Il Tirreno

Versilia

VIAREGGIO

A Genova per scacciare la crisi

Luca Cinotti

Sulla banchina non ci sarà Kifaru di Mancini e dei Sarti: non ha ottenuto le deroga necessaria per partecipare

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VIAREGGIO. Genova, per loro, sarà soprattutto una questione di fiutare l'aria. Dopo la doccia fredda dello scorso anno, quando il salone nautico più importante d'Italia segnò di fatto l'entrata ufficiale nella crisi per il settore, l'edizione 2009 che si apre oggi (e dura fino all'11) segnerà - nel bene o nel male - un punto cruciale per la cantieristica e l'indotto versiliese, in cerca di certezze (e ordini). Per questo, negli stand e sui moli della Fiera genovese, saranno presenti tanti nostri big.

Fianco a fianco (o quasi) ci saranno le creazioni di Perini (marchio che è fra quelli che meglio ha resistito alla crisi) e di Azimut-Benetti (che invece ha avuto assai più difficoltà). E poi Fipa del gruppo Guidetti, Gianetti, Falcon, Overmarine. Chi più chi meno tutti questi nomi hanno incassato colpi duri, negli ultimi dodici mesi. D'altra parte proprio uno studio recente di Assoindustria ha dimostrato che la nautica versiliese è calata, nel 2009, di circa un terzo.
Attorno a loro la galassia dell'indotto, che seppur dimagrita rispetto ai tempi d'oro di due-tre anni or sono, fa arrivare la pattuglia di aziende versiliese (o comunque operative sul nostro territorio) a quota 29.

Un buon risultato che, comunque, registra qualche assenza di peso. Due per tutte: Tecnomar, che a partire da gennaio 2009 è affidata a Giovanni Costantino (e che comunque ha presentato a giugno il Nadara 43, il planante a 3 ponti più grande del mondo) e la Kifaru, creazione della famiglia Sarti (proveniente proprio da Tecnomar) e dell'ex allenatore dell'Inter Roberto Mancini. In quest'ultimo caso, tuttavia, c'è una ragione "tecnica" per la loro assenza: il Salone chiede, per partecipare, un anno di attività e Kifaru non ha raggiunto (ancora) questo traguardo. Né ha ottenuto una deroga: tuttavia, i Sarti informano che a Genova ci sarà un loro "Akari 43" ormeggiato al Porto antico.

Chi c'è, invece, e con il suo ultimo gioiello è Perini. In anteprima mondiale, infatti, la casa viareggina porterà Baracuda, il ketch di 50 metri varato con una cerimonia superblindata giusto giusto un anno fa. Uno scafo che ha rivoluzionato non solo la linea dei velieri Perini, ma anche il colore: un grigio metallizzato con sfumature dorate che fa da controcanto all'argento della sovrastruttura e alla porpora delle vele.

Azimut, invece, si presenta in banchina con tre novità. Particolarmente significativo l'Azimut 38: un dodici metri in vetroresina, pensato per un neofita delle barche. Un segnale di controtendenza in un "segmento" che ha avuto più problemi di altri nel reggere a rollii e beccheggi della crisi.

Significativa anche la presenza di Snalorenzo con l'Sl100 New, un 30 metri che vale tanto visto dal fuori e tantissimo una volta entrati, visto che l'allestimento degli interni è stato curato da grandi firme delle forniture. In forze anche Vismara, che da qualche tempo punta (anche) sulla vela: presenterà il K9, primo esemplare di una linea che si vuole in grado di raggiungere elevate velocità e di "aggredire" anche condizioni di mare impegnative.

Oltre ai cantieri sbarcheranno a Genova anche i marchi dell'indotto. Dai più grandi (Cantalupi e Navionics, per fare due nomi) alle realtà più minute, ma ugualmente importanti per tenere insieme il tessuto di un settore ancora a rischio di sfaldarsi.
Tutti a battere alla porta di una ripresa che, si spera, sia davvero dietro l'angolo.

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