Il Tirreno

Versilia

L’INCHIESTA

La scuola dell'obbligo non è gratis

Ilaria Lonigro
La scuola dell'obbligo non è gratis

Viaggio nella scuola dell'obbligo, quella gratuita che chiede alle famiglie il contributo volontario. Per carta igienica e pennarelli, ma anche televisori piatti e lavagne multimediali. Senza le cifre sborsate dai genitori niente fotocopie e perfino niente sapone nei bagni

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VIAREGGIO. Viaggio nella scuola dell'obbligo, quella gratuita che chiede alle famiglie il contributo volontario. Per carta igienica e pennarelli, ma anche televisori piatti e lavagne multimediali. Senza le cifre sborsate dai genitori niente fotocopie e perfino niente sapone nei bagni.

Di scuola in scuola abbiamo confrontato i vari "contributi volontari". Incuriositi dalla circolare numero 7 del 15 settembre, firmata dalla dirigente dell'Istituto comprensivo di Torre del Lago, Annalisa Misuri.

Le assicurazioni. La nostra inchiesta parte da qui. L'oggetto della circolare recita: "Tasse scolastiche di iscrizione". Si richiede il pagamento di 30 euro e «in caso di mancato pagamento, l'alunno/a non usufruirà della copertura assicurativa in caso di infortunio a scuola né potrà usufruire di opportunità didattiche (gite ed uscite didattiche)».

«Le assicurazioni che le scuole stipulano sono collettive, coprono tutto l'istituto, vi prendono parte anche i docenti. Quindi non se ne rimane esclusi. La spesa totale è suddivisa per il numero degli studenti», spiega Stefano Bertacca, segretario alle Lambruschini. Per l'assicurazione si chiedono dai 6 agli 8 euro, a seconda delle scuole. Cosa c'è dentro i 30 euro - questa la cifra media del contributo volontario -, oltre all'assicurazione? La lista varia da scuola a scuola.

Materiali vari. Punti fermi sono cancelleria, materiale per le fotocopie e igienico sanitario. «Un tempo ci pensavano i Comuni al materiale igienico sanitario, ma da qualche anno una direttiva dell'Anci li ha ritirati da quest'impegno», spiega Teresa Gambardella, dirigente dell'Istituto comprensivo Darsena. Massimo Dal Poggetto, dirigente Centro Migliarina aggiunge: «Capita che i materiali delle pulizie li paghiamo con anticipo di cassa, ma i soldi non sono mai sufficienti».

Il libretto delle assenze. Nella maggior parte delle scuole i contributi coprono anche il costo del libretto delle giustificazioni. Alle "Viani", invece, il libretto lo paga il Comune. Perché? «Abbiamo fatto una richiesta esplicita - spiega la segretaria della scuola, Giuliana Barsella - perché il nostro libretto è particolare, costa cinque volte tanto quello normale. Serve per una vera comunicazione con le famiglie».

Scuolabus e software. Poi la lista delle spese coperte dai genitori varia. Si passa dallo scuolabus alle spese postali (Marco Polo-Viani) a computer e registratori richiesti dagli insegnanti (Lambruschini, Pascoli). C'è chi con questi soldi compra i software per il laboratorio informatico (Migliarina).

Gli esperti esterni. Figure professionali specializzate, gli esperti esterni sono delle persone che vengono a scuola quando c'è bisogno di loro. Ad esempio il tecnico dei computer. «Alle medie non ci sono professori di informatica, in grado di fare manutenzione dei pc. Così l'esperto lo paghiamo con i contributi volontari», spiega Gambardella.

Altro esperto esterno è quello della sicurezza. «La sicurezza strutturale, cioè dell'edificio, la cura il Comune. Ma quella interna, che riguarda la disposizione dei banchi e le luci, richiede un esperto, che paghiamo sempre grazie ai genitori», continua la preside delle Jenco.

Stefano Bertacca, segretario alle Lambruschini continua: «Il tecnico esterno della sicurezza lo paghiamo in parte con i fondi statali, in parte con i contributi del Comune per altri progetti. Quando i soldi non sono vincolati, li gestiamo dove c'è necessità. A volte abbiamo dei residui dagli anni precedenti, soldi che non sono stati spesi del tutto nei programmi cui erano destinati».

Diritto allo studio. E le borse di studio? «Con i contributi volontari paghiamo parte di libri, zaini e quaderni dei bambini di famiglie indigenti. Per il diritto allo studio il Comune dà qualcosa, ma poco», spiega Teresa Gambardella, dirigente del Polo Darsena. Dalle Motto, il preside Massimo dal Poggetto dice: «La Provincia ci dà un aiuto per i libri. Altrimenti ci arrangiamo con i volumi in saggio dalle case editrici o con i ricicli dagli ex compagni». Alle scuole medie Lenci, chi ha bisogno dei libri in commodato, cioè in prestito per l'anno scolastico, versa trenta euro in più rispetto al contributo volontario, per un totale di 60 €. Poi i libri tornano alla scuola e a chi ne ha bisogno.

Quartieri alti e tv piatte. «I genitori sono stati molto generosi - racconta Giuliana Barsella, segretaria alle Viani - e grazie a loro abbiamo potuto comprare degli extra, come due televisori grandi e piatti e una lavagna multimediale. Qui i genitori non hanno problemi. Ma se uno sta al Varignano se la vede peggio di uno che va a scuola al Marco Polo».

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