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Versilia

EMERGENZA

Influenza A, 62 casi sospetti da fine luglio

Chiara Sillicani
<strong>CASI SOSPETTI.</strong> Sono 62 da luglio ad oggi Ma nessun ricovero
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CASI SOSPETTI. Sono 62 da luglio ad oggi Ma nessun ricovero

Non è ancora emergenza in Versilia, ma l'influenza A è arrivata. Dal 27 luglio al 20 settembre i casi sospetti sono stati 61. A cui si aggiunge quello di un uomo di mezza età trasferito ieri all'ospedale di Pisa. Si è presentato al Pronto Soccorso con i sintomi dell'influenza: febbre, problemi alle vie respiratorie, dolori agli arti

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VIAREGGIO. Non è ancora emergenza in Versilia, ma l'influenza A è arrivata. Dal 27 luglio al 20 settembre i casi sospetti sono stati 61. A cui si aggiunge quello di un uomo di mezza età trasferito ieri all'ospedale di Pisa. Si è presentato al Pronto Soccorso con i sintomi dell'influenza: febbre, problemi alle vie respiratorie, dolori agli arti.

«Si tratta di una persona affetta da patologie indipendenti dal virus H1 N1 - fanno sapere i sanitari - per questo è stato deciso il trasferimento a Pisa».

Casi sospetti. Nessun dato sui casi accertati. Le statistiche riguardano i casi sospetti. Il dottor Stefano Pieroni, direttore dell'unita funzionale di igiene e sanità pubblica, spiega il perché. «Inizialmente il Ministero ha imposto di verificare tutti i casi facendo un tampone ai pazienti, le cose sono cambiate quando la maggior parte dei soggetti con sintomi influenzali risultavano affetti dal virus H1 N1». Insomma, oggi quando qualcuno si presenta al Pronto Soccorso con sintomatologia da influenza A viene immediatamente trattato. Con gli stessi farmaci utilizzati per le più comuni e meno temute influenze stagionali. E la cura si chiama paracetamolo. Un termine difficile per indicare gli antipiretici.

I più colpiti. «I 61 casi - spiegano il dottor Pieroni e il collega Franco Barghini - si sono concentrati dalla fine di luglio alla fine di agosto». Nella settimana compresa tra il 27 luglio e il 2 agosto sono stati 12 i pazienti trattati, stesso numero nei sette giorni successivi. Dal 10 al 16 agosto il numero è sceso di uno, sempre undici casi sospetti dal 17 al 23 di agosto, poi il numero è diminuito e dal 14 al 20 settembre solo un paziente si è presentato con sintomi influenzali. I più colpiti sono i giovani, la fascia di età a rischio è quella tra i 10 e i 30 anni. Si ammalano di meno gli over 65 (solo due casi), per loro però è più alta la possibilità di complicanze. Dei 61 pazienti con sintomi da influenza A, 31 avevano dai 25 ai 24 anni. «Si tratta - spiega Pieroni - di giovani tornati da viaggi all'estero e soprattutto dall'Inghilterra». Solo un bambino con meno di quattro anni. Sette casi sospetti tra i 25 e i 34 anni e tra i 35 e i 44.

Buone notizie. Dati incoraggianti ci sono. Nell'Asl 12 non ci sono stati ricoveri e i risultati dei tamponi eseguiti hanno dato esito negativo. «Il tampone - spiegano Peironi e Barghini - permette di verificare la presenza del virus. Dal 27 luglio ad oggi in media ne è stato fatto uno a settimana e i risultati sono sempre stati negativi». È probabile quindi che tra i pazienti trattati, alcuni non avessero contratto il virus.

Organizzazione. La pandemia ha messo in moto la macchina sanitaria a tutti i livelli. «Le prime indicazioni arrivano dall'Organizzazione Mondiale della Sanità - spiega il dottor Franco Barghini -, poi l'Europa detta le sue linee guida. Il sistema sanitario nazionale definisce un piano che è attuato a livello regionale e nello specifico da ciascuna Asl, secondo le proprie necessità. «All'Ospedale Versilia - chiarisce - non c'è un reparto di malattie infettive, quindi ci appoggeremo a Massa, Lucca e Pisa. Esiste un'unità di crisi composta dal direttore sanitario e da rappresentanti di tutti i settori sanitari di cui anch'io faccio parte. Lavoriamo al coordinamento tra reparti e alla definizione di percorsi comuni».

Il vaccino. Dovrebbe essere distribuito a novembre. Sarà somministrato secondo linee guida ministeriali. Primi della lista gli operatori dei servizi primari, dai sanitari agli uomini della protezione civile. Poi tutti i soggetti a rischio, gli immunodepressi, i malati oncologici, i cardiopatici, gli asmatici, i diabetici. Quindi il resto della popolazione.

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