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Versilia

IL VIRUS IN VERSILIA

I bambini li vaccina la Asl

Donatella Francesconi
I bambini li vaccina la Asl

Solo tre pediatri di base, in Versilia, hanno detto sì alla Regione che ha indicato nei medici di famiglia i referenti per le vaccinazioni anti influenza "A" secondo le direttive del ministero. Risultato: chi ha bambini che rientrano nei portatori di patologie a rischio per le quali è indicata la vaccinazione si deve rivolgere ai distretti socio-sanitari

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VIAREGGIO. Solo tre pediatri di base, in Versilia, hanno detto sì alla Regione che ha indicato nei medici di famiglia i referenti per le vaccinazioni anti influenza "A" secondo le direttive del ministero. Risultato: chi ha bambini che rientrano nei portatori di patologie a rischio per le quali è indicata la vaccinazione si deve rivolgere ai distretti socio-sanitari.

I genitori dei bambini tra 6 mesi e 17 anni, considerati a rischio secondo le indicazioni del ministero, e quelli dei prematuri tra 6 e 24 mesi, possono prenotare la vaccinazione ai distretti Asl di: Viareggio (0584 437533), Torre del Lago (0584 342492), Camaiore (0584 6056401), Massarosa (0584 977654), Pietrasanta (0584 6058818), Querceta (0584 768395), Forte (0584 83873). Le donne in gravidanza, invece, devono rivolgersi al medico di famiglia. Così come gli adulti, entro i 64 anni, le cui patologie - secondo la tabella del ministero - rendono necessario vaccinarsi.

La risposta negativa dei pediatri di base - spiega la dottoressa Concettina Martelli, responsabile distretto sanitario Area 3 (Viareggio) - «ha creato molto disagio nelle strutture territoriali che si sono organizzate con sedute straordinarie di vaccinazione». Al momento sono state distribuite ai medici versiliesi (pediatri e non) circa 1000 dosi di vaccino ed «è in arrivo un'altra tranche».

Ma i bambini versiliesi come stanno? «La pandemia c'è», conferma il primario di pediatria all'ospedale Versilia, dottor Luigi Gagliardi: «Ma anche i casi più gravi che abbiamo visto stanno mediamente bene. Come avere una polmonite un po' più impegnativa».

I pediatri di famiglia sono «oberati» dalle visite, racconta Stefano Castelli, rappresentante per la Asl 12 della Federazione italiana medici pediatri (Fimp): «Mercoledì ho visto 48 bambini tra ambulatorio e visite a domicilio». In questo periodo, ricorda Castelli, «l'influenza stagionale non c'è». I bambini che si ammalano, dunque, hanno preso il virus dell'influenza "A" se hanno febbre, mal di testa, tosse secca: «Ma guariscono rapidamente - è l'esperienza del pediatra - perché è un'influenza banale. E letale dieci volte meno dell'influenza stagionale».

Nonostante le rassicurazioni dei medici, i genitori sono in allarme "rosso". Martedì - è il dato fornito da Gagliardi - su 50 bambini portati in Pronto soccorso pediatrico, numero «alto» per il Versilia, 30 sono arrivati «perché avevano la febbre». Il consiglio del primario è netto: «Non venite in Pronto soccorso se il termometro sale e volete la certezza che non sia influenza "A". In ospedale al bambino non verrà fatto il tampone».

Il kit fai da te. «In farmacia - spiega il dottor Stefano Pieroni, responsabile ufficio igiene e sanità pubblica - vendono un kit di screening. Che dà una positività generica al virus "A". Che però è presente anche nell'influenza stagionale, sia pur diverso da quello dell'influenza definita "A"». Anche l'ufficio di Pieroni è subissato di telefonate: «Soprattutto di persone con più di 65 anni di età e patologie gravi che il ministero ha escluso dalla campagna di vaccinazioni». Perché «i nonni non si ammalano», spiega Antonio Tedeschi, medico di famiglia. Seguito a ruota dal collega Gagliardi: «Se in famiglia ce l'hanno tutti tranne il nonno, allora è influenza "A"».

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