Sicurezza
L’addio
«Ciao, comandante. Saremo sempre con te»
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Lo striscione dedicato dagli studentiAnche il cielo ha pianto, quando è stata l'ora dell'ultimo applauso per Beppe Antonini, il comandante partigiano "Andrea" scomparso mercoledì sera. Salutato nella mattinata da tantissime persone e dal corteo degli studenti che ha sfilato in silenzio davanti alla sede dell'Anpi
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VIAREGGIO. Anche il cielo ha pianto, quando è stata l'ora dell'ultimo applauso per Beppe Antonini, il comandante partigiano "Andrea" scomparso mercoledì sera. Salutato nella mattinata da tantissime persone e dal corteo degli studenti che ha sfilato in silenzio davanti alla sede dell'Anpi dove era stata allestita la camera ardente. Per Antonini, dai ragazzi, uno striscione dedicato: "Ciao, comandante. Saremo con te sempre».
L'amministrazione comunale ha portato ieri il labaro alla camera ardente e ha ricordato la figura di Antonini in consiglio comunale con le parole del presidente Paolo Spadaccini che ha ricordato i «gentiluomini» della stazza del comandante "Andrea" «che avevano un progetto grande. E quel progetto era l'Italia. Di Antonini - ha concluso Spadaccini - sentiremo la mancanza».
Tanti i comunicati di cordoglio, ma anche - e soprattutto - i ricordi. Che ci consegnano Beppe Antonini vivo, nelle immagini che hanno fatto la storia della città, nei suoi comizi, nel suo ragionare nella sede del partito, così come a tavola, al Fienile, con i ragazzi più giovani intorno a lui, zitti ad ascoltare.
Gian Franco Coppedè.«La scomparsa di Beppe apre un altro vuoto difficilmente colmabile. La sua energia, la voglia di essere presente non solo per testimoniare, ma per incidere nella realtà, da comunista e da partigiano, ne hanno fatto una figura importante e preziosa nella ricostruzione morale del paese, a Beppe ha incarnato per molte generazioni un esempio con cui confrontarsi e da cui trarre insegnamento. Personalmente, ho sempre presente anche l'equilibrio ed il senso della realtà che ho riscontrato in lui, ed ho sempre dinanzi agli occhi la sua figura, insieme a quella di Francesco Da Prato e dell'ingegner Breschi».
Un flash della memoria, per raccontare un evento "pesante": «Li ricordo di fronte al portone del Commissariato, nel 1968, quando, pur condividendo le ragioni della protesta popolare contro il brutale intervento della polizia verso un corteo di studenti del tutto privo di qualsiasi pericolosità, contenevano i tentativi di entrare nel commissariato per una giustizia sommaria. Che la folla via via, sulla spinta dell'emozione collettiva, tentava. Il Partito comunista, anche in quell'occasione, attraverso figure di primo piano, come il segretario di federazione e due partigiani quali Antonini e Breschi, dimostrò il suo senso civico e la capacità di essere in prima linea per evitare che a sera si dovessero contare dei morti tra i manifestanti ed i poliziotti asserragliati nel commissariato. Beppe, come gli altri due, non esitò a fare quello che riteneva suo dovere, ed ebbe il coraggio di esporsi personalmente in difesa delle proprie convinzioni, come aveva fatto nella Resistenza, e come ha fatto per tutta la sua vita.
Mi onoro dell'amicizia che mi ha sempre dimostrato».
Pietro Lazzerini (Rc Pietrasanta). «Il ricordo mi porta subito al tuo discorso fatto per il funerale civile del mio babbo, il partigiano Lazze', come lo chiamavi te. Quel giorno alzasti i pugni verso il cielo e accompagnasti il mio babbo con le tue parole schiette e sincere: "Oh Lazze' ci mancheranno i tuoi brontoli e i tuoi consigli...". Io che sentivo il babbo citarti per ogni argomento, avevo creato dentro di me una sorta di tua immortalità. Purtroppo così non è stato».
Fabio Evangelisti (Idv). «I suoi forti principi e valori sono parte integrante dell'IdV e restano certamente, e per fortuna, ancora a far luce su un momento difficile come quello che stiamo vivendo. Mi riferisco soprattutto al costante attacco alla Costituzione e alle istituzioni repubblicane, valori per i quali il comandante Andrea, e tanti come lui si sono strenuamente battuti, anche con la vita».
Raffaella Mariani (Pd). «Con la scomparsa di Beppe perdiamo un punto di riferimento nella difesa e nella trasmissione dei valori della Resistenza, quei valori che ancora oggi sono un patrimonio di riferimento per chi crede nella libertà, nell'uguaglianza, nella solidarietà.
