di un "caso Versilia" commentando il numero esiguo (solo 3) di pediatri di libera scelta che hanno detto sì alla Regione per quanto riguarda le vaccinazioni ai piccoli con patologie che li mettono a rischio nel caso contraggano il virus dell'influenza "A". Non un obbligo, quello della Regione, ma una possibilità. Data in base ad un accordo col "trucco", consentendo - spiegano alla Asl - «il supporto dei distretti».
Quando i pediatri hanno detto "no, grazie", all'Azienda sanitaria non è rimasto da fare che mobilitare i soli distretti sanitari: «Sento i colleghi sul territorio sotto pressione», spiega Luigi Gagliardi, primario di pediatria al "Versilia".
Lui si è vaccinato, spiega ribadendo che «i bambini a rischio devono fare il vaccino». Del quale, dice, «c'è da fidarsi». Anche se, non nega, tanti colleghi oltre alle ragioni "tecniche" di un super lavoro non sostenibile hanno addotto - per spiegare il rifiuto - «motivazioni relative al fatto che si tratterebbe di un vaccino troppo nuovo, ed altre notazioni cliniche».
Vaccino sicuro, secondo il primario. Ma comunque da somministrare - ai bambini con patologie pregresse più gravi - «in ambiente protetto, cioè in ospedale». E, comunque, sempre previo consenso informato da parte dei genitori.
D.F.
Quando i pediatri hanno detto "no, grazie", all'Azienda sanitaria non è rimasto da fare che mobilitare i soli distretti sanitari: «Sento i colleghi sul territorio sotto pressione», spiega Luigi Gagliardi, primario di pediatria al "Versilia".
Lui si è vaccinato, spiega ribadendo che «i bambini a rischio devono fare il vaccino». Del quale, dice, «c'è da fidarsi». Anche se, non nega, tanti colleghi oltre alle ragioni "tecniche" di un super lavoro non sostenibile hanno addotto - per spiegare il rifiuto - «motivazioni relative al fatto che si tratterebbe di un vaccino troppo nuovo, ed altre notazioni cliniche».
Vaccino sicuro, secondo il primario. Ma comunque da somministrare - ai bambini con patologie pregresse più gravi - «in ambiente protetto, cioè in ospedale». E, comunque, sempre previo consenso informato da parte dei genitori.
D.F.
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