Attenzione
TIFO VIOLENTO
Tifosi, assalto con le spranghe
Luca Cinotti / Roy Lepore
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Tifosi del ViareggioChe la giornata fosse a rischio si sapeva da tempo. Troppo pericoloso quell'incrocio fra tifosi del Viareggio e della Lucchese, al seguito delle proprie squadre impegnate entrambe in Umbria. E le Cassandre hanno avuto ragione: un gruppo di tifosi bianconeri, sulla statale 73 che congiunge Arezzo e Sansepolcro, ha preso a sprangate un'auto con tre tifosi lucchesi
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VIAREGGIO. Che la giornata fosse a rischio si sapeva da tempo. Troppo pericoloso quell'incrocio fra tifosi del Viareggio e della Lucchese, al seguito delle proprie squadre impegnate entrambe in Umbria (rispettivamente, Perugia e Gubbio). E le Cassandre hanno avuto ragione: un gruppo di tifosi bianconeri, sulla statale 73 che congiunge Arezzo e Sansepolcro, ha preso a sprangate un'auto con tre tifosi lucchesi. Ingenti i danni al mezzo (tutti i vetri sono andati in frantumi), ma solo qualche escoriazione per gli occupanti. È riuscito invece a "fuggire" l'autobus che portava il grosso dei supporter rossoneri.
Un episodio che ancora è da chiarire nella dinamica (sta indagando la polizia di Arezzo che ha già identificato alcuni ultrà viareggini), ma che comunque arriva al culmine di una rivalità che - già storica - si è accesa nel derby di Coppa Italia di metà agosto. Quando, a un mese e mezzo di distanza dalla strage del 29 giugno, dalla curva Ovest del Porta Elisa si levarono grida e cori del tipo «Viareggio in fiamme» e «29 sono pochi» (in riferimento al numero delle vittime).
Sarà da stabilire la premeditazione del fatto di ieri. Certo è che la strada sulla quale è avvenuta non è quella più breve per raggiungere Perugia (dove giocavano le Zebre) da Viareggio. Il tafferuglio ha avuto come palcoscenico una piazzola di sosta fra le località di Torrino e Palazzo Pero. I viareggini, a bordo di tre minivan sono entrati nell'area proprio mentre la "comitiva" rossonera (un bus e alcune auto) stava per ripartire. Secondo le prime ricostruzioni, a iniziare l'offensiva sarebbero stati i bianconeri, tirando sassi verso il pullman.
Quest'ultimo, comunque, è riuscito a ripartire, per fermarsi poi solo qualche chilometro dopo.
Non è andata meglio a una delle auto private, che è stata bloccata e presa a sprangate. Il guidatore è riuscito poi a ripartire e a dirigersi alla questura di Arezzo. La polizia, prima e durante la partita, ha identificato alcuni tifosi, per cercare di individuare i responsabili.
L notizia si è rapidamente sparsa sugli spalti del "Curi" dove è stata appresa anche dal presidente del Viareggio Stefano Dinelli: «Questi fatti certamente non aiutano il calcio, anzi fanno solo male, perché rischiano di allontanare la gente dagli stadi - ha detto a caldo il numero uno bianconero -. La nostra concezione e l'esempio che dobbiamo seguire sono gli stadi all'inglese dove si viene per fare festa e dove la partita della domenica deve essere una cosa bella. Per dare giudizi precisi dovrei conoscere i fatti come sono andati. L'unica cosa che mi sento di dire è che mi dispiace che si siano verificati episodi del genere, perché in questi momenti in cui a livello governativo si cerca di regolarizzare le presenze negli stadi e gestire in determinati modi le trasferte dei tifosi, tutto questo non può che complicare le cose. Alla fine a rimetterci è il calcio».
Un episodio che ancora è da chiarire nella dinamica (sta indagando la polizia di Arezzo che ha già identificato alcuni ultrà viareggini), ma che comunque arriva al culmine di una rivalità che - già storica - si è accesa nel derby di Coppa Italia di metà agosto. Quando, a un mese e mezzo di distanza dalla strage del 29 giugno, dalla curva Ovest del Porta Elisa si levarono grida e cori del tipo «Viareggio in fiamme» e «29 sono pochi» (in riferimento al numero delle vittime).
Sarà da stabilire la premeditazione del fatto di ieri. Certo è che la strada sulla quale è avvenuta non è quella più breve per raggiungere Perugia (dove giocavano le Zebre) da Viareggio. Il tafferuglio ha avuto come palcoscenico una piazzola di sosta fra le località di Torrino e Palazzo Pero. I viareggini, a bordo di tre minivan sono entrati nell'area proprio mentre la "comitiva" rossonera (un bus e alcune auto) stava per ripartire. Secondo le prime ricostruzioni, a iniziare l'offensiva sarebbero stati i bianconeri, tirando sassi verso il pullman.
Quest'ultimo, comunque, è riuscito a ripartire, per fermarsi poi solo qualche chilometro dopo.
Non è andata meglio a una delle auto private, che è stata bloccata e presa a sprangate. Il guidatore è riuscito poi a ripartire e a dirigersi alla questura di Arezzo. La polizia, prima e durante la partita, ha identificato alcuni tifosi, per cercare di individuare i responsabili.
L notizia si è rapidamente sparsa sugli spalti del "Curi" dove è stata appresa anche dal presidente del Viareggio Stefano Dinelli: «Questi fatti certamente non aiutano il calcio, anzi fanno solo male, perché rischiano di allontanare la gente dagli stadi - ha detto a caldo il numero uno bianconero -. La nostra concezione e l'esempio che dobbiamo seguire sono gli stadi all'inglese dove si viene per fare festa e dove la partita della domenica deve essere una cosa bella. Per dare giudizi precisi dovrei conoscere i fatti come sono andati. L'unica cosa che mi sento di dire è che mi dispiace che si siano verificati episodi del genere, perché in questi momenti in cui a livello governativo si cerca di regolarizzare le presenze negli stadi e gestire in determinati modi le trasferte dei tifosi, tutto questo non può che complicare le cose. Alla fine a rimetterci è il calcio».
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