Il dolore
CARNEVALE 2010: LA SERATA AL TEATRO JENCO
I bozzetti chiamano e la folla risponde
Era la serata che avrebbe acceso i primi riflettori sulla prossima edizione del Carnevale. Eppure è stata tormentata da quattro black-out che l'hanno procrastinata sino allo scoccare della mezzanotte. Ma ciò che conta è che domenica sera il teatro Jenco era riempito in ogni ordine di posto, al punto che ad un certo momento sono state chiuse le porte
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VIAREGGIO. Era la serata che avrebbe acceso i primi riflettori sulla prossima edizione del Carnevale. Eppure è stata tormentata da quattro black-out che l'hanno procrastinata sino allo scoccare della mezzanotte. Ma ciò che conta è che domenica sera il teatro Jenco era riempito in ogni ordine di posto, al punto che ad un certo momento sono state chiuse le porte. In questa atmosfera felliniana i carristi viareggini hanno presentato alla città i bozzetti delle costruzioni che vedremo sfilare a febbraio: alcuni di loro si sono affidati a scenette e compagnie teatrali, altri hanno preferito battere le strade della nuova tecnologia realizzando un video.
Si alza il sipario e dalle casse riecheggiano le note di «Who wants to live forever» dei Queen: sul palcoscenico fa la sua comparsa Paolo Bonanni nei panni di Burlamacco, si avvicina ad una tela e imita le pennellate di un pittore. Poi la mostra al pubblico: è il manifesto ufficiale del 2010. La platea applaude. Dalle quinte si presentano i due conduttori Loris Marchi e Andrea Mazzi che chiamano subito due ospiti a salire sul palco: il vicesindaco ed assessore alla cultura Ciro Costagliola anticipa che «il prossimo anno la presentazione dei bozzetti tornerà alla Cittadella e vi sorprenderemo» mentre Giovanni Maglione, presidente della Fondazione Carnevale, assicura che «sarà una bella edizione, grazie all'impegno di quanti ruotano attorno alla Fondazione». E cita tutti i vari comitati e commissioni, ma non le feste rionali.
Poi tocca a loro, i protagonisti indiscussi della serata: i carristi. Tanti viareggini sono venuti per vedere cosa proporranno alla città tra pochi mesi. Si procede in ordine alfabetico (con qualche assente: in prima categoria Ricci e Malfatti) e così l'onere dell'apripista spetta a Jacopo Allegrucci e al suo «Economica follia», introdotto da una ragazza che canta «Soldi, soldi, soldi». Ed è proprio questo legame tra musica e bozzetti a caratterizzare la serata: al divertente siparietto dei teatranti di Lebigre-Roger fa da sottofondo «Da da da», hit parade degli anni '80, Gionata Francesconi prova a ballare come Michael Jackson sulle note di «Smooth criminal» mentre l'elettro-pop di Lady Gaga preannuncia il bozzetto di Franco Malfatti ed un emozionante video presenta i due cigni di Roberto Vannucci accompagnato dall'immortale «Imagine» di John Lennon e da «Adiemus» di Karl Jenkins.
Non sono mancati, poi, alcuni intoppi: mentre Eleonora Francioni, diciottesima in scaletta, presenta il suo carro scacciapensieri, si verifica un improvviso black-out e l'oscurità abbraccia la sala. «E' stato un cattivo pensiéro» (proprio così, con la «e» chiusa alla viareggina) scherza qualcuno, mentre altri fischiano o gridano «Maglione paga la luce!». In realtà la luce è venuta meno in tutta la zona adiacente, persino al Palasport. Si riprende subito, ma nel breve volgere di un paio di minuti il black-out colpisce ancora e per ben due volte.
Dopo dieci minuti di pausa la serata riparte e tutto fila liscio fino all'ultimo bozzetto, quello di Verlanti e dei fratelli Bonetti: una breve relazione e poi i conduttori si congedano dal pubblico. E questa volta è davvero buio in sala.
S.P.
Si alza il sipario e dalle casse riecheggiano le note di «Who wants to live forever» dei Queen: sul palcoscenico fa la sua comparsa Paolo Bonanni nei panni di Burlamacco, si avvicina ad una tela e imita le pennellate di un pittore. Poi la mostra al pubblico: è il manifesto ufficiale del 2010. La platea applaude. Dalle quinte si presentano i due conduttori Loris Marchi e Andrea Mazzi che chiamano subito due ospiti a salire sul palco: il vicesindaco ed assessore alla cultura Ciro Costagliola anticipa che «il prossimo anno la presentazione dei bozzetti tornerà alla Cittadella e vi sorprenderemo» mentre Giovanni Maglione, presidente della Fondazione Carnevale, assicura che «sarà una bella edizione, grazie all'impegno di quanti ruotano attorno alla Fondazione». E cita tutti i vari comitati e commissioni, ma non le feste rionali.
Poi tocca a loro, i protagonisti indiscussi della serata: i carristi. Tanti viareggini sono venuti per vedere cosa proporranno alla città tra pochi mesi. Si procede in ordine alfabetico (con qualche assente: in prima categoria Ricci e Malfatti) e così l'onere dell'apripista spetta a Jacopo Allegrucci e al suo «Economica follia», introdotto da una ragazza che canta «Soldi, soldi, soldi». Ed è proprio questo legame tra musica e bozzetti a caratterizzare la serata: al divertente siparietto dei teatranti di Lebigre-Roger fa da sottofondo «Da da da», hit parade degli anni '80, Gionata Francesconi prova a ballare come Michael Jackson sulle note di «Smooth criminal» mentre l'elettro-pop di Lady Gaga preannuncia il bozzetto di Franco Malfatti ed un emozionante video presenta i due cigni di Roberto Vannucci accompagnato dall'immortale «Imagine» di John Lennon e da «Adiemus» di Karl Jenkins.
Non sono mancati, poi, alcuni intoppi: mentre Eleonora Francioni, diciottesima in scaletta, presenta il suo carro scacciapensieri, si verifica un improvviso black-out e l'oscurità abbraccia la sala. «E' stato un cattivo pensiéro» (proprio così, con la «e» chiusa alla viareggina) scherza qualcuno, mentre altri fischiano o gridano «Maglione paga la luce!». In realtà la luce è venuta meno in tutta la zona adiacente, persino al Palasport. Si riprende subito, ma nel breve volgere di un paio di minuti il black-out colpisce ancora e per ben due volte.
Dopo dieci minuti di pausa la serata riparte e tutto fila liscio fino all'ultimo bozzetto, quello di Verlanti e dei fratelli Bonetti: una breve relazione e poi i conduttori si congedano dal pubblico. E questa volta è davvero buio in sala.
S.P.
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