Gioco
MUOVERSI IN CITTÀ
La guerra dei palettiun'arma impropria contro la sosta selvaggia
Matteo Tuccini
Ci sono fissi oppure semoventi. Sono piazzati dove capita, magari con una catenella: qualcuno protegge i bancomat, qualcun altro la centralina dell'Enel o le uscite dai parcheggi interni. Ma tutti i paletti antisosta hanno una sola caratteristica: fanno imbestialire gli automobilisti
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VIAREGGIO. Ci sono fissi oppure semoventi. Sono piazzati dove capita, magari con una catenella: qualcuno protegge i bancomat, qualcun altro la centralina dell'Enel o le uscite dai parcheggi interni. Ma tutti i paletti antisosta hanno una sola caratteristica: fanno imbestialire gli automobilisti. Che nella giungla urbana, dove i segnali sono spesso un mistero, lottano per sopravvivere.
I paletti della discordia. I pioli abbondano nei parcheggi - soprattutto nelle piazze Manzoni, Shelley e Paolini - per combattere lo spirito da Attila che alberga in ogni guidatore, pronto a lasciare l'auto ovunque. Ma da qualche tempo, nelle strade più strette e in alcune zone fuori dal centro, l'installazione di pioli antiparcheggio sta diventando sempre più richiesta. I residenti, esasperati dalle auto piazzate a un'incollatura dall'uscita di garage o parcheggi interni, chiedono al Comune l'autorizzazione per mettere i dissuasori a protezione dell'uscita, e veder aumentare così la visibilità quando si esce con il veicolo. Sulla disposizione, però, stanno emergendo numerosi contrasti.
È il caso di un condominio di via Leopardi, i cui inquilini hanno visto concedere e poi revocare dalla polizia municipale l'autorizzazione per i dissuasori a servizio dell'uscita dalla palazzina. La motivazione della revoca, susseguente a dei lavori di rifacimento che hanno ristretto il marciapiede, è che «non è possibile autorizzare l'installazione di tali paletti sulla carreggiata, in quanto di pericolo per la circolazione». Giusto. Poi però accade che in altri punti della città i dissuasori si trovino ben oltre il marciapiede.
Succede in via S. Francesco, nel cuore della città, dove esiste una sorta di doppio passo carrabile con catena e dissuasori semoventi. Succede in via Cavallotti davanti alla Conad. E lo stesso avviene in via XX Settembre - tra piazza Dante e via Puccini - e in via Aurelia nord, nei pressi del cimitero.
Stranezze. Girando per la città, tra l'altro, abbondano i segnali singolari. C'è il divieto di sosta che non si capisce per chi valga (in via Cavallotti): il foglio appiccicato sopra il cartello è bianco. E c'è un cartello, apposto dai dipendenti comunali all'ingresso di Palazzo Paolina su via Machiavelli, che invita a rispettare il divieto di sosta. Altrimenti si vada pure al comando dei vigili urbani per recuperare il motorino.
I paletti della discordia. I pioli abbondano nei parcheggi - soprattutto nelle piazze Manzoni, Shelley e Paolini - per combattere lo spirito da Attila che alberga in ogni guidatore, pronto a lasciare l'auto ovunque. Ma da qualche tempo, nelle strade più strette e in alcune zone fuori dal centro, l'installazione di pioli antiparcheggio sta diventando sempre più richiesta. I residenti, esasperati dalle auto piazzate a un'incollatura dall'uscita di garage o parcheggi interni, chiedono al Comune l'autorizzazione per mettere i dissuasori a protezione dell'uscita, e veder aumentare così la visibilità quando si esce con il veicolo. Sulla disposizione, però, stanno emergendo numerosi contrasti.
È il caso di un condominio di via Leopardi, i cui inquilini hanno visto concedere e poi revocare dalla polizia municipale l'autorizzazione per i dissuasori a servizio dell'uscita dalla palazzina. La motivazione della revoca, susseguente a dei lavori di rifacimento che hanno ristretto il marciapiede, è che «non è possibile autorizzare l'installazione di tali paletti sulla carreggiata, in quanto di pericolo per la circolazione». Giusto. Poi però accade che in altri punti della città i dissuasori si trovino ben oltre il marciapiede.
Succede in via S. Francesco, nel cuore della città, dove esiste una sorta di doppio passo carrabile con catena e dissuasori semoventi. Succede in via Cavallotti davanti alla Conad. E lo stesso avviene in via XX Settembre - tra piazza Dante e via Puccini - e in via Aurelia nord, nei pressi del cimitero.
Stranezze. Girando per la città, tra l'altro, abbondano i segnali singolari. C'è il divieto di sosta che non si capisce per chi valga (in via Cavallotti): il foglio appiccicato sopra il cartello è bianco. E c'è un cartello, apposto dai dipendenti comunali all'ingresso di Palazzo Paolina su via Machiavelli, che invita a rispettare il divieto di sosta. Altrimenti si vada pure al comando dei vigili urbani per recuperare il motorino.
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