Il Tirreno

Versilia

Il cassintegrato che si è messo a fare gli idrovolanti

Donatella Francesconi
Castelfranco di Sotto: Ermanno Cavallini e l’idrovolante con il quale è ammarato a Viareggio
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Castelfranco di Sotto: Ermanno Cavallini e l’idrovolante con il quale è ammarato a Viareggio

Nelle Marche è nata una fabbrica di ultraleggeri: sono per gli yacht, costano dai 65mila euro in su

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VIAREGGIO. Il suo motto, dice, è «far volare tutti». Così ha inforcato l'idrovolante e per ribadire il concetto è ammarato sulla spiaggia ad un passo dal Molo. Beccandosi una multa di 200 euro da parte della Capitaneria di porto. Sanzione che Ermanno Cavallini, 45 anni, originario di Castelfranco di Sotto, è deciso ad impugnare. «Per difendere i diritti di noi ultraleggeri».

No, Cavallini non è un peso piuma. Ma il pilota di un idrovolante uscito fresco fresco dalla fabbrica di costruzioni aereonavali "il Gabbiano" appena nata a Fano, nelle Marche. «Quello con il quale sono ammarato a Viareggio - racconta Cavallini - è il primo che abbiamo costruito. Ma un altro è già in lavorazione». Il plurale è d'obbligo, perché in questa avventura "spaziale" Ermanno si è buttato insieme al socio Gualtiero Mancini. Dopo aver perso il lavoro nel settore della nautica adriatica: «Tra un mese è finita la cassaintegrazione», racconta Cavallini che a Fano si è anche messo a capo di un gruppo di "dismessi" dalla produzione navale battendosi per rilanciarla.

In realtà la storia lavorativa di Ermanno è lunga: perito in costruzioni aeronautiche, ha operato per quattordici anni nel campo dell'informatica in quel di Empoli. Vittima della crisi Ibm è rimasto nel settore cambiando azienda: «Poi la separazione, un brutto incidente d'auto, il trasferimento sull'Adriatico per caso». Lì, dal nulla, Cavallini si butta nella nautica e lavora, conto terzi, esclusivamente per i grandi yacht targati Ferretti. Quando la crisi comincia a mordere, lui torna al primo amore: il volo.

L'ammaraggio a Viareggio e la multa, ammette, «sono stati un modo per far conoscere i nostri prodotti». Idrovolanti ultraleggeri, dai 65mila euro il modello base ai 200mila dell'extra lusso: «Si montano sui grandi yacht, hanno le ali ed il timone pieghevoli». Si vendono soprattutto ha chi ha la barca e usa il velivolo per spostarsi velocemente da un porto all'altro. «Metà del costo è l'elettronica», sottolinea l'ingegnoso cassintegrato: «Sui modelli extra lusso montiamo la tecnologia dei mezzi utilizzati nella seconda guerra mondiale». Quando Italo Balbo ammarava davanti alla Capannina di Forte dei Marmi.

«Non è possibile - è la protesta - che da Capitaneria di porto in Capitaneria cambi la valutazione sulla nostra possibilità di ammarare o meno. A quella di Viareggio ho fatto una richiesta ufficiale per un'ordinanza specifica che ci consenta di portare i veicoli per un giorno o due e tenere una dimostrazione. Attendo una risposta. Gli ultraleggeri sono ormai la nuova aviazione turistica, decisamente più economica. Basta pensare che idrovolanti operano già nel porto di Palermo».

Ieri all'ora di pranzo Ermanno Cavallini è ripartito da Castelfranco, dove aveva "parcheggiato" il velivolo multato a Viareggio, ed è tornato a Senigallia, al campo volo che utilizza come base. «Sono già in fabbrica - ci diceva al telefono nel tardo pomeriggio - ad esaminare le vernici per il prossimo ultraleggero che "sforneremo"». Per riprendere la via del cielo, «in perpetuo volo» come i gabbiani. Come poetava Vincenzo Cardarelli.

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