Il dolore
VIAREGGIO
Darsena ferma contro la crisi
Luca Cinotti
◗
COMIZIO. Il presidio degli operai di fronte ad AzimutC'erano i lavoratori dei cantieri navali più importanti. C'erano anche quelli che sono in cassa integrazione. Tutti davanti all'Azimut per il presidio che ha suggellato lo sciopero di due ore che, ieri, ha fermato la Darsena.
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VIAREGGIO. C'erano i lavoratori dei cantieri navali più importanti. C'erano anche quelli che sono in cassa integrazione. Tutti davanti all'Azimut per il presidio che ha suggellato lo sciopero di due ore che, ieri, ha fermato la Darsena.
Uno sciopero che la Fiom-Cgil ha indotto per chiedere più impegno, a tutti, contro una crisi che ha strappato in profondità il tessuto produttivo della cantieristica viareggina. Il segretario della Fiom, Lamberto Pocai, ha spiegato chiaramente che «ci vuole un maggior impegno da parte degli enti locali per superare questa crisi». D'altra parte, i segnali di ripresa individuati dagli imprenditori non convincono per niente i lavoratori e le loro organizzazioni. Anzi, «prevediamo ancora mesi difficili» ha proseguito Pocai.
E saranno tempi ancora più duri per chi ha perso il lavoro. Magari perché, come ha ricordato il segretario della camera del lavoro Andrea Antonioli «non sapevano che prima del licenziamento potevano avere un periodo di cassa integrazione». Perché uno dei problemi chiaramente riflesso nel presidio di ieri è proprio quello della polverizzazione delle imprese, che rende polvere anche la conoscenza e i diritti dei lavoratori: «Molti dipendenti delle ditte degli appalti non sono venuti», conferma Pocai.
Antonioli mette l'accento sui numeri: «In provincia la nautica ha perso il 26%, il lapideo il 24%. Servono politiche di sviluppo che non ci sono né per Viareggio né per la Versilia. Serve qualcosa di strategico e concreto, anche per rilanciare un settore come il turismo. Ma questo può essere fatto solo coinvolgendo sindacati, enti e associazioni».
La mobilitazione del sindacato non si ferma qui: il 7 novembre ci sarà un presidio organizzato dalla Cgil sotto il municipio di Viareggio "contro la crisi e per la democrazia sul luogo di lavoro". Il 14 ci sarà la manifestazione nazionale: e proprio nella settimana fra i due eventi il sindacato sta organizzando uno sciopero generale a livello versiliese.
Uno sciopero che la Fiom-Cgil ha indotto per chiedere più impegno, a tutti, contro una crisi che ha strappato in profondità il tessuto produttivo della cantieristica viareggina. Il segretario della Fiom, Lamberto Pocai, ha spiegato chiaramente che «ci vuole un maggior impegno da parte degli enti locali per superare questa crisi». D'altra parte, i segnali di ripresa individuati dagli imprenditori non convincono per niente i lavoratori e le loro organizzazioni. Anzi, «prevediamo ancora mesi difficili» ha proseguito Pocai.
E saranno tempi ancora più duri per chi ha perso il lavoro. Magari perché, come ha ricordato il segretario della camera del lavoro Andrea Antonioli «non sapevano che prima del licenziamento potevano avere un periodo di cassa integrazione». Perché uno dei problemi chiaramente riflesso nel presidio di ieri è proprio quello della polverizzazione delle imprese, che rende polvere anche la conoscenza e i diritti dei lavoratori: «Molti dipendenti delle ditte degli appalti non sono venuti», conferma Pocai.
Antonioli mette l'accento sui numeri: «In provincia la nautica ha perso il 26%, il lapideo il 24%. Servono politiche di sviluppo che non ci sono né per Viareggio né per la Versilia. Serve qualcosa di strategico e concreto, anche per rilanciare un settore come il turismo. Ma questo può essere fatto solo coinvolgendo sindacati, enti e associazioni».
La mobilitazione del sindacato non si ferma qui: il 7 novembre ci sarà un presidio organizzato dalla Cgil sotto il municipio di Viareggio "contro la crisi e per la democrazia sul luogo di lavoro". Il 14 ci sarà la manifestazione nazionale: e proprio nella settimana fra i due eventi il sindacato sta organizzando uno sciopero generale a livello versiliese.
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