Il Tirreno

Versilia

La protesta

Torna l'Onda nelle scuole superiori

Matteo Tuccini
Il liceo scientifico di Viareggio
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Il liceo scientifico di Viareggio

Cinque scuole occupate (liceo scientifico Barsanti e Matteucci, classico Carducci, istituto commerciale Piaggia, istituto Chini a Lido, geometri Don Lazzeri a Pietrasanta), due in autogestione (alberghiero Marconi e nautico Artiglio), una che deciderà stamani il da farsi (istituto tecnico Galilei). Torna l'Onda

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VIAREGGIO. Cinque scuole occupate (liceo scientifico Barsanti e Matteucci, classico Carducci, istituto commerciale Piaggia, istituto Chini a Lido, geometri Don Lazzeri a Pietrasanta), due in autogestione (alberghiero Marconi e nautico Artiglio), una che deciderà stamani il da farsi (istituto tecnico Galilei). Torna l'Onda, anche se i ragazzi che si mobilitano oggi già si sentono diversi da quelli dell'anno scorso. E parte l'autunno caldo negli istituti superiori della Versilia.

Il nemico numero uno dei giovani resta il ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Alle cui spalle sbuca un nuovo spauracchio: il sottosegretario Valentina Aprea, autrice del disegno di legge sulla parziale privatizzazione delle scuole. Ma gli studenti non dimenticano i problemi di casa propria.

«Dateci il sapone».
Sotto accusa sono la sporcizia e il degrado delle aule, che spesso non bastano a contenere classi molto numerose - si parla di plessi fino a 900 alunni - e la mancanza di strumenti basilari per la vita quotidiana. «Ci dicono di lavarci continuamente le mani per precauzione contro la Nuova Influenza - commenta con sarcasmo Riccardo Malfatti dello scientifico - il fatto è che ci manca il sapone». E dietro di lui qualcuno aggiunge con un sorriso: «Non sarebbe male avere anche la carta igienica».

Dal Nautico al resto.
La settimana scorsa il nautico Artiglio aveva dato inizio alla protesta con l'autogestione, indetta per le troppe carenze della struttura, senza accenni alla riforma Gelmini.

Nei giorni successivi, dopo numerosi incontri tra i rappresentanti dei vari istituti, la decisione di muoversi. Il primo ad annunciare l'occupazione, nel tardo pomeriggio di martedì, è stato il tecnico commerciale Piaggia in Darsena. «Oltre alla lotta anti-Gelmini - spiega Alessandro Bertuccelli - vogliamo portare l'attenzione sui disagi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno. Tra i tagli dei precari e mancati arrivi dei supplenti, qua siamo senza insegnanti. Una classe in un mese ne ha cambiati tre».

Anche il Chini di Lido è stato protagonista della prima mobilitazione. «Abbiamo occupato la succursale in via Rovereto, dove c'è il liceo sociopsicopedagogico e il sociale - dice Elena Panzera - poi abbiamo esteso la protesta anche alla sede centrale di via Vittorio Emanuele, dove si trova il linguistico».

La protesta, infine, ha dilagato con le occupazioni allo scientifico, al classico, al geometri di Pietrasanta. Secondo alcuni studenti, stavolta le occupazioni dureranno solo qualche giorno. «Pare che molti professori - dicono - si siano opposti».

Lezioni.
Stamattina i ragazzi parteciperanno a una lezione sui movimenti studenteschi, organizzata al liceo scientifico. Al classico si sta cercando un esperto che spieghi in maniera semplice la riforma Gelmini e il disegno di legge Aprea. Domani, invece, si terrà un incontro in piazza - ancora da decidere - con i professori.

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