Il dolore
VIAREGGIO
Piazza Piave, danni alle auto e furti
Donatella Francesconi
La città sicura I commercianti: le forze dell'ordine qui non vengono Pastechi (Pdl): i residenti lasciano i rifiuti dove capita
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VIAREGGIO. Sembrano una beffa, quei lunotti posteriori spaccati, brutta sorpresa per i proprietari delle auto danneggiate e svaligiate. Piazza Piave, prime ore del mattino. Il consiglio comunale è terminato intorno a mezzanotte, impegnato su una mozione riguardante proprio la piazza in centro città. Dove, nelle stesse ore, si sono consumati danneggiamenti e furti scoperti all'alba.
La mozione, firmata dal consigliere comunale Silvano Pasquali (Pdl), chiede - tra l'altro - l'installazione delle telecamere di controllo. Dagli stessi banchi, il consigliere coadiutore Athos Pastechi, lanciatissimo verso l'assessorato ai lavori pubblici, conferma che l'intervento sollecitato è uno di quelli che anche l'amministrazione comunale ritiene necessario per la piazza. Amministrazione che a questa zona - continua Pastechi - ha riservato l'attenzione dovuta: «Versilia servizi, per esempio, di recente ha pulito i lampioni».
Ma piazza Piave resta buia. Anche di giorno. La mancata potatura dei lecci dalle lunghe chiome non aiuta, come sottolinea la mozione di Pasquali che propone «l'abbattimento di quelli cariati e disseccati, oltre alla potatura di rimonda e diradamento della chioma di tutti quelli rimasti». E bene sarebbe anche collocare dei faretti a terra, per un'illuminazione più diffusa.
Poche ore dopo l'amaro risveglio fatto di lunotti spaccati e oggetti spariti, lo stato della piazza è quello di sempre: sacchetti della spazzatura in libertà, pavimentazione divelta (anche sui marciapiedi circostanti, parte dei quali relativamente nuovi), escrementi di cane e un tappeto di foglie. A sporcare e creare problemi - raccontano i commercianti della zona - sono soprattutto stranieri: Rom e marocchini, secondo i titolari della tabaccheria sull'angolo, rapinata nel dicembre scorso coltello alla mano. «Ma qui una pattuglia delle forze dell'ordine non si vede mai», è il coro dei commercianti: «Ed il poliziotto o carabinieri di quartiere si ferma in piazza Mazzini. Come se qui non fosse più centro città».
Altro che stranieri, tuona dai banchi del consiglio comunale Athos Pastechi: «Gli stessi residenti di fronte alla piazza lasciano la spazzatura lì quando escono di casa...». Il sacchetto blu con i manici gialli (di quelli che costano quanto l'oro) "parcheggiato" sul bordo piazza sembra dargli ragione. Difficile pensare che sia stato acquistato da un immigrato portato dalle traversie della vita a "bivaccare" sulle malconce panchine di piazza Piave.
Luogo abbandonato dal padreterno e dagli uomini, a sentire chi vi vive. Ma anche angolo che riserva piacevoli sorprese: come il "Retrogusto caffè", aperto da poco più di un mese per mano di una giovane donna tornata a Viareggio dopo aver vissuto a lungo all'estero, che offre vini, thé, colazioni in un ambiente di accogliente e di classe.
La mozione Pasquali, che si proponeva di far tornare la piazza agli antichi splendori, è stata approvata da centrodestra e centrosinistra con sole tre astensioni (Alessandro Santini, Zeribelli e Vivaldi) tutte in casa Pdl. Per arrivare a questo risultato ha dovuto far sentire la propria voce il presidente del consiglio comunale Paolo Spadaccini. Intervenendo affinché fosse accolta dalla maggioranza la richiesta dell'opposizione di sostituire la frase "dove bivaccano extracomunitari" con quella "dove bivaccano persone". Per due volte il consigliere Pasquali ha rifiutato la modifica che vedeva contrario il suo capogruppo Santini.
Poi, davanti alle richieste di Marcella Baldini e all'azione incisiva di Pastechi - che si è alzato, ha raggiunto il posto di Pasquali e gli ha chiesto di «cancellare» la parola extracomunitari per sostituirla con "persone" - la mozione è stata modificata e votata a larga maggioranza. Senza che il sindaco - è stato fatto notare dall'opposizione - «abbia ritenuto di intervenire sulla questione per rendere pubblico il proprio pensiero».
