Il dolore
LA CRISI E L’OCCUPAZIONE
Operai non ne voglio più
Matteo Tuccini
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Un operaio in un cantiere edileQuattro carpentieri in legno cercansi per allestimenti su imbarcazioni in vetroresina. L'offerta campeggiava in bella mostra nel Cercalavoro del "Tirreno" circa un anno fa, il 6 ottobre 2008. Seguita sette giorni dopo da altre opportunità per 5 carpentieri in alluminio e in acciaio, un installatore di coperte in teak, un elettricista
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VIAREGGIO. Quattro carpentieri in legno cercansi per allestimenti su imbarcazioni in vetroresina. L'offerta campeggiava in bella mostra nel Cercalavoro del "Tirreno" circa un anno fa, il 6 ottobre 2008. Seguita sette giorni dopo da altre opportunità per 5 carpentieri in alluminio e in acciaio, un installatore di coperte in teak, un elettricista, un cablatore e un addetto agli impianti elettrici navali. Il 5 ottobre 2009, un anno dopo, di posti per carpentieri non c'è traccia. Solo una richiesta per un impiegato nel settore della cartografia elettronica.
Nel giro di un anno, infatti, sono pressoché sparite le offerte di lavoro per posti nel settore nautico, nell'edilizia e anche nelle strutture ricettive della zona.
Per la verità, qualche offerta era stata lanciata anche quest'anno. Solo che - spiegano dal Centro per l'impiego - le aziende si sono ritrovate senza commesse a settembre, e allora hanno deciso di ritirare le richieste di personale. Le offerte di preselezione, non a caso, sono crollate: in un anno sono passate da 546 a 287.
E chi sta a casa? È costretto ad arrangiarsi, magari con un'occupazione al nero. Col paradosso di essere troppo qualificato per certe occupazioni. Altro aspetto non trascurabile: nelle offerte dell'autunno scorso si trovava ancora qualche posto come facchino e cameriere negli alberghi, di quelli a 5 stelle che restano aperti tutto l'anno. Per chi non ci crede, si vada a rileggere gli archivi: il 20 ottobre 2008 in palio venivano messi 3 posti di facchino e 1 di cameriera ai piani. Quest'anno, niente di niente.
Profili generici. Oggi anche a Viareggio e in Versilia si cercano figure professionali generiche: addetti alle vendite, soprattutto. Da assumere con contratti a progetto, che dovrebbero - il condizionale è d'obbligo - essere un regime diverso da un rapporto di lavoro subordinato. Mentre le richieste per impieghi nel commercio (bar e ristoranti) e artigianato (parrucchieri ed estetiste) impazzano.
La crisi. La scena è la stessa di molte zone d'Italia. File di persone fino alla strada agli sportelli del Centro per l'impiego. Chiedono una possibilità, o il rilascio della domanda per il sussidio di disoccupazione.
«Cerchiamo di fare il possibile - afferma la direttrice del Centro per l'impiego di Viareggio, Elena Amadei - è ovvio che in questo momento ci manca la controparte, cioè le aziende che cercano personale. C'è poco da offrire, ma quel poco deve essere presentato bene perché comunque porta uno stipendio. Almeno per qualche mese».
E così c'è il caso della cuoca esperta, che ha lavorato per anni in un ristorante di lusso. E che si dichiara disponibile a sporzionare i piatti, pur di non restare a casa. Sperando che qualcosa cambi. «Ma fino a Natale - conclude Amadei - la situazione sarà assai dura».
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