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Ricostruzione: ecco il Piano
Donatella Francesconi
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PROTEZIONE CIVILE. Guido Bertolaso, capo del dipartimentoMantenere il tessuto abitativo e produttivo e «riqualificare» l'area interessata dagli effetti devastanti dell'incidente ferroviario, comprendente «via Ponchielli e parte di via Porta Pietrasanta».
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VIAREGGIO. Mantenere il tessuto abitativo e produttivo e «riqualificare» l'area interessata dagli effetti devastanti dell'incidente ferroviario, comprendente «via Ponchielli e parte di via Porta Pietrasanta». Ovvero la cosiddetta "zona rossa". È l'intento del Piano degli interventi presentato al Governo dal commissario per la ricostruzione, Claudio Martini. Piano che definisce chi va e chi resta.
Lato mare. Per gli edifici posti nell'area di rispetto ferroviario «si rende necessario ipotizzare la delocalizzazione di alcune unità immobiliari, con assegnazione di un contributo per l'acquisto» altrove.
Lato monte. Da censimento effettuato dai tecnici della Provincia, gli edifici di via Ponchielli, lato monte, e via Aurelia Nord interessati dall'esplosione sono complessivamente 19. Di cui 2 distrutti, 4 da demolire, 4 da sottoporre a ristrutturazione pesante, 4 a ristrutturazione media, 6 ad una riparazione limitata dei danni subiti.
Gli edifici distrutti o da demolire sono tutti situati fuori dalla zona di rispetto ferroviario, ad esclusione di una limitatissima porzione dei fabbricati ai civici 32, 36 di via Ponchielli e di una pertinenza. Per quelli dal 42 al 58 e dal 16 al 18, «tutti danneggiati in modo medio/lieve» il ripristino «sarà effettuato dai singoli proprietari a favore dei quali saranno concessi i necessari contributi». Per il primo gruppo (48-56) l'attività di ripristino «potrà essere presumibilmente avviata entro ottobre». Mentre per il secondo «l'avvio dei lavori non potrà avvenire prima della fine di novembre». Quando saranno terminate «le attività di verifica relative alla eventuale presenza di inquinanti nell'intera area interessata dai crolli».
Per il gruppo di case dal civico 6 al 12 «è necessario procedere ad un completamento di istruttoria ai fini di verificare la fattibilità del ripristino e ricostruzione, alle luce della possibilità di mantenere in essere una pertinenza al civico 10, posta nell'area di rispetto ferroviario, essenziale per lo svolgimento dell'attività produttiva localizzata». Se l'esito della valutazione fosse negativo, allora la pertinenza dovrebbe essere abbattuta.
Distrutti e/o da demolire. Due gli scenari possibili: gli immobili vengono ricostruiti sul posto a cura dei proprietari, oppure trovano posto altrove anche mediante acquisto. Il tutto dopo aver ricevuto il contributo pubblico spettante.
Ponchielli lato Fs e via Porta Pietrasanta. Qui si trovano gli 8 edifici «che hanno subito l'impatto più devastante». Di questi 2 sono distrutti, 5 da demolire, 1 da sottoporre a ristrutturazione pesante (dove si trova anche l'azienda di ponteggi). Per questo fabbricato «il ripristino sarà effettuato dai singoli proprietari a favore dei quali saranno concessi i necessari contributi». Tutti gli edifici demoliti, invece, troveranno sede altrove: o ricostruiti o acquistati.
Costi ricostruzione. Nel Piano presentato dal commissario il fabbisogno per ripristino e delocalizzazione è stimato in 20.800.000 euro.
Extra zona rossa. Riparare i danni subiti dagli immobili fuori dalla zona rossa costerà, è la stima, 2 milioni di euro.
