Sicurezza
CARNEVALE
Bocciato il bozzetto dei Lebigre
Claudio Vecoli
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SATIRA GRAFFIANTE. I carristi italo-francesi Gilbert Lebigre e Corinne RogerUna città del futuro completamente blindata che cammina su gambe metalliche, difesa da armi che sparano coriandoli. E con quattro «colonnelli» della Lega Nord (Maroni, Calderoli, Borghezio e Salvini) a presidiarne ogni ingresso. È il carro - dal titolo emblematico: Padroni a casa nostra
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VIAREGGIO. Una città del futuro completamente blindata che cammina su gambe metalliche, difesa da armi che sparano coriandoli. E con quattro «colonnelli» della Lega Nord (Maroni, Calderoli, Borghezio e Salvini) a presidiarne ogni ingresso. È il carro - dal titolo emblematico: Padroni a casa nostra - che Gilbert Lebigre e Corinne Roger avrebbero voluto portare il corso per l'edizione 2010 del Carnevale.
Ma quel carro - almeno così come concepito dai due costruttori - sui viali a mare non sfilerà mai. La commissione progetti, infatti, ha bocciato il bozzetto presentato dalla coppia Lebigre-Roger ed ha chiesto ai due carristi italo-francesi di presentarne (e al più presto) uno nuovo. Motivazione (ufficiale): il carro sarebbe «poco emozionante» e i personaggi che vi sono raffigurati «non hanno una rilevanza internazionale».
Per Gilbert Lebigre e Corinne Roger, però, il vero motivo della bocciatura sarebbe ben altro. Ed avrebbe un nome ben preciso: censura. Alla commissione progetti - dei cui componenti al momento viene tenuto riservato il nome - non sarebbe andato giù il contenuto del carro, evidentemente critico nei confronti della politica di chiusura adottata dal governo Berlusconi nei confronti dell'immigrazione.
«Questa bocciatura - tuona Gilbert Lebigre con accanto la moglie Corinne - ha tutto il sapore della censura. Evidentemente l'idea portante del carro non piace ad alcuni di coloro che sono chiamati a giudicare i bozzetti. Così, con motivazioni che non hanno alcun fondamento, ci viene richiesto di presentare un nuovo bozzetto».
Per i due costruttori, l'accusa di aver realizzato un carro «poco emozionante» non sta in piedi: «Credo che il nostro contributo negli anni al Carnevale di Viareggio abbia dimostrato che proprio l'elemento dell'emozione trasmessa al pubblico è una delle nostre prerogative principali». E, ancor meno, regge la critica di scarso rilievo internazionale dei personaggi rappresentati. «A parte che il personaggio centrale del carro è Silvio Berlusconi - ribatte la coppia di costruttori - i personaggi leghisti che abbiamo deciso di rappresentare sono volti noti della politica italiana. Due di loro sono ministri con importanti incarichi istituzionali e gli altri due sono conosciuti per le loro esternazioni. E poi non ci sembra che fino ad oggi il criterio dell'internazionalità dei personaggi rappresentati sui carri sia mai stato un criterio di giudizio da parte della commissione progetti».
I due carristi difendono poi la bontà della loro idea. «Il tema del contrasto dell'immigrazione - spiegano - è quantomai d'attualità. Basta sfogliare i giornali delle ultime settimane per vedere come i titoli dei principali quotidiani siano proprio sulle norme sempre più restrittive contro l'immigrazione, sull'introduzione delle ronde o sulla politica dei respingimenti. Indipendentemente da questo, comunque, io credo che in gioco ci sia la libertà d'espressione dei carristi all'interno del Carnevale.
Per questo abbiamo subito comunicato le decisioni che ci riguardavano anche al presidente dell'Assocarristi Fabrizio Galli e ad altri costruttori. Speriamo che su questo tema ci sia anche una mobilitazione da parte della categoria».
Lebigre e Roger non intendono tuttavia arrendersi al verdetto della commissione. E sono pronti a dare battaglia. «Innanzitutto abbiamo richiesto alla Fondazione Carnevale i verbali della riunione della commissione progetti in modo da capire cosa ci viene esattamente contestato. E, contemporaneamente, abbiamo chiesto di poter avere un incontro urgente con i componenti della commissione».
Ma quel carro - almeno così come concepito dai due costruttori - sui viali a mare non sfilerà mai. La commissione progetti, infatti, ha bocciato il bozzetto presentato dalla coppia Lebigre-Roger ed ha chiesto ai due carristi italo-francesi di presentarne (e al più presto) uno nuovo. Motivazione (ufficiale): il carro sarebbe «poco emozionante» e i personaggi che vi sono raffigurati «non hanno una rilevanza internazionale».
Per Gilbert Lebigre e Corinne Roger, però, il vero motivo della bocciatura sarebbe ben altro. Ed avrebbe un nome ben preciso: censura. Alla commissione progetti - dei cui componenti al momento viene tenuto riservato il nome - non sarebbe andato giù il contenuto del carro, evidentemente critico nei confronti della politica di chiusura adottata dal governo Berlusconi nei confronti dell'immigrazione.
«Questa bocciatura - tuona Gilbert Lebigre con accanto la moglie Corinne - ha tutto il sapore della censura. Evidentemente l'idea portante del carro non piace ad alcuni di coloro che sono chiamati a giudicare i bozzetti. Così, con motivazioni che non hanno alcun fondamento, ci viene richiesto di presentare un nuovo bozzetto».
Per i due costruttori, l'accusa di aver realizzato un carro «poco emozionante» non sta in piedi: «Credo che il nostro contributo negli anni al Carnevale di Viareggio abbia dimostrato che proprio l'elemento dell'emozione trasmessa al pubblico è una delle nostre prerogative principali». E, ancor meno, regge la critica di scarso rilievo internazionale dei personaggi rappresentati. «A parte che il personaggio centrale del carro è Silvio Berlusconi - ribatte la coppia di costruttori - i personaggi leghisti che abbiamo deciso di rappresentare sono volti noti della politica italiana. Due di loro sono ministri con importanti incarichi istituzionali e gli altri due sono conosciuti per le loro esternazioni. E poi non ci sembra che fino ad oggi il criterio dell'internazionalità dei personaggi rappresentati sui carri sia mai stato un criterio di giudizio da parte della commissione progetti».
I due carristi difendono poi la bontà della loro idea. «Il tema del contrasto dell'immigrazione - spiegano - è quantomai d'attualità. Basta sfogliare i giornali delle ultime settimane per vedere come i titoli dei principali quotidiani siano proprio sulle norme sempre più restrittive contro l'immigrazione, sull'introduzione delle ronde o sulla politica dei respingimenti. Indipendentemente da questo, comunque, io credo che in gioco ci sia la libertà d'espressione dei carristi all'interno del Carnevale.
Per questo abbiamo subito comunicato le decisioni che ci riguardavano anche al presidente dell'Assocarristi Fabrizio Galli e ad altri costruttori. Speriamo che su questo tema ci sia anche una mobilitazione da parte della categoria».
Lebigre e Roger non intendono tuttavia arrendersi al verdetto della commissione. E sono pronti a dare battaglia. «Innanzitutto abbiamo richiesto alla Fondazione Carnevale i verbali della riunione della commissione progetti in modo da capire cosa ci viene esattamente contestato. E, contemporaneamente, abbiamo chiesto di poter avere un incontro urgente con i componenti della commissione».
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