Il dolore
Massarosa
Parte il recupero dell'ex area Sais
Marco Pomella
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Nella simulazione al computer ecco come verrà il nuovo quartiere al posto dei vecchi capannoni (sotto) dell’ex Sais nel centro di StiavaPartiranno per la fine dell'anno i lavori per il recupero dell'ex Sais di Stiava. Dopo un iter burocratico durato anni è finalmente stata concessa, alla Meta Immobiliare proprietaria dell'area, l'autorizzazione a costruire
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MASSAROSA. Partiranno per la fine dell'anno i lavori per il recupero dell'ex Sais di Stiava. Dopo un iter burocratico durato anni è finalmente stata concessa, alla Meta Immobiliare proprietaria dell'area, l'autorizzazione a costruire. Entro 24 mesi al posto dell'ex azienda di lavorazione dell'olio sorgeranno, quindi, 29 appartamenti, 4 uffici ed un negozio.
Ad occuparsi dell'intervento - un piano di recupero - è stato lo studio di architettura di Bruno Belluomini.
Il progetto. Il piano di recupero prevede la totale demolizione dei cinque fabbricati principali che formavano l'ex opificio. Resterà solo la ciminiera centrale - che sarà restaurata staticamente, ma manterrà i segni del tempo, come memoria storica - intorno alla quale saranno costruiti due edifici di tre piani. In tutto 29 appartamenti tra i 45 e i 55 metri quadri ciascuno. Più quattro uffici e un negozio. L'intervento - stando al progetto - si inserisce nell'area in modo non intrusivo. Si lascerà, infatti, ampio spazio al verde, ai percorsi pedonali, alle piazzette. Relegando buona parte dei posti auto in un ampio parcheggio seminterrato. Una parte dell'area, un tempo occupata dalla Sais, resterà, invece, di dominio pubblico: la piazza si "appropria" dello spazio di uno degli ex capannoni per creare, a fianco al lavatoio, un salotto accogliente con panchine e giardini.
Opere complementari. L'edificazione andrà avanti di pari passo con una serie di opere pubbliche. A partire dal vecchio lavatoio (ancora oggi utilizzato da molte persone), che sarà demolito e ricostruito in vesti "rinascimentali": colonne di metallo, copertura in cristallo, arcate in muratura e lucernai. Oltre alla pavimentazione in listelli di cotto. Sarà ristrutturato anche l'acquedotto ornamentale (con pilastri in acciaio e cemento armato rivestito da mattoni).
Per via Tre Fontane è prevista la realizzazione di una nuova sede stradale (larga 6 metri) con annessi una fila di parcheggio per un totale di 16 posti auto. Il piazzale davanti il lavatoio sarà, invece, adornato con asfalto tipo "natura", listelli in cotto e pietra di Cardoso. Nel lato sud del piazzale troveranno spazio altri 8 posti auto, disposti a pettine. Sarà recuperato anche il rio Belvedere (oggi tombato): sarà demolita la soletta di copertura per lasciare il corso d'acqua a cielo aperto.
Due le aree verdi che troveranno spazio nella zona. Con piante, arredi (panchine) e un parco giochi con scivolo e giochini a molla. Saranno, inoltre, ricavati una serie di percorsi pedonali.
L'illuminazione sarà di tre tipi diversi. Nelle strade aperte alle auto ci saranno pali di 8 metri e mezzo. Nei percorsi pedonali e vicino all'acquedotto ed al lavatoio è prevista un'illuminazione incassata a parete. Nella struttura del lavatoio, infine, sono previsti punti luce ad incasso dall'alto verso il basso. Tutta la zona sarà, ovviamente, completata con fognatura bianca e nera e tubazioni interrate di gas, luce e telefono.
Ad occuparsi dell'intervento - un piano di recupero - è stato lo studio di architettura di Bruno Belluomini.
Il progetto. Il piano di recupero prevede la totale demolizione dei cinque fabbricati principali che formavano l'ex opificio. Resterà solo la ciminiera centrale - che sarà restaurata staticamente, ma manterrà i segni del tempo, come memoria storica - intorno alla quale saranno costruiti due edifici di tre piani. In tutto 29 appartamenti tra i 45 e i 55 metri quadri ciascuno. Più quattro uffici e un negozio. L'intervento - stando al progetto - si inserisce nell'area in modo non intrusivo. Si lascerà, infatti, ampio spazio al verde, ai percorsi pedonali, alle piazzette. Relegando buona parte dei posti auto in un ampio parcheggio seminterrato. Una parte dell'area, un tempo occupata dalla Sais, resterà, invece, di dominio pubblico: la piazza si "appropria" dello spazio di uno degli ex capannoni per creare, a fianco al lavatoio, un salotto accogliente con panchine e giardini.
Opere complementari. L'edificazione andrà avanti di pari passo con una serie di opere pubbliche. A partire dal vecchio lavatoio (ancora oggi utilizzato da molte persone), che sarà demolito e ricostruito in vesti "rinascimentali": colonne di metallo, copertura in cristallo, arcate in muratura e lucernai. Oltre alla pavimentazione in listelli di cotto. Sarà ristrutturato anche l'acquedotto ornamentale (con pilastri in acciaio e cemento armato rivestito da mattoni).
Per via Tre Fontane è prevista la realizzazione di una nuova sede stradale (larga 6 metri) con annessi una fila di parcheggio per un totale di 16 posti auto. Il piazzale davanti il lavatoio sarà, invece, adornato con asfalto tipo "natura", listelli in cotto e pietra di Cardoso. Nel lato sud del piazzale troveranno spazio altri 8 posti auto, disposti a pettine. Sarà recuperato anche il rio Belvedere (oggi tombato): sarà demolita la soletta di copertura per lasciare il corso d'acqua a cielo aperto.
Due le aree verdi che troveranno spazio nella zona. Con piante, arredi (panchine) e un parco giochi con scivolo e giochini a molla. Saranno, inoltre, ricavati una serie di percorsi pedonali.
L'illuminazione sarà di tre tipi diversi. Nelle strade aperte alle auto ci saranno pali di 8 metri e mezzo. Nei percorsi pedonali e vicino all'acquedotto ed al lavatoio è prevista un'illuminazione incassata a parete. Nella struttura del lavatoio, infine, sono previsti punti luce ad incasso dall'alto verso il basso. Tutta la zona sarà, ovviamente, completata con fognatura bianca e nera e tubazioni interrate di gas, luce e telefono.
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