Ora la mozione è approvata. Comprensiva di emendamenti presentati dai consiglieri Bertoli e Romanini, entrambi del Pd. Con i quali si chiede alle società partecipate «di avere un controllo frequente sulla pulizia della piazza» e all'amministrazione di «favorire in tutti i modi, e nel rispetto della piazza stesa e delle sue pertinenze, l'utilizzo dello spazio per l'organizzazione di iniziative come mercatini, mercati equo-solidali o a finalità sociali». Per far tornare a vivere un pezzo di città, insomma, non c'è miglior modo che "occuparlo" di vita. Perché il giudizio universale - cantava Gaber - non passa per le case...
La mozione, firmata dal consigliere comunale Silvano Pasquali (Pdl), chiede - tra l'altro - l'installazione delle telecamere di controllo. Dagli stessi banchi, il consigliere coadiutore Athos Pastechi, lanciatissimo verso l'assessorato ai lavori pubblici, conferma che l'intervento sollecitato è uno di quelli che anche l'amministrazione comunale ritiene necessario per la piazza. Amministrazione che a questa zona - continua Pastechi - ha riservato l'attenzione dovuta: «Versilia servizi, per esempio, di recente ha pulito i lampioni».
Ma piazza Piave resta buia. Anche di giorno. La mancata potatura dei lecci dalle lunghe chiome non aiuta, come sottolinea la mozione di Pasquali che propone «l'abbattimento di quelli cariati e disseccati, oltre alla potatura di rimonda e diradamento della chioma di tutti quelli rimasti». E bene sarebbe anche collocare dei faretti a terra, per un'illuminazione più diffusa.
Poche ore dopo l'amaro risveglio fatto di lunotti spaccati e oggetti spariti, lo stato della piazza è quello di sempre: sacchetti della spazzatura in libertà, pavimentazione divelta (anche sui marciapiedi circostanti, parte dei quali relativamente nuovi), escrementi di cane e un tappeto di foglie. A sporcare e creare problemi - raccontano i commercianti della zona - sono soprattutto stranieri: Rom e marocchini, secondo i titolari della tabaccheria sull'angolo, rapinata nel dicembre scorso coltello alla mano. «Ma qui una pattuglia delle forze dell'ordine non si vede mai», è il coro dei commercianti: «Ed il poliziotto o carabinieri di quartiere si ferma in piazza Mazzini. Come se qui non fosse più centro città».
Altro che stranieri, tuona dai banchi del consiglio comunale Athos Pastechi: «Gli stessi residenti di fronte alla piazza lasciano la spazzatura lì quando escono di casa...». Il sacchetto blu con i manici gialli (di quelli che costano quanto l'oro) "parcheggiato" sul bordo piazza sembra dargli ragione. Difficile pensare che sia stato acquistato da un immigrato portato dalle traversie della vita a "bivaccare" sulle malconce panchine di piazza Piave.
Luogo abbandonato dal padreterno e dagli uomini, a sentire chi vi vive. Ma anche angolo che riserva piacevoli sorprese: come il "Retrogusto caffè", aperto da poco più di un mese per mano di una giovane donna tornata a Viareggio dopo aver vissuto a lungo all'estero, che offre vini, thé, colazioni in un ambiente di accogliente e di classe.
La mozione Pasquali, che si proponeva di far tornare la piazza agli antichi splendori, è stata approvata da centrodestra e centrosinistra con sole tre astensioni (Alessandro Santini, Zeribelli e Vivaldi) tutte in casa Pdl. Per arrivare a questo risultato ha dovuto far sentire la propria voce il presidente del consiglio comunale Paolo Spadaccini. Intervenendo affinché fosse accolta dalla maggioranza la richiesta dell'opposizione di sostituire la frase "dove bivaccano extracomunitari" con quella "dove bivaccano persone". Per due volte il consigliere Pasquali ha rifiutato la modifica che vedeva contrario il suo capogruppo Santini.
Poi, davanti alle richieste di Marcella Baldini e all'azione incisiva di Pastechi - che si è alzato, ha raggiunto il posto di Pasquali e gli ha chiesto di «cancellare» la parola extracomunitari per sostituirla con "persone" - la mozione è stata modificata e votata a larga maggioranza. Senza che il sindaco - è stato fatto notare dall'opposizione - «abbia ritenuto di intervenire sulla questione per rendere pubblico il proprio pensiero».
Ora la mozione è approvata. Comprensiva di emendamenti presentati dai consiglieri Bertoli e Romanini, entrambi del Pd. Con i quali si chiede alle società partecipate «di avere un controllo frequente sulla pulizia della piazza» e all'amministrazione di «favorire in tutti i modi, e nel rispetto della piazza stesa e delle sue pertinenze, l'utilizzo dello spazio per l'organizzazione di iniziative come mercatini, mercati equo-solidali o a finalità sociali». Per far tornare a vivere un pezzo di città, insomma, non c'è miglior modo che "occuparlo" di vita. Perché il giudizio universale - cantava Gaber - non passa per le case...
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