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L'addio di Laudadio«Il mio successore? Sceglierei Spagnoli»

Claudio Vecoli
Paolo Virzì alla serata finale del festival mentre riceve il premio Fellini 8 e mezzo
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Paolo Virzì alla serata finale del festival mentre riceve il premio Fellini 8 e mezzo

Vuole andarsene in punta di piedi. Ma non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E, soprattutto, detta le sue condizioni per un suo possibile coinvolgimento nel «nuovo corso» del festival. A cominciare dalla scelta del direttore artistico che prenderà il suo posto

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VIAREGGIO. Vuole andarsene in punta di piedi. Ma non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E, soprattutto, detta le sue condizioni per un suo possibile coinvolgimento nel «nuovo corso» del festival. A cominciare dalla scelta del direttore artistico che prenderà il suo posto, per il quale indica il nome del giornalista, regista e studioso di cinema Marco Spagnoli (con al suo fianco il giornalista viareggino Umberto Guidi). Felice Laudadio, timoniere di EuropaCinema per ventisei anni, non torna dunque sui suoi passi. E nella sua conferenza stampa di addio traccia il bilancio della sua esperienza «in quella che considero la mia città d'adozione».

Numeri.
Laudadio ne utilizza due simbolici per far comprendere come si sia ridimensionato il festival dal suo arrivo a Viareggio (nel 1989) ad oggi. Il suo primo anno di EuropaCinema in città il catalogo del festival era di 500 pagine, quello dell'ultima edizione è di appena 44 fogli. Altri tempi (e altre risorse). Ma con una considerazione sottintesa: per dare nuovo vigore al festival, occorrerà investirci. Anche finanziariamente.

Sassolini/1.
Il primo sassolino che Laudadio si toglie riguarda le troppe interferenze subite nell'ultima edizione del festival. «Interferenze pesanti come non mai nei precedenti vent'anni», affonda. Evitando però di spiegare le origini di tante pressioni esterne.

Sassolini/2.
Il secondo attacco è per l'Università di Pisa che, dopo anni di proficua collaborazione, quest'anno hanno boicottato EuropaCinema. «Ringrazio il professor Cuccu, che è sempre stata persona di grande correttezza e che ci ha seguito fino allo scorso anno». Ma lo stesso ringraziamento non lo estende ad altri docenti che nel corso dell'ultima edizione si sarebbero defilati.

Sassolini/3.
A Laudadio non sono poi andate giù certe «chiacchiere e calunnie» sul suo conto riguardo al compenso di direttore. «Qualcuno ha messo in giro ad arte la voce che il mio cachet per EuropaCinema era di 80/90mila euro, confondendo il fatturato dell'associazione con quanto da me percepito. In realtà il mio compenso reale è stato di 25mila euro lordi. Il che equivale a mille euro netti al mese. E vi posso assicurare che questo non è certo il mio cachet abituale di direttore di festival».

Travagli.
Laudadio ha poi ripercorso la storia dell'ultima, travagliata edizione. «Il 13 giugno dello scorso anno, poche settimane dopo l'elezione della nuova amministrazione comunale, ebbi un incontro con il sindaco con l'assicurazione di proseguire la mia esperienza senza modificare il budget.

A settembre fu deciso un primo taglio con un conseguente primo cambio di programma. Il 19 novembre, infine, ho ricevuto una lettera di giubilazione da parte dell'assessore Costagliola collegata ad un ulteriore, pesante ridimensionamento delle risorse. Perché questo gioco al massacro? Credo che vi siano state pressioni esterne e che il clima si sia invelenito. E che in tutto ciò l'amministrazione comunale abbia peccato di inesperienza».

L'eredità. Laudadio guarda al futuro di EuropaCinema. «Non basta un marchio per fare un festival. Credo che ad Europacinema debba essere garantita una autonomia culturale. Una cosa è certa: la manifestazione non deve morire, ma al tempo stesso non può diventare altro».

Successori.
Il direttore uscente del festival racconta di aver inviato una lettera all'amministrazione comunale in cui propone scelte condivise. E in cui fa due nomi per la guida del festival. Il primo è quello di Marco Spagnoli, regista, giornalista e soprattutto esperto di cinema (in questi giorni ha condotto gli incontri di attori e registi con il pubblico): lui, per Laudadio, è il nome giusto come prossimo direttore artistico. Al suo fianco propone poi nei panni di condirettore toscano il giornalista Umberto Guidi, collega della Nazione. «Sono nomi che io consiglio perché ritengo competenti da un punto di vista tecnico. Poi, naturalmente, ognuno farà ciò che vuole».

Presidente onorario.
Dall'assessore alla cultura, Ciro Costagliola, è partita la proposta di coinvolgere Laudadio anche nel futuro del festival nei panni di presidente onorario. «Quando avrete scelto il nuovo direttore artistico, scioglierò la mia riserva».

Nuova avventura.
Intanto, alla fine di gennaio, Laudadio lancerà il «Bifest», festival internazionale di film e tv in programma nella sua Bari. Otto giorni di grandi eventi fra grande cinema e fiction. Il nuovo EuropaCinema si affaccerà sull'Adriatico.

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