Altri costi. Un nuovo attraversamento ferroviario al posto della passerella distruttuta ha un costo, nel Piano, di 5 milioni. Ai quali se ne aggiungono quasi 2 per rispristino servizi e arredo urbano. Si arriva così a quota 29.700.000 euro totali. Cifra alla quale vanno sommati altri 2 milioni e mezzo di spese varie: dagli affitti ai funerali solenni (300mila euro), ad un contributo di 400mila euro per la copertura degli «interventi disposti in emergenza dal Comune». Per un totale di 32.220.000 euro rispetto ai 17 disponibili.
Donatella Francesconi
Lato mare. Per gli edifici posti nell'area di rispetto ferroviario «si rende necessario ipotizzare la delocalizzazione di alcune unità immobiliari, con assegnazione di un contributo per l'acquisto» altrove.
Lato monte. Da censimento effettuato dai tecnici della Provincia, gli edifici di via Ponchielli, lato monte, e via Aurelia Nord interessati dall'esplosione sono complessivamente 19. Di cui 2 distrutti, 4 da demolire, 4 da sottoporre a ristrutturazione pesante, 4 a ristrutturazione media, 6 ad una riparazione limitata dei danni subiti.
Gli edifici distrutti o da demolire sono tutti situati fuori dalla zona di rispetto ferroviario, ad esclusione di una limitatissima porzione dei fabbricati ai civici 32, 36 di via Ponchielli e di una pertinenza. Per quelli dal 42 al 58 e dal 16 al 18, «tutti danneggiati in modo medio/lieve» il ripristino «sarà effettuato dai singoli proprietari a favore dei quali saranno concessi i necessari contributi». Per il primo gruppo (48-56) l'attività di ripristino «potrà essere presumibilmente avviata entro ottobre». Mentre per il secondo «l'avvio dei lavori non potrà avvenire prima della fine di novembre». Quando saranno terminate «le attività di verifica relative alla eventuale presenza di inquinanti nell'intera area interessata dai crolli».
Per il gruppo di case dal civico 6 al 12 «è necessario procedere ad un completamento di istruttoria ai fini di verificare la fattibilità del ripristino e ricostruzione, alle luce della possibilità di mantenere in essere una pertinenza al civico 10, posta nell'area di rispetto ferroviario, essenziale per lo svolgimento dell'attività produttiva localizzata». Se l'esito della valutazione fosse negativo, allora la pertinenza dovrebbe essere abbattuta.
Distrutti e/o da demolire. Due gli scenari possibili: gli immobili vengono ricostruiti sul posto a cura dei proprietari, oppure trovano posto altrove anche mediante acquisto. Il tutto dopo aver ricevuto il contributo pubblico spettante.
Ponchielli lato Fs e via Porta Pietrasanta. Qui si trovano gli 8 edifici «che hanno subito l'impatto più devastante». Di questi 2 sono distrutti, 5 da demolire, 1 da sottoporre a ristrutturazione pesante (dove si trova anche l'azienda di ponteggi). Per questo fabbricato «il ripristino sarà effettuato dai singoli proprietari a favore dei quali saranno concessi i necessari contributi». Tutti gli edifici demoliti, invece, troveranno sede altrove: o ricostruiti o acquistati.
Costi ricostruzione. Nel Piano presentato dal commissario il fabbisogno per ripristino e delocalizzazione è stimato in 20.800.000 euro.
Extra zona rossa. Riparare i danni subiti dagli immobili fuori dalla zona rossa costerà, è la stima, 2 milioni di euro.
Altri costi. Un nuovo attraversamento ferroviario al posto della passerella distruttuta ha un costo, nel Piano, di 5 milioni. Ai quali se ne aggiungono quasi 2 per rispristino servizi e arredo urbano. Si arriva così a quota 29.700.000 euro totali. Cifra alla quale vanno sommati altri 2 milioni e mezzo di spese varie: dagli affitti ai funerali solenni (300mila euro), ad un contributo di 400mila euro per la copertura degli «interventi disposti in emergenza dal Comune». Per un totale di 32.220.000 euro rispetto ai 17 disponibili.
Donatella Francesconi
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