Il Tirreno

Versilia

Bagni all’asta

Cantieri fermi negli stabilimenti«Scadono le concessioni, c'è paura»

Ilaria Lonigro
La spiaggia di Viareggio dall’alto
◗
La spiaggia di Viareggio dall’alto

C'è aria di tempesta sulle spiagge versiliesi. La perturbazione è in arrivo da nord, precisamente da Bruxelles. Sono passati quasi cinque anni dalla sentenza italiana che ha recepito la direttiva europea, per cui le concessioni demaniali della spiaggia non si rinnovano più automaticamente

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. C'è aria di tempesta sulle spiagge versiliesi. La perturbazione è in arrivo da nord, precisamente da Bruxelles. Sono passati quasi cinque anni dalla sentenza italiana che ha recepito la direttiva europea, per cui le concessioni demaniali della spiaggia non si rinnovano più automaticamente: anzi, allo scadere della concessione, spiaggia e stabilimento vanno allo Stato, che le mette all'asta. E le concessioni, per la maggior parte della Versilia, stanno per scadere.

La scadenza.
Nel 2010 centinaia di famiglie versiliesi che si passano il bagno di generazione in generazione potrebbero veder tutto sfumato. Per questo - secondo quanto affermano i rappresentanti dei balneari - i lavori di ristrutturazione e valorizzazione nei bagni sono pressoché fermi a zero.

Tra i balneari di Viareggio si parla di "scippo" e "porcata". «A me piace mantenere toni costruttivi e tranquilli, ma posso capire lo stato d'animo», afferma l'assessore al turismo Pierluigi Cinquini, proprietario, tra l'altro, dello stabilimento "La Rondine" a Città Giardino. Pochi giorni ha incontrato il sindaco Luca Lunardini e le categorie per fare il punto della situazione. «Il turismo balneare a Viareggio risale all'Ottocento. È la nostra eccellenza. Col sindaco ci muoveremo in tutte le sedi opportune. Le leggi sul demanio e le concessioni dovrebbe farle l'Italia, non l'Europa».

«A volte la componente affettiva può prevalere nei giudizi - afferma il comandante della Capitaneria di porto Fabrizio Ratto Vaquer - Ma ricordiamoci che sono concessioni, non proprietà privata».

La protesta.
«È una situazione preoccupante per la pace sociale - attacca Carlo Monti, presidente dei Balneari di Viareggio - la gente sta perdendo la pazienza. Abbiamo pagato mutui e investimenti; la famiglia di mia moglie ha uno stabilimento dall'inizio del '900 e potrebbe vedersi togliere tutto. Nei prossimi mesi la situazione si riscalderà molto». Domani Monti andrà a Roma per organizzare la manifestazione nazionale di inizio novembre. «Temiamo - prosegue - che con le aste dei bagni possa infiltrarsi la Mafia per un eventuale riciclaggio».

Tranne quattro notevoli eccezioni a Lido di Camaiore, quest'anno i cantieri sembrano fermi. «Probabilmente - commenta il presidente dei balneari viareggini - non hanno ancora chiaro cosa potrebbe succedere».

I controlli.
Secondo Monti, esiste anche un altro problema: «Sarà messo in atto un controllo sistematico da parte di Comune, Demanio e Capitaneria per verificare quali stabilimenti sono facilmente removibili e quali no. Questa dicitura condiziona natura e durata della concessione, con notevoli differenze». Vaquer fa sapere che non c'è un piano globale di controlli. Replica Monti: «Noi abbiamo la certezza che i controlli saranno a tappeto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa