Sicurezza
Strage, la pomata per le cicatrici dopo la denuncia la pagherà l'Asl
Quattrocento euro al mese per una crema elasticizzante prescritta ai feriti dell'esplosione a totale carico del cittadino. Dopo la denuncia del Tirreno che ha raccolto la testimonianza di uno dei sopravvissuti e di sua madre, la Asl di Viareggio ha provveduto a disporre l'acquisto del preparato. Della vicenda erano stati informati anche il presidente Claudio Martini, commissario straordinario per la ricostruzione, e l'assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi
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La strage, il ricovero, le cure e oggi, a distanza di mesi, un conto di 400 euro al mese per la pomata elasticizzate da mettere sulle cicatrici del corpo. Ora, la beffa dei feriti rientra, perché dopo la denuncia del Tirreno sarà la Asl di Viareggio a fornire gratuitamente il balsamo ai superstiti. "Le due persone ustionate nell'esplosione di Viareggio riceveranno gratuitamente il preparato necessario per proseguire la terapia. La Asl di Viareggio ha provveduto già dal pomeriggio di martedì a disporre l'acquisto, immediatamente dopo aver ricevuto la segnalazione del problema, di cui sono stati investiti anche il presidente Claudio Martini, commissario straordinario per la ricostruzione, e l'assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi".
Questo si legge nella nota della Regione, che raccoglie l'appello di Marco Germani. Sopravvissuto al disastro, aveva scritto una e-mail al nostro giornale per raccontare la sua angoscia e la storia della costosa pomata. Nella sua famiglia sono tutti miracolosamente vivi. Ma la madre - Laura Galli - è ancora in ospedale (al Versilia) e «ancora non si parla di dimissioni perché dovrà fare tanta riabilitazione» e lui stesso porta addosso i segni delle ustioni «cui fortunatamente ho reagito bene». Lui e sua madre erano stati ricoverati inizialmente in strutture milanesi, che la notte della strage avevano segnalato una disponibilità di posti. "Al termine della degenza - ricorda la nota - i medici lombardi avevano prescritto l'uso di una pomata cicatrizzante, efficace anche se non è considerata un vero e proprio farmaco, ma molto costosa e a totale carico del cittadino".
Un costo insostenibile, al quale la famiglia Germani cercato di fare fronti i colleghi di Marco, che lavorano alla farmacia dell'ospedale Versilia. E l'istituto l'Istituto Ganassini di Milano ha contribuito con un cartone di crema per un totale di circa 1000 ml e la promessa di "una fornitura di due cartoni ogni mese per le cure di entrambi". Un gesto che la famiglia Germani ha deciso di rendere, «per ringraziare l'Istituto Ganassini per la solidarietà dimostrata".
"In casi particolari come questo - ha affermato l'assessore Rossi - non abbiamo mai esitato a rispondere alle richieste dei pazienti, che a volte devono far fronte a spese rilevanti, se i preparati di cui hanno comunque necessità non vengono assicurati dai livelli essenziali di assistenza stabiliti in sede nazionale. E anche in questo caso la risposta è stata tempestiva e positiva. Lunedì stesso porterò in giunta una delibera con indicazioni precise alle Aziende perché ci siano su questa materia comportamenti e procedure uniformi su tutto il territorio regionale. Ai pazienti auguro di poter proseguire al meglio il percorso di cura".
Questo si legge nella nota della Regione, che raccoglie l'appello di Marco Germani. Sopravvissuto al disastro, aveva scritto una e-mail al nostro giornale per raccontare la sua angoscia e la storia della costosa pomata. Nella sua famiglia sono tutti miracolosamente vivi. Ma la madre - Laura Galli - è ancora in ospedale (al Versilia) e «ancora non si parla di dimissioni perché dovrà fare tanta riabilitazione» e lui stesso porta addosso i segni delle ustioni «cui fortunatamente ho reagito bene». Lui e sua madre erano stati ricoverati inizialmente in strutture milanesi, che la notte della strage avevano segnalato una disponibilità di posti. "Al termine della degenza - ricorda la nota - i medici lombardi avevano prescritto l'uso di una pomata cicatrizzante, efficace anche se non è considerata un vero e proprio farmaco, ma molto costosa e a totale carico del cittadino".
Un costo insostenibile, al quale la famiglia Germani cercato di fare fronti i colleghi di Marco, che lavorano alla farmacia dell'ospedale Versilia. E l'istituto l'Istituto Ganassini di Milano ha contribuito con un cartone di crema per un totale di circa 1000 ml e la promessa di "una fornitura di due cartoni ogni mese per le cure di entrambi". Un gesto che la famiglia Germani ha deciso di rendere, «per ringraziare l'Istituto Ganassini per la solidarietà dimostrata".
"In casi particolari come questo - ha affermato l'assessore Rossi - non abbiamo mai esitato a rispondere alle richieste dei pazienti, che a volte devono far fronte a spese rilevanti, se i preparati di cui hanno comunque necessità non vengono assicurati dai livelli essenziali di assistenza stabiliti in sede nazionale. E anche in questo caso la risposta è stata tempestiva e positiva. Lunedì stesso porterò in giunta una delibera con indicazioni precise alle Aziende perché ci siano su questa materia comportamenti e procedure uniformi su tutto il territorio regionale. Ai pazienti auguro di poter proseguire al meglio il percorso di cura".
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