Il Tirreno

Versilia

degrado

Tutti lo dicono con i muri

Matteo Tuccini
Messaggio ironico sul cavalcavia L’obiettivo è non farsi sentire
◗
Messaggio ironico sul cavalcavia L’obiettivo è non farsi sentire

A qualcuno piace Andrea, a qualcun altro Isabella. Altri non sopportano la tessera del tifoso, e la scambierebbero volentieri con qualcosa di più suggestivo, come l'organo femminile. C'è chi mette in piazza le proprie beghe familiari («Mia cugina è incinta», visto al collegio Colombo) e chi si sente un po' artista

4 MINUTI DI LETTURA






VIAREGGIO. A qualcuno piace Andrea, a qualcun altro Isabella. Altri non sopportano la tessera del tifoso, e la scambierebbero volentieri con qualcosa di più suggestivo, come l'organo femminile. C'è chi mette in piazza le proprie beghe familiari («Mia cugina è incinta», visto al collegio Colombo) e chi si sente un po' artista. E c'è anche chi rivolge un pensiero alle vittime della strage («Hamza ci mancherai»).

Sono quelli delle scritte. Sui muri, sui cartelli, persino su strade e marciapiedi lasciano i loro pensieri e sentimenti. Anche se a volte si trincerano dietro un «Te lo dico sotto voce» (vergato su un cavalcavia), non sanno resistere agli spazi vuoti, fregandosene del fatto che stanno compiendo un atto a metà tra la maleducazione e il vandalismo.

Un'abitudine comune a tanti luoghi d'Italia, ma che in posti dove la fantasia scorre libera, come a Viareggio, diventa una fonte inesauribile di curiosità e slogan folgoranti. Che hanno diritto di esistere fino a un certo punto: riempire la città di scritte con le bombolette spray non è certo segno di educazione. E denota uno scarso rispetto per spazi che sono di tutti.

La passione del tifoso.
Nella zona dello stadio campeggiano ovunque gli incitamenti al Viareggio e ai suoi "profeti", gli ultras bianconeri. I graffitari calcistici non perdono occasione, appena il Comune ridà una mano di vernice ai muri dello stadio, per ricoprire il bianco con un bello slogan. Qualcuno è censurabile, e non ne diamo conto. Ce n'è uno, però, ben visibile appena si imbocca via Trento. E che indica con spirito tutto viareggino la priorità assoluta per un vero ultras. Il supporter dice no alla tessera del tifoso imposta dallo spauracchio ministro Maroni, e chiede in cambio un'altra cosa: la parte più intima di ogni donna, tesoro e oggetto del desiderio mai sopito per ogni uomo.

Gli innamorati.
Nei dintorni delle scuole fioccano le scritte d'amore degli adolescenti. Andrea, Filippo, un "bambolottino" non ben definito - e comunque molto apprezzato, visto che c'è un "ti amiamo" al plurale - stracciano i cuori delle ragazzine. Una delle più belle è di fronte allo scientifico Barsanti e Matteucci: l'autore o autrice l'ha scritta sull'asfalto, per farla vedere bene all'amato o amata affacciata alla finestra della scuola, e recita "Non smetterò mai di dirti che il mio futuro è con te".

In via Giannessi, a due passi da Ragioneria, c'è un folgorante "2d2" disegnato sul cancello di un cantiere. Ed è dedicato a un professore. Una citazione del romanzo di Andrea De Carlo, magari consigliato dal docente? Chissà. Senza dubbio nella dedica, piuttosto singolare, ci sono affetto e riconoscenza.

C'è spazio anche per gli amori traditi. Come spiegare altrimenti il "Dany speriamo ti bruci la baracca" rilasciato sul muro della circoscrizione 2-centro al Marco Polo? L'autore, però, ha disegnato un cuore come postilla. «Odi et amo», diceva Catullo secoli fa.

I murales.
Non mancano gli spazi dove i cosiddetti "urban writers" sfogano la propria creatività. A Torre del Lago c'è un angolo seminascosto, in fondo a via Del Cima, con la firma di uno dei writers più presenti a Viareggio, Fac. Un posto lontano da occhi indiscreti, ma è facile immaginare l'arrabbiatura del proprietario del villino accanto, che sta facendo dei lavori alla struttura.

Tempeste di murales si scatenano anche sotto i cavalcavia che portano all'ingresso dell'autostrada, e vicino agli istituti. Tra via Petrarca e via dei Pescatori, in Darsena, c'è n'è uno che fa angolo.

I graffiti colorati hanno causato più volte delle polemiche: c'è chi dice che i writers andrebbero beccati con le telecamere per essere sanzionati. E loro, si veda l'area sosta di via Martiri di Belfiore, si piazzano a due passi dall'occhio elettronico per poter disegnare in santa pace. Beffando i fautori della videsorveglianza.

Tante, infine, le scritte di matrice politica. Una però la sottolineiamo, perché non di destra né di sinistra: «I morti sul lavoro gridano vendetta», incisa su un lato del mercato ortofrutticolo. E la parola vendetta, come in un fumetto, è scritta in rosso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web