Sicurezza
LO SCONTRO
«Casinò nel mirino della Procura?»
Donatella Francesconi
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Da sin. il sindaco Luca Lunardini, il vice Alberto Benincasa, il centro congressi Principe di Piemonte«Cosa c'è realmente sotto l'iniziativa del sindaco in materia di casinò? Ci sono indagini della magistratura? Esponenti delle forze dell'ordine sono venuti in Comune? È successo qualcosa che dobbiamo sapere?». Sono rimaste senza risposta le domande
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VIAREGGIO. «Cosa c'è realmente sotto l'iniziativa del sindaco in materia di casinò? Ci sono indagini della magistratura? Esponenti delle forze dell'ordine sono venuti in Comune? È successo qualcosa che dobbiamo sapere?». Sono rimaste senza risposta le domande che Milziade Caprili ha rivolto, martedì notte, al sindaco Lunardini intervenendo dai banchi della Sinistra Arcobaleno, di cui è capogruppo.
Nella replica all'interrogazione, il primo cittadino ha saltato a piè pari i quesiti posti dall'ex senatore di Rifondazione comunista sull'interessamento o meno della magistratura. «Gli risponderò per scritto - ha spiegato il mattino dopo -: erano talmente tante le domande poste in consiglio che qualcosa è rimasto in sospeso per forza...».
Poco prima era stato Andrea Palestini, consigliere comunale del Pd, oltre che avversario di Lunardini alle ultime amministrative, a chiedere «se il indaco abbia avuto bisogno di prendere le distanze perché ci sono fatti specifici o rischi reali legati all'attività fin qui svolta in materia di casinò. Se è così, allora Lunardini spieghi di cosa si tratta. La città ed il consiglio comunale hanno il diritto di sapere cosa è accaduto. Da questo non potete sfuggire».
Sempre in tema di domande senza risposta, va aggiunta quella del capogruppo del Partito democratico, Antonio Batistini: «Il vice sindaco Benincasa gode ancora della fiducia del sindaco?».
L'interrogativo resta sospeso nell'aula del consiglio comunale, mentre l'interessato si trova impegnato nella serata che "Europacinema" ha dedicato alla strage di via Ponchielli: seduto vicino all'assessore alla cultura Ciro Costagliola, indicato come suo successore, Benincasa ha rappresentato per l'occasione il suo sindaco. Che, da sabato - quando ha posto la questione della fiducia venuta meno utilizzando una nota diffusa a mezzo stampa - si è ben guardato da mettere mano all'unico atto dovuto in queste situazioni: il ritiro delle deleghe al suo vice, nonché assessore al porto.
«Non esco da questa stanza finché non firmi»: più o meno questa la frase che il coordinatore comunