Il dolore
perquisizioni
Bastoni e manganelli nelle case dei tifosiTrentuno denunce
Francesca Gori
Nelle abitazioni degli ultras bianconeri sono state trovate mazze da baseball, bastoni, manganelli telescopici e 22 felpe nere con zip che permettevano ai tifosi di lasciare scoperti soltanto gli occhi. Alla tifoseria bianconera è stato notificato l'avvio delle procedure per i Daspo.
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VIAREGGIO. E' stato un agguato. Premeditato e pianificato nei minimi dettagli. Non hanno dubbi gli agenti della Digos che venerdì all'alba hanno perquisito le case di 29 dei 31 tifosi indagati per l'assalto all'autobus e alla Clio dei tifosi della Lucchese il 4 ottobre al bivio dello Scopetone. Nelle abitazioni degli ultras bianconeri sono state trovate mazze da baseball, bastoni, manganelli telescopici e 22 felpe nere con zip che permettevano ai tifosi di lasciare scoperti soltanto gli occhi. I 31 tifosi sono stati denunciati (due di loro sono minorenni) e nei loro confronti è già stato notificato l'avvio di procedimento per i Daspo.
Il fatto. Una trentina di giovani appartenenti alla tifoseria del Viareggio (diretti a Perugia per assistere all'incontro di Prima Divisione) che viaggiavano a bordo di tre pulmini avrebbero assaltato, stando all'accusa, un pullman ed un'auto con i tifosi della Lucchese diretti a Gubbio per assistere al match della loro squadra. All'arrivo delle le forze dell'ordine il pullman si era fermato 100 metri più avanti per sottrarsi alla furia dei tifosi viareggini mentre la Clio aveva i vetri infranti. Alcuni sostenitori avevano anche riportato lievi ferite.
Il precedente. Un agguato pianificato scatenato, per l'accusa, da un coro che una decina di ultras della Lucchese avevano indirizzato ai tifosi del Viareggio durante la partita di Coppa Italia di metà agosto. Quella sera dalla gradinata del Porta Elisa partì lo slogan: «Un solo grido, un solo allarme, Viareggio in fiamme». Uno stucchevole refrain che i tifosi rossoneri inneggiano contro i rivali storici. Non solo il Viareggio, ma anche Pisa e Spezia. Ma quella frase venne associata dai supporters versiliesi alla strage del treno. Da lì scattò la vendetta.
Le perquisizioni. In casa degli ultras, che non appartengono a tifoserie organizzate, sono arrivati gli uomini della Digos di Lucca e di Perugia insieme agli agenti del commissariato di Viareggio e del reparto prevenzione crimine della Toscana. Tra il materiale sequestrato anche un pugnale e un coltello a serramanico, ritagli di stampa relativi allo scontro tra tifosi, una bomboletta spray al peperoncino. In casa di uno dei leader della tifoseria è stato sequestrato un cellulare e un dvd che racconta le vicende degli "Hooligans". Oltre al libro scritto dal capo della tifoseria del West Ham, una delle più aggressive del Regno Unito. Due tifosi sono stati denunciati anche per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio (avevano 78 grammi di hashish e marijuana).
Tifoserie mute. Gli investigatori non hanno potuto contare sulle testimonianze dei tifosi. I tifosi del Viareggio, subito dopo lo scontro, si sono dileguati; e i tifosi della Lucchese hanno fornito pochissimi elementi utili per ricostruire l'aggressione. Gli agenti della questura di Arezzo hanno potuto far riferimento soltanto alle testimonianze di alcuni cittadini che hanno assistito alla scena. Dopo l'aggressione, stando all'accusa, i tifosi del Viareggio invece di proseguire verso Sansepolcro per raggiungere Perugia avrebbero effettuato un'inversione di marcia tornando verso Arezzo. E lungo il percorso hanno abbandonato i tubi in plastica verde utilizzati per l'attacco.
Il fatto. Una trentina di giovani appartenenti alla tifoseria del Viareggio (diretti a Perugia per assistere all'incontro di Prima Divisione) che viaggiavano a bordo di tre pulmini avrebbero assaltato, stando all'accusa, un pullman ed un'auto con i tifosi della Lucchese diretti a Gubbio per assistere al match della loro squadra. All'arrivo delle le forze dell'ordine il pullman si era fermato 100 metri più avanti per sottrarsi alla furia dei tifosi viareggini mentre la Clio aveva i vetri infranti. Alcuni sostenitori avevano anche riportato lievi ferite.
Il precedente. Un agguato pianificato scatenato, per l'accusa, da un coro che una decina di ultras della Lucchese avevano indirizzato ai tifosi del Viareggio durante la partita di Coppa Italia di metà agosto. Quella sera dalla gradinata del Porta Elisa partì lo slogan: «Un solo grido, un solo allarme, Viareggio in fiamme». Uno stucchevole refrain che i tifosi rossoneri inneggiano contro i rivali storici. Non solo il Viareggio, ma anche Pisa e Spezia. Ma quella frase venne associata dai supporters versiliesi alla strage del treno. Da lì scattò la vendetta.
Le perquisizioni. In casa degli ultras, che non appartengono a tifoserie organizzate, sono arrivati gli uomini della Digos di Lucca e di Perugia insieme agli agenti del commissariato di Viareggio e del reparto prevenzione crimine della Toscana. Tra il materiale sequestrato anche un pugnale e un coltello a serramanico, ritagli di stampa relativi allo scontro tra tifosi, una bomboletta spray al peperoncino. In casa di uno dei leader della tifoseria è stato sequestrato un cellulare e un dvd che racconta le vicende degli "Hooligans". Oltre al libro scritto dal capo della tifoseria del West Ham, una delle più aggressive del Regno Unito. Due tifosi sono stati denunciati anche per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio (avevano 78 grammi di hashish e marijuana).
Tifoserie mute. Gli investigatori non hanno potuto contare sulle testimonianze dei tifosi. I tifosi del Viareggio, subito dopo lo scontro, si sono dileguati; e i tifosi della Lucchese hanno fornito pochissimi elementi utili per ricostruire l'aggressione. Gli agenti della questura di Arezzo hanno potuto far riferimento soltanto alle testimonianze di alcuni cittadini che hanno assistito alla scena. Dopo l'aggressione, stando all'accusa, i tifosi del Viareggio invece di proseguire verso Sansepolcro per raggiungere Perugia avrebbero effettuato un'inversione di marcia tornando verso Arezzo. E lungo il percorso hanno abbandonato i tubi in plastica verde utilizzati per l'attacco.
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