Il dolore
Proteste contro il contratto
Fabbriche, è autunno caldoScioperi e presidi in Versilia
Non solo nautica. Il mondo metalmeccanico della Versilia è in fibrillazione per il contratto "separato" firmato da tutte le organizzazioni sindacali ad eccezione della Fiom-Cgil che, nei nostri comuni, rappresenta la stragrande maggioranza dei lavoratori
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VIAREGGIO. Non solo nautica. Il mondo metalmeccanico della Versilia è in fibrillazione per il contratto "separato" firmato da tutte le organizzazioni sindacali ad eccezione della Fiom-Cgil che, nei nostri comuni, rappresenta la stragrande maggioranza dei lavoratori. Uno strappo che, anche in Versilia, sta innescando proteste ed azioni di distrubo nei confronti della fabbriche, anche le più grandi. Iniziative, ad esempio, sono state già prese dai lavorati di Azimut in Darsena, della Ponsi al Terminetto e della All.Co. a Pietrasanta.
I motivi "nazionali" della mobilitazione li spiega Lamberto Pocai, segretario della Fiom: «È il contratto più basso che abbiamo mai firmato. È previsto un aumento di 110 euro, ma per i livelli più bassi sono molti di meno. E poi non va bene la divisione in tranche: contrariamente al solito, la prima è la più bassa, mentre ci sarebbe stato bisogno di una somma maggior per far fronte alla crisi».
La parola d'ordine della mobilitazione è già arrivata, ad esempio, in Darsena. «Venerdì - spiega Massimo Pardini, rappresentante aziendale di Azimut-Benetti - abbiamo fatto uno sciopero nell'ultima ora di ogni turno, con presidio di fronte ai cancelli». Altre iniziative saranno prese nella prossima settimana: «Stiamo anche organizzando una manifestazione di tutto il settore nautico che parta dalla Darsena e arrivi di fronte al Comune».
Domani cominceranno le "manovre" anche allo stabilimento All.Co. di Pietrasanta. «Ci sarà un'ora di sciopero con assemblea - spiega il rappresentante Fabio Angelini -. La proposta che porteremo ai lavoratori è di uno sciopero degli straordinari. In questa maniera, infatti, possiamo mettere in difficoltà l'azienda, visto che usa lo straordinario del sabato per svuotare le ceste di alluminio che devono essere utilizzate la settimana successiva». Per Angelini, lo scopo della mobilitazione degli operai deve essere uno: «Far sì che i datori di lavoro alzino la cornetta del telefono e dicano a Confindustria che questo contratto non può andar bene».
Mobilitazione, con un presidio, anche alle storiche rubinetterie Ponsi di Viareggio. Dove si è fatto presente anche un rischio contenuto nel nuovo contratto: il cambio di mansione si porta dietro anche un cambio di categoria. Con il risultato che l'operaio può andare a guadagnare meno. Con buona pace dello statuto dei lavoratori.
I motivi "nazionali" della mobilitazione li spiega Lamberto Pocai, segretario della Fiom: «È il contratto più basso che abbiamo mai firmato. È previsto un aumento di 110 euro, ma per i livelli più bassi sono molti di meno. E poi non va bene la divisione in tranche: contrariamente al solito, la prima è la più bassa, mentre ci sarebbe stato bisogno di una somma maggior per far fronte alla crisi».
La parola d'ordine della mobilitazione è già arrivata, ad esempio, in Darsena. «Venerdì - spiega Massimo Pardini, rappresentante aziendale di Azimut-Benetti - abbiamo fatto uno sciopero nell'ultima ora di ogni turno, con presidio di fronte ai cancelli». Altre iniziative saranno prese nella prossima settimana: «Stiamo anche organizzando una manifestazione di tutto il settore nautico che parta dalla Darsena e arrivi di fronte al Comune».
Domani cominceranno le "manovre" anche allo stabilimento All.Co. di Pietrasanta. «Ci sarà un'ora di sciopero con assemblea - spiega il rappresentante Fabio Angelini -. La proposta che porteremo ai lavoratori è di uno sciopero degli straordinari. In questa maniera, infatti, possiamo mettere in difficoltà l'azienda, visto che usa lo straordinario del sabato per svuotare le ceste di alluminio che devono essere utilizzate la settimana successiva». Per Angelini, lo scopo della mobilitazione degli operai deve essere uno: «Far sì che i datori di lavoro alzino la cornetta del telefono e dicano a Confindustria che questo contratto non può andar bene».
Mobilitazione, con un presidio, anche alle storiche rubinetterie Ponsi di Viareggio. Dove si è fatto presente anche un rischio contenuto nel nuovo contratto: il cambio di mansione si porta dietro anche un cambio di categoria. Con il risultato che l'operaio può andare a guadagnare meno. Con buona pace dello statuto dei lavoratori.
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