Il dolore
LA GUIDA DELL’ESPRESSO AL MANGIAR BENE
Tra gioventù e tradizione
Due giovani imprenditori e un marchio storico. I tre nomi nuovi della Versilia nella guida dell'Espresso uniscono il volto fresco dell'entusiasmo alla forza della tradizione culinaria. Una soddisfazione autentica per i proprietari della Trattoria Nanni a Capezzano Pianore, del ristorante Filippo a Pietrasanta e di Giannino a Seravezza
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VIAREGGIO. Due giovani imprenditori e un marchio storico. I tre nomi nuovi della Versilia nella guida dell'Espresso uniscono il volto fresco dell'entusiasmo alla forza della tradizione culinaria. Una soddisfazione autentica per i proprietari della Trattoria Nanni a Capezzano Pianore, del ristorante Filippo a Pietrasanta e di Giannino a Seravezza. Legata a percorsi diversi.
«Il mio locale è aperto da un anno e mezzo - spiega Filippo Di Bartola, 35 anni, titolare del ristorante omonimo - siamo agli inizi, ma non mi lamento: i clienti ci fanno sempre i complimenti, e ora è arrivata anche questa soddisfazione. Un premio sincero perché arriva da giudici esterni. E che ci stimola a dare sempre di più».
Mario Bigotti, che conduce il ristorante Giannino assieme al fratello Gianluca, ha scoperto di essere stato promosso dalla guida durante una riunione con amici e colleghi a Firenze. «Quando me l'hanno detto - dice - non ci credevo. Poi ho aperto il volume e mi sono stropicciato gli occhi». Per Giannino è una sorta di rilancio dopo un periodo, diciamo così, difficile.
«Siamo stati citati sul Gambero rosso per dieci anni, dal 1996 al 2006 - continua Bigotti - e anche il Veronelli ci ha ospitato dal 1999 al 2002. Da qualche anno abbiamo avviato una ristrutturazione del locale, che si è trasformato da wine bar a ristorante vero e proprio. E quello dell'Espresso è il riconoscimento a una scelta ben precisa, che ci fa onore».
Nanni Paglianti, 28 anni, era una promessa del calcio locale. Poi ha deciso di guardare più in là di una carriera da calciatore. E a 18 anni ha iniziato a lavorare nei ristoranti.
«Gestisco questo locale da più di 4 anni - spiega - io la definisco una trattoria un po' elegante, che lavora su tutti i tipi di pesce, dal più povero al più pregiato». Nanni, ovviamente, non è solo nel suo lavoro. «Ho la fortuna - dice - di avere una famiglia al mio fianco che mi supporta e mi sostiene. E che mi ha insegnato che l'impegno e la dedizione sono qualità fondamentali per emergere. Sono convinto, infatti, che al di là di tutto venga premiata la costanza. Questo è un mestiere molto bello: adoro l'adrenalina che mi dà il dover mettere a tavola i clienti con un locale esaurito».
Per tutti, però, l'obiettivo numero uno resta lo sguardo appagato del cliente. «Quando facciamo colpo su un cliente che non ci conosce - chiosa Nanni Paglianti - lì abbiamo fatto centro».
M.T.
«Il mio locale è aperto da un anno e mezzo - spiega Filippo Di Bartola, 35 anni, titolare del ristorante omonimo - siamo agli inizi, ma non mi lamento: i clienti ci fanno sempre i complimenti, e ora è arrivata anche questa soddisfazione. Un premio sincero perché arriva da giudici esterni. E che ci stimola a dare sempre di più».
Mario Bigotti, che conduce il ristorante Giannino assieme al fratello Gianluca, ha scoperto di essere stato promosso dalla guida durante una riunione con amici e colleghi a Firenze. «Quando me l'hanno detto - dice - non ci credevo. Poi ho aperto il volume e mi sono stropicciato gli occhi». Per Giannino è una sorta di rilancio dopo un periodo, diciamo così, difficile.
«Siamo stati citati sul Gambero rosso per dieci anni, dal 1996 al 2006 - continua Bigotti - e anche il Veronelli ci ha ospitato dal 1999 al 2002. Da qualche anno abbiamo avviato una ristrutturazione del locale, che si è trasformato da wine bar a ristorante vero e proprio. E quello dell'Espresso è il riconoscimento a una scelta ben precisa, che ci fa onore».
Nanni Paglianti, 28 anni, era una promessa del calcio locale. Poi ha deciso di guardare più in là di una carriera da calciatore. E a 18 anni ha iniziato a lavorare nei ristoranti.
«Gestisco questo locale da più di 4 anni - spiega - io la definisco una trattoria un po' elegante, che lavora su tutti i tipi di pesce, dal più povero al più pregiato». Nanni, ovviamente, non è solo nel suo lavoro. «Ho la fortuna - dice - di avere una famiglia al mio fianco che mi supporta e mi sostiene. E che mi ha insegnato che l'impegno e la dedizione sono qualità fondamentali per emergere. Sono convinto, infatti, che al di là di tutto venga premiata la costanza. Questo è un mestiere molto bello: adoro l'adrenalina che mi dà il dover mettere a tavola i clienti con un locale esaurito».
Per tutti, però, l'obiettivo numero uno resta lo sguardo appagato del cliente. «Quando facciamo colpo su un cliente che non ci conosce - chiosa Nanni Paglianti - lì abbiamo fatto centro».
M.T.
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