Sicurezza
PIETRASANTA
Stagi allagato e degradato Le immagini dell'istituto
Luca Basile
Infiltrazioni, disagi e uffici al posto dei laboratori. Allagamenti e degrado. Ecco le immagini delle condizioni in cui versa l'istituto d'arte Stagio Stagi, un ricettacolo di indifferenza da parte degli enti preposti, di lavori a rilento, di studenti che, esasperati, una volta occupata la scuola fanno sventolare dalle finestre striscioni irridenti come 'il tetto dello Stagi è più bucato dell'Emmental'
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PIETRASANTA. Recinzioni cadenti, materiale ammassato, un cantiere a cielo aperto, mentre tutto intorno sa di provvisorio, di occasioni perse. Le scuole Stagio Stagi sono un ricettacolo di indifferenza da parte degli enti preposti, di lavori a rilento, di studenti che, esasperati, una volta occupata la scuola fanno sventolare dalle finestre striscioni irridenti come "il tetto dello Stagi è più bucato dell'Emmental".
Il tutto con una premessa: le Stagi, 310 studenti fra medie e superiori, dal punto di vista didattico funzionano e i docenti sono una garanzia, ma è il contesto a rendere tutto più difficile, complicato. «Per fare disegno dal vero dovremmo utilizzare i laboratori appositi ed invece siamo costretti ad esercitarci in un ufficio. Non è la stessa cosa» raccontano alcuni studenti delle classi superiori che da alcuni giorni hanno, come detto, occupato un'ala dell'edificio. «Dal punto di vista strutturale la situazione è seria, per taluni versi drammatica. Le infiltrazioni dal tetto sono una costante: rigagnoli d'acqua che finiscono per rendere umidi gli ambienti quando va bene ed allagarli quando la pioggia si fa più intensa. Analogo problema lo riviviamo nella palestra che anche due giorni fa era inagibile. E sempre sopra la palestra sono stati installati, tempo fa, dei pannelli solari ancora oggi inutilizzati: perché?».
La lista della spesa e dei disagi, è lunga. «I servizi igienici, in molti casi, sono sprovvisti di porte. Mancano le mattonelle ed anche dal punto di vista della pulizia non sono proprio il massimo. L'impianto elettrico è carente, i vetri delle finestre, forse perché datate, al minimo refolo di vento vibrano e in alcune aule non ci sono i pavimenti: in pratica il piano di calpestio è ancora oggi la gettata originaria. Vogliamo poi parlare dei laboratori? La situazione, sempre quando piove, è disarmante con ambienti - continuano gli studenti - inutilizzabili, perché allagati. Con il preside ci confrontiamo: fa quello che può, le competenze, infatti, per i lavori non fatti, sono di Provincia e Comune. Giorni fa solo per caso nessuno si è fatto male quando si sono frantumati dei vetri lungo un corridoio. C'è una sensazione di precarietà diffusa e di stato d'abbandono che penalizza in modo pesante la scuola e, soprattutto noi studenti».
Il tutto con una premessa: le Stagi, 310 studenti fra medie e superiori, dal punto di vista didattico funzionano e i docenti sono una garanzia, ma è il contesto a rendere tutto più difficile, complicato. «Per fare disegno dal vero dovremmo utilizzare i laboratori appositi ed invece siamo costretti ad esercitarci in un ufficio. Non è la stessa cosa» raccontano alcuni studenti delle classi superiori che da alcuni giorni hanno, come detto, occupato un'ala dell'edificio. «Dal punto di vista strutturale la situazione è seria, per taluni versi drammatica. Le infiltrazioni dal tetto sono una costante: rigagnoli d'acqua che finiscono per rendere umidi gli ambienti quando va bene ed allagarli quando la pioggia si fa più intensa. Analogo problema lo riviviamo nella palestra che anche due giorni fa era inagibile. E sempre sopra la palestra sono stati installati, tempo fa, dei pannelli solari ancora oggi inutilizzati: perché?».
La lista della spesa e dei disagi, è lunga. «I servizi igienici, in molti casi, sono sprovvisti di porte. Mancano le mattonelle ed anche dal punto di vista della pulizia non sono proprio il massimo. L'impianto elettrico è carente, i vetri delle finestre, forse perché datate, al minimo refolo di vento vibrano e in alcune aule non ci sono i pavimenti: in pratica il piano di calpestio è ancora oggi la gettata originaria. Vogliamo poi parlare dei laboratori? La situazione, sempre quando piove, è disarmante con ambienti - continuano gli studenti - inutilizzabili, perché allagati. Con il preside ci confrontiamo: fa quello che può, le competenze, infatti, per i lavori non fatti, sono di Provincia e Comune. Giorni fa solo per caso nessuno si è fatto male quando si sono frantumati dei vetri lungo un corridoio. C'è una sensazione di precarietà diffusa e di stato d'abbandono che penalizza in modo pesante la scuola e, soprattutto noi studenti».
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