Il Tirreno

Versilia

OPERAZIONE DELLA FINANZA

Vita da nababbo ma reddito da fame:avvocato nei guai

Claudio Vecoli
<strong>FIAMME GIALLE.</strong> Da sinistra: il comandante della compagnia di Viareggio, Pasquale Arena e quello provinciale Antonio Leone
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FIAMME GIALLE. Da sinistra: il comandante della compagnia di Viareggio, Pasquale Arena e quello provinciale Antonio Leone

Le auto di lusso, gli abiti firmati, lo studio legale in pieno centro, l'abitazione di gran pregio. Un tenore di vita all'insegna del lusso e dell'ostentazione, quello di un notissimo avvocato viareggino. Ma di cui non si trovava traccia... nella dichiarazione dei redditi

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VIAREGGIO. Le auto di lusso, gli abiti firmati, lo studio legale in pieno centro, l'abitazione di gran pregio. Un tenore di vita all'insegna del lusso e dell'ostentazione, quello di un notissimo avvocato viareggino. Ma di cui non si trovava traccia... nella dichiarazione dei redditi.

Malgrado la bella vita che conduceva, infatti, per il fisco le sue entrate non andavano oltre i quarantamila euro (questa la cifra denunciata nel 2007). E così gli uomini della Guardia di Finanza di Viareggio hanno deciso di scavare in profondità. Scoprendo che in realtà le entrate del quotato avvocato erano decisamente più consistenti. Certificando redditi non dichiarati e ricavi non contabilizzati evasi nell'ordine dei 3 milioni e 700mila euro.

I controlli da parte delle fiamme gialle sono iniziati alcuni mesi fa. Quando, a fronte dell'elevatissimo stile di vita, i finanzieri sono andati a spulciare la sua ultima dichiarazione dei redditi disponibile. E, non senza sorpresa, hanno notato che con quanto dichiarato in un anno quello che è considerato uno dei principi del foro non avrebbe potuto acquistare neppure l'auto di lusso sulla quale viaggiava.

Nei suoi confronti è stata così aperta una verifica fiscale che ha portato alla luce un'evasione milionaria. Nel dettaglio, l'attività ispettiva effettuata a 360 gradi anche con il ricorso allo sviluppo delle indagini finanziarie, ha permesso di rilevare redditi non dichiarati pari a 3 milioni e 300mila euro, ricavi non contabilizzati per 400mila euro nonché una rilevante evasione dell'iva per un ammontare complessivo di 748mila euro e dell'Irap per un importo superiore ai 140mila euro. Visto che le somme sottratte al fisco e riportate alla luce sono risultate ampiamente superiori alla soglia di non punibilità fissata dalle norme penali tributarie, il professionista viareggino è stato anche destinatario di una segnalazione alla procura della repubblica di Lucca. E adesso rischia - come spiega una nota della Guardia di Finanza - una pena detentiva da uno a tre anni.

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