Sicurezza
Settembre nero
Gelata d'autunno sul lavoro
Luca Cinotti
Un quadro grigio, che assume toni ancor più foschi se si confronta la Versilia con il resto della provincia di Lucca. Qualche esempio per chiarire. A settembre 2009 si sono registrati in Versilia 654 nuovi iscritti, mentre a Lucca sono stati "solo" 618.
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VIAREGGIO. Se il termometro della crisi fosse il Centro per l'impiego la febbre sarebbe ancora alta. E non accennerebbe minimamente a diminuire rispetto ai mesi scorsi. I numeri forniti nel report della Provincia, infatti, sono scoraggianti: aumentano i nuovi iscritti mentre diminuiscono sia gli avviamenti (vale a dire gli esiti positivi delle pratiche) che le offerte di lavoro pubblicizzate.
Un quadro grigio, che assume toni ancor più foschi se si confronta la Versilia con il resto della provincia di Lucca. Qualche esempio per chiarire. A settembre 2009 si sono registrati in Versilia 654 nuovi iscritti, mentre a Lucca sono stati "solo" 618. Un sorpasso che segna una controtendenza netta rispetto a quanto avvenuto nel 2009 (con l'eccezione di maggio). Né va meglio se si prende come termine di paragone il settembre 2008 (quando la crisi era già scoppiata): allora i nuovi iscritti furono 551 a Lucca e 516 in Versilia.
Con un movimento parallelo si comportano gli "avviamenti": nell'arco di dodici mesi quelli del centro per l'impiego versiliese sono calati di più di mille unità, da 2.665 a 1.608. Mentre a Lucca l'emorragia è stata più contenuta: da 3.289 a 2.400. Si tratta, fra l'altro, di dati che confermano che la "miniripresa" registrata in primavera non era altro che un piccolo disgelo in una glaciazione della quale è difficile vedere la fine. Altro dato significativo (in negativo) è quello delle offerte di lavoro pubblicizzate agli sportelli o sul sito Internet: sono più che dimezzati rispetto all'anno scorso, passando da 136 a 56. Solo dieci in più rispetto a quelli della Valle del Serchio che, normalmente, rimaneva staccata di cento e più unità.
Lo stato dell'arte preoccupa anche il presidente della Provincia Stefano Baccelli: «Una situazione difficile, nella quale ogni giorno suona un altro campanello d'allarme. Per ora la ripresa, l'attesa inversione di tendenza, davvero non si vede. Un dato preoccupante, anche perché il sistema economico territoriale nel suo complesso - enti locali, Camera di commercio, rappresentanze sindacali - ha già fatto e sta facendo molto. Occorrerebbe che il Governo liberasse ulteriori risorse o consentisse agli enti di sviluppare ancora di più la loro funzione anticiclica e di sostegno all'economia, ad esempio attraverso la revisione dei vincoli del patto di stabilità, le cui maglie sono una rete asfissiante».
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