Di Beppe ricordo la volontà, durante l'ultimo congresso provinciale dell'Anpi, di coinvolgere i giovani e di renderli protagonisti di un'esperienza democratica, che pur affondando le proprie radici negli anni della Resistenza, è costantemente proiettata verso il futuro, con l'intento di contribuire alla costruzione di un Paese migliore».
Michele Silicani (sindaco Stazzema). «Con la morte di Beppe la comunità di Stazzema perde un punto di riferimento per la memoria. Ci mancherà molto».
L'amministrazione comunale ha portato ieri il labaro alla camera ardente e ha ricordato la figura di Antonini in consiglio comunale con le parole del presidente Paolo Spadaccini che ha ricordato i «gentiluomini» della stazza del comandante "Andrea" «che avevano un progetto grande. E quel progetto era l'Italia. Di Antonini - ha concluso Spadaccini - sentiremo la mancanza».
Tanti i comunicati di cordoglio, ma anche - e soprattutto - i ricordi. Che ci consegnano Beppe Antonini vivo, nelle immagini che hanno fatto la storia della città, nei suoi comizi, nel suo ragionare nella sede del partito, così come a tavola, al Fienile, con i ragazzi più giovani intorno a lui, zitti ad ascoltare.
Gian Franco Coppedè.«La scomparsa di Beppe apre un altro vuoto difficilmente colmabile. La sua energia, la voglia di essere presente non solo per testimoniare, ma per incidere nella realtà, da comunista e da partigiano, ne hanno fatto una figura importante e preziosa nella ricostruzione morale del paese, a Beppe ha incarnato per molte generazioni un esempio con cui confrontarsi e da cui trarre insegnamento. Personalmente, ho sempre presente anche l'equilibrio ed il senso della realtà che ho riscontrato in lui, ed ho sempre dinanzi agli occhi la sua figura, insieme a quella di Francesco Da Prato e dell'ingegner Breschi».
Un flash della memoria, per raccontare un evento "pesante": «Li ricordo di fronte al portone del Commissariato, nel 1968, quando, pur condividendo le ragioni della protesta popolare contro il brutale intervento della polizia verso un corteo di studenti del tutto privo di qualsiasi pericolosità, contenevano i tentativi di entrare nel commissariato per una giustizia sommaria. Che la folla via via, sulla spinta dell'emozione collettiva, tentava. Il Partito comunista, anche in quell'occasione, attraverso figure di primo piano, come il segretario di federazione e due partigiani quali Antonini e Breschi, dimostrò il suo senso civico e la capacità di essere in prima linea per evitare che a sera si dovessero contare dei morti tra i manifestanti ed i poliziotti asserragliati nel commissariato. Beppe, come gli altri due, non esitò a fare quello che riteneva suo dovere, ed ebbe il coraggio di esporsi personalmente in difesa delle proprie convinzioni, come aveva fatto nella Resistenza, e come ha fatto per tutta la sua vita.
Mi onoro dell'amicizia che mi ha sempre dimostrato».
Pietro Lazzerini (Rc Pietrasanta). «Il ricordo mi porta subito al tuo discorso fatto per il funerale civile del mio babbo, il partigiano Lazze', come lo chiamavi te. Quel giorno alzasti i pugni verso il cielo e accompagnasti il mio babbo con le tue parole schiette e sincere: "Oh Lazze' ci mancheranno i tuoi brontoli e i tuoi consigli...". Io che sentivo il babbo citarti per ogni argomento, avevo creato dentro di me una sorta di tua immortalità. Purtroppo così non è stato».
Fabio Evangelisti (Idv). «I suoi forti principi e valori sono parte integrante dell'IdV e restano certamente, e per fortuna, ancora a far luce su un momento difficile come quello che stiamo vivendo. Mi riferisco soprattutto al costante attacco alla Costituzione e alle istituzioni repubblicane, valori per i quali il comandante Andrea, e tanti come lui si sono strenuamente battuti, anche con la vita».
Raffaella Mariani (Pd). «Con la scomparsa di Beppe perdiamo un punto di riferimento nella difesa e nella trasmissione dei valori della Resistenza, quei valori che ancora oggi sono un patrimonio di riferimento per chi crede nella libertà, nell'uguaglianza, nella solidarietà.
Di Beppe ricordo la volontà, durante l'ultimo congresso provinciale dell'Anpi, di coinvolgere i giovani e di renderli protagonisti di un'esperienza democratica, che pur affondando le proprie radici negli anni della Resistenza, è costantemente proiettata verso il futuro, con l'intento di contribuire alla costruzione di un Paese migliore».
Michele Silicani (sindaco Stazzema). «Con la morte di Beppe la comunità di Stazzema perde un punto di riferimento per la memoria. Ci mancherà molto».
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