Il Tirreno

Versilia

Benincasa ricorre al Tar

«Un milione come risarcimento»

Donatella Francesconi
Gli esponenti di Vivere Viareggio brindano (foto sotto) con Alberto Benincasa (primo a sinistra) dopo la revoca del mandato. A lato la conferenza stampa di ieri
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Gli esponenti di Vivere Viareggio brindano (foto sotto) con Alberto Benincasa (primo a sinistra) dopo la revoca del mandato. A lato la conferenza stampa di ieri

Un milione di euro di risarcimento danni. È quanto chiede Alberto Benincasa, vice sindaco dimesso, che annuncia ricorso al Tar contro il provvedimento del sindaco Lunardini e annuncia: «Li devolverò alle vittime della strage di via Ponchielli». Ricorso motivato dal fatto che l'atto di revoca delle deleghe «ha un vizio di forma

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VIAREGGI0. Un milione di euro di risarcimento danni. È quanto chiede Alberto Benincasa, vice sindaco dimesso, che annuncia ricorso al Tar contro il provvedimento del sindaco Lunardini e annuncia: «Li devolverò alle vittime della strage di via Ponchielli». Ricorso motivato dal fatto che l'atto di revoca delle deleghe «ha un vizio di forma. Manca la comunicazione di avvio di procedimento».

Conferenza stampa fiume, ieri mattina, di Alberto Benincasa affiancato dai componenti di Vivere Viareggio. Per raccontare che «il dottor Lunardini è sempre stato informato (da un anno ad oggi) sul progetto casinò. Lunardini - continua Benincasa - ha la copia del Progetto sperimentale fin dalla sua prima elaborazione; ha corretto, rielaborato e votato il 16 luglio la delibera di Giunta che approva il Progetto sperimentale sul Casinò; ha direttamente colloquiato, a Roma, con il presidente commissione finanze della Camera, Gianfranco Conte: nel passato mese di luglio per concordare lo spostamento ad altra data del convegno sul casinò, inizialmente previsto per lo stesso mese (in relazione all'incidente ferroviario)». Ma non solo: «Lunardini - insiste l'ex vice sindaco - ha partecipato a diverse riunioni del Comitato sostenitore del progetto. Una di queste riunioni ha avuto luogo proprio nello studio del sindaco, le altre nell'ufficio del vicesindaco o nella stanza di fronte prima che fosse occupata da uffici di assessori/gabinetto del sindaco). Lunardini, inoltre, è a conoscenza, fin dalla fine di agosto, che il 3 di ottobre ci sarebbe stato il convegno per lanciare la proposta di Casinò sperimentale pilota. A questo Convegno il Sindaco avrebbe dovuto rappresentare l'amministrazione di Viareggio ed illustrarne gli obiettivi». Infine, il sindaco «ha autorizzato tutte le mie missioni a Roma finalizzate alla realizzazione del progetto disponendo il rimborso contabile delle spese da me sostenute e da me rigorosamente documentate».

Con Benincasa messo al bando e Antonio Cima alle prese con la materia casinò, oggi il convegno del 3 ottobre non si farà: «Sono già state fatte le telefonate a Roma per avvertire. Collezionando una brutta figura e regalando il progetto di casinò sperimentale a qualcun altro». In occasione dell'appuntamento, svela Benincasa, «avremmo annunciato che era stato depositato il marchio "Casinò Viareggio Versilia". Evidentemente qualcuno non ha il coraggio di dire che non ne vuole fare di niente. E Viareggio si conferma la città delle occasioni perdute, dove da troppi anni vincono gli interessi di bottega, anche quella politica».

Infine, alla domanda di citare almeno una delle riunioni sul progetto che avrebbe visto tra i partecipanti anche il sindaco Luanrdini, Benincasa risponde: «Sicuramente quella di maggio, quando fu deciso di rinviare il convegno fissato per giugno, così da non entrare in conflitto con Montecatini che andava alle elezioni».

Ne consegue un giudizio senza appello sulla giunta Lunardini e sull'operato dello stesso sindaco: «Invito i cittadini a riflettere - è l'appello di Benincasa - sull'affidabilità di un'amministrazione comunale che sacrifica l'indipendenza del proprio ruolo sull'altare degli interessi di bottega. Per quanto riguarda, invece, le motivazioni addotte per la revoca del mandato le trovo semplicemente ridicole».

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