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Versilia

VIAREGGIO

Strage, la Procura si prende un altro mese

Donatella Francesconi
<strong>TRAGEDIA.</strong> La cisterna esplosa il 29 giugno
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TRAGEDIA. La cisterna esplosa il 29 giugno

Passerà un altro mese, prima che il consulente delle Procura, professor Paolo Toni, depositi la propria relazione tecnica sul disastro ferroviario di via Ponchielli.

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VIAREGGIO. Passerà un altro mese, prima che il consulente delle Procura, professor Paolo Toni, depositi la propria relazione tecnica sul disastro ferroviario di via Ponchielli.

Si attende - secondo indiscrezioni - la traduzione del materiale relativo alla cisterna made in Polonia. Quella che si è aperta (un taglio lungo 40 centimetri e largo 6) impattando sul cuore di uno scambio. Quella priva del terzo strato di protezione, come spiegato alla commissione del Senato nata per occuparsi di incidenti sul lavoro.

A chiedere lumi al ministro Altero Matteoli tornano quattro parlamentari di diversa appartenenza politica: Fabio Evangelisti (Idv), Raffaella Mariani (Pd), Riccardo Migliori (Pdl), Nedo Poli (Udc). «Molti sono i punti oscuri e ancora senza risposta - spiega Evangelisti - sulle responsabilità del disastro ferroviario dello scorso 29 giugno a Viareggio. E pur nel rispetto delle indagini in corso da parte della magistratura rimane il fatto che a oggi non risulta ancora nessun indagato».

Inoltre, prosegue Evangelisti, «non si riesce a capire per quale motivo, in barba alla legge 241 del 1990 sulla trasparenza dei documenti amministrativi e sul diritto di accesso ad essi, non c'è verso di conoscere il contenuto del contratto che la Gatx Rail di Vienna, proprietaria del carro-cisterna di triste memoria e più volte tirata in causa in vari atti di sindacato ispettivo, ha stipulato con le Ferrovie italiane. Questo malgrado il sottoscritto ne abbia fatto richiesta lo scorso 29 luglio». Ecco, allora, la nuova interrogazione a quattro mani: «Per conoscere i motivi ostativi all'accesso ad un atto amministrativo come la sottoscrizione di un contratto pubblico».
Ancora in tema di indagini che hanno «tempi lunghi», per dirla con le parole del Procuratore capo, Aldo Cicala, ieri mattina il sindaco Lunardini era in Procura. Alla domanda sul motivo ha risposto: «Mi è stata chiesta riservatezza». Ma ha ammesso di aver parlato «anche della strage».

Il convegno. Intanto, si torna a parlare di cosa significhi ritrovarsi un treno in fiamme davanti alla porta di casa. Nell'iniziativa prevista per oggi alle 16, nella sala di rappresentanza del Comune, dal titolo "Nel quotidiano, per tornare a vivere". Un'iniziativa promossa dall'Associazione vittime dell'incidente ferroviario e dal "Centro per la famiglia", con il patrocinio di Comune, Provincia e Regione. Intervengono Riccardo Domenici (psicologo-psicoterapeuta), Ettore Pasculli (psichiatria-psicoterapeuta), Alessandro Grazzini (medico legale).

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