Sicurezza
Il direttore
«Museo Carnevale, allestimenti da rivedere»
Sara Neri
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La Cittadella del CarnevaleSpazi allestiti secondo criteri ben definiti e tante iniziative correlate. Sono questi i punti chiave per rilanciare il Museo del Carnevale, secondo quanto emerso nella sala Barsacchi della Cittadella durante l'incontro organizzato da Paolo Fornaciari, direttore del Museo
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VIAREGGIO. Spazi allestiti secondo criteri ben definiti e tante iniziative correlate. Sono questi i punti chiave per rilanciare il Museo del Carnevale, secondo quanto emerso nella sala Barsacchi della Cittadella durante l'incontro organizzato da Paolo Fornaciari, direttore del Museo.
«Ritengo che vi siano gravi carenze nell'organizzazione espositiva e logistica, per questo è necessario riprogettare un iter giusto» spiega Fornaciari.
Il direttore ha già presentato alla Fondazione Carnevale una relazione sulle linee guida da seguire per la rivalorizzazione del museo, dichiarandosi al tempo stesso «aperto e disponibile al dialogo, pronto ad accogliere proposte e iniziative popolari».
«Per il nuovo allestimento - continua Fornaciari - ho pensato a percorsi diversi che rappresentino momenti e aspetti fondamentali della manifestazione. Un percorso storico ad esempio, che illustri cronologicamente la nascita, lo sviluppo e le tappe più importanti del Carnevale. Perché "storicizzare" significa "informare di più il visitatore", rendendo omaggio anche a grandi maestri del passato come D'Arliano e Pardini, che hanno fatto la storia della manifestazione. Altri spazi dovranno invece essere dedicati ai luoghi e alle tematiche del Carnevale, mentre altri potranno ospitare una "sezione nomination", presentando in modo più chiaro e esplicativo i modellini dei carri vincitori di prima e seconda categoria».
Proprio l'allestimento di quest'ultimo aspetto, in realtà già vivo nel museo, è stato oggetto di aspra critica da parte del direttore. «Sono presenti tanti modellini - spiega Fornaciari - Opere importanti, che illustrano un'evoluzione cromatica, costruttiva, ma solo se presentati ai visitatori correttamente. Ho dovuto ridisporli io in ordine cronologico, perché la loro presenza nelle sale acquisisse un senso. Prima erano disposti in ordine sparso e senza logica». Un'operazione semplice e a costo zero.
Ma riorganizzare il museo non basta. «Perché il "Carnevale tutto l'anno" non resti solo uno slogan promozionale - si augura Fornaciari - dobbiamo andare oltre i corsi mascherati, limitati a un periodo preciso. Dobbiamo far vivere il Carnevale dodici mesi l'anno, promuovendo altre iniziative legate alla Cittadella e al suo museo».
Per questo - secondo Fornaciari - è necessario far sì che il Museo del Carnevale diventi protagonista, anche grazie alla valorizzazione del Centro Studi, che custodisce filmati, documenti, libri, bozzetti. Per questo il direttore pensa di aprire al pubblico il Centro Studi, almeno una volta la settimana.
Secondo il Presidente della Fondazione Carnevale, Giovanni Maglione, bisognerà anche «ricollocare alla Cittadella le opere d'arte del Premio Carnevalotto» ora custodite in Fondazione.
«Ritengo che vi siano gravi carenze nell'organizzazione espositiva e logistica, per questo è necessario riprogettare un iter giusto» spiega Fornaciari.
Il direttore ha già presentato alla Fondazione Carnevale una relazione sulle linee guida da seguire per la rivalorizzazione del museo, dichiarandosi al tempo stesso «aperto e disponibile al dialogo, pronto ad accogliere proposte e iniziative popolari».
«Per il nuovo allestimento - continua Fornaciari - ho pensato a percorsi diversi che rappresentino momenti e aspetti fondamentali della manifestazione. Un percorso storico ad esempio, che illustri cronologicamente la nascita, lo sviluppo e le tappe più importanti del Carnevale. Perché "storicizzare" significa "informare di più il visitatore", rendendo omaggio anche a grandi maestri del passato come D'Arliano e Pardini, che hanno fatto la storia della manifestazione. Altri spazi dovranno invece essere dedicati ai luoghi e alle tematiche del Carnevale, mentre altri potranno ospitare una "sezione nomination", presentando in modo più chiaro e esplicativo i modellini dei carri vincitori di prima e seconda categoria».
Proprio l'allestimento di quest'ultimo aspetto, in realtà già vivo nel museo, è stato oggetto di aspra critica da parte del direttore. «Sono presenti tanti modellini - spiega Fornaciari - Opere importanti, che illustrano un'evoluzione cromatica, costruttiva, ma solo se presentati ai visitatori correttamente. Ho dovuto ridisporli io in ordine cronologico, perché la loro presenza nelle sale acquisisse un senso. Prima erano disposti in ordine sparso e senza logica». Un'operazione semplice e a costo zero.
Ma riorganizzare il museo non basta. «Perché il "Carnevale tutto l'anno" non resti solo uno slogan promozionale - si augura Fornaciari - dobbiamo andare oltre i corsi mascherati, limitati a un periodo preciso. Dobbiamo far vivere il Carnevale dodici mesi l'anno, promuovendo altre iniziative legate alla Cittadella e al suo museo».
Per questo - secondo Fornaciari - è necessario far sì che il Museo del Carnevale diventi protagonista, anche grazie alla valorizzazione del Centro Studi, che custodisce filmati, documenti, libri, bozzetti. Per questo il direttore pensa di aprire al pubblico il Centro Studi, almeno una volta la settimana.
Secondo il Presidente della Fondazione Carnevale, Giovanni Maglione, bisognerà anche «ricollocare alla Cittadella le opere d'arte del Premio Carnevalotto» ora custodite in Fondazione.
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