Il dolore
LA STRAGE DI VIAREGGIO
Elisabeth lascia il centro ustionati
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VIAREGGIO. «Bisognerebbe farla vedere all’amministratore delegato delle Ferrovie...». Si strappa rabbiosamente mascherina e cuffia, Luca Lunardini, all’ospedale Versilia dopo essere uscito dalla stanza dove è stata trasferita Elisabeth Guadalupe Silva, 36 anni, una dei feriti gravi nella strage di via Ponchielli. Accanto a lei ci sono il fratello, scampato al disastro per un ritardo del treno. E la sorella minore arrivata dall’Ecuador dove vivono i due figli di Elisabeth, di 11 e 16 anni.
Ogni movimento è un dolore, per gli arti feriti. E negli occhi sono fisse le immagini di quella notte. Elisabeth è arrivata al Versilia ieri mattina, dopo essere stata dimessa dal Centro ustionati di Cisanello diretto dal professor Antonio Di Lonardo. «La paziente - si legge in una nota diffusa per questa occasione dall’Azienda ospedaliera pisana - ha concluso il percorso terapeutico dal punto di vista delle ustioni, che sono guarite. E adesso potrà sottoporsi a un ciclo riabilitativo nell’ospedale della sua città». Elisabeth, continua il bollettino dell’ospedale, «aveva riportato ustioni su quasi il 50 per cento della superficie corporea ed è riuscita a superare le fasi più critiche nonostante le numerose complicanze sopraggiunte durante la degenza».
Per raggiungere lo stadio del trasferimento la donna ha subito «numerosi interventi chirurgici, in cui l’èquipe si è avvalsa di tecniche avanzate di ricostruzione e impiego di cute omologa proveniente dalla Banca della cute di Siena. Gli esiti degli interventi saranno sottoposti a valutazione fra meno di un anno». Vedere Elisabeth nel letto d’ospedale, con i segni del fuoco sul corpo, i macchinari cui è ancora attaccata, il dolore agli arti inferiori, è una fitta al cuore che riporta direttamente a quella maledetta ed incredibile notte.
La giovane donna parla a fatica, ma al sindaco in visita racconta tutto l’orrore vissuto: «Ci ha avvertito un amico. Ha detto che c’era un treno che fumava sui binari e che bisognava scappare». Il tempo di arrivare alla porta e aprirla: «Ci ha assalito un odore così forte che ci veniva da vomitare». È un attimo, Elisabeth e gli amici non sanno che fare: «Improvviso lo scoppio ed il fuoco insieme. Sono rimasta immobile». Fino a che «un vigile del fuoco non mi è venuto incontro tra le fiamme e mi ha portato fuori». L’amica che era con lei, Magdalena Cruiz Oliva, non ce l’ha fatta. La sua è una delle bare che sono state adagiate sul prato dello stadio dei Pini nel giorno delle esequie solenni.
Elisabeth tiene duro: per i suoi ragazzi, per la famiglia che anche da lontano le si stringe intorno, per le amiche che non l’hanno lasciata un attimo in questi mesi di ricovero. Per i suoi parenti, però, serve sostegno economico: il fratello è in congedo dal lavoro, la sorella è arrivata dall’Ecuador con un visto di sei mesi per assisterla. «Fate presente le vostre esigenze al servizio sociale spiegando che avete già parlato con il sindaco», ha detto loro Lunardini. Ma c’è bisogno che anche gli aiuti raccolti attraverso la solidarietà cittadina si facciano carico di queste persone.
Ancora nel pomeriggio di ieri il sindaco ha incontrato a Lucca il ministro dei trasporti e infrastrutture, Altero Matteoli. «Ho chiesto che venga a Viareggio ufficialmente - spiega Lunardini - ed ho già avuto risposta affermativa. Attendo solo di conoscere la data dalla sua segreteria». Nell’occasione il sindaco ha chiesto proprio a Matteoli «di dare notizie sull’inchiesta ministeriale aperta in merito al disastro e sulle possibili strade per l’anticipo degli indennizzi alle vittime». In agenda, anche notizie fresche sulla terza corsia e sulle infrastrutture necessarie alla città, comprese quelle portuali.
Ogni movimento è un dolore, per gli arti feriti. E negli occhi sono fisse le immagini di quella notte. Elisabeth è arrivata al Versilia ieri mattina, dopo essere stata dimessa dal Centro ustionati di Cisanello diretto dal professor Antonio Di Lonardo. «La paziente - si legge in una nota diffusa per questa occasione dall’Azienda ospedaliera pisana - ha concluso il percorso terapeutico dal punto di vista delle ustioni, che sono guarite. E adesso potrà sottoporsi a un ciclo riabilitativo nell’ospedale della sua città». Elisabeth, continua il bollettino dell’ospedale, «aveva riportato ustioni su quasi il 50 per cento della superficie corporea ed è riuscita a superare le fasi più critiche nonostante le numerose complicanze sopraggiunte durante la degenza».
Per raggiungere lo stadio del trasferimento la donna ha subito «numerosi interventi chirurgici, in cui l’èquipe si è avvalsa di tecniche avanzate di ricostruzione e impiego di cute omologa proveniente dalla Banca della cute di Siena. Gli esiti degli interventi saranno sottoposti a valutazione fra meno di un anno». Vedere Elisabeth nel letto d’ospedale, con i segni del fuoco sul corpo, i macchinari cui è ancora attaccata, il dolore agli arti inferiori, è una fitta al cuore che riporta direttamente a quella maledetta ed incredibile notte.
La giovane donna parla a fatica, ma al sindaco in visita racconta tutto l’orrore vissuto: «Ci ha avvertito un amico. Ha detto che c’era un treno che fumava sui binari e che bisognava scappare». Il tempo di arrivare alla porta e aprirla: «Ci ha assalito un odore così forte che ci veniva da vomitare». È un attimo, Elisabeth e gli amici non sanno che fare: «Improvviso lo scoppio ed il fuoco insieme. Sono rimasta immobile». Fino a che «un vigile del fuoco non mi è venuto incontro tra le fiamme e mi ha portato fuori». L’amica che era con lei, Magdalena Cruiz Oliva, non ce l’ha fatta. La sua è una delle bare che sono state adagiate sul prato dello stadio dei Pini nel giorno delle esequie solenni.
Elisabeth tiene duro: per i suoi ragazzi, per la famiglia che anche da lontano le si stringe intorno, per le amiche che non l’hanno lasciata un attimo in questi mesi di ricovero. Per i suoi parenti, però, serve sostegno economico: il fratello è in congedo dal lavoro, la sorella è arrivata dall’Ecuador con un visto di sei mesi per assisterla. «Fate presente le vostre esigenze al servizio sociale spiegando che avete già parlato con il sindaco», ha detto loro Lunardini. Ma c’è bisogno che anche gli aiuti raccolti attraverso la solidarietà cittadina si facciano carico di queste persone.
Ancora nel pomeriggio di ieri il sindaco ha incontrato a Lucca il ministro dei trasporti e infrastrutture, Altero Matteoli. «Ho chiesto che venga a Viareggio ufficialmente - spiega Lunardini - ed ho già avuto risposta affermativa. Attendo solo di conoscere la data dalla sua segreteria». Nell’occasione il sindaco ha chiesto proprio a Matteoli «di dare notizie sull’inchiesta ministeriale aperta in merito al disastro e sulle possibili strade per l’anticipo degli indennizzi alle vittime». In agenda, anche notizie fresche sulla terza corsia e sulle infrastrutture necessarie alla città, comprese quelle portuali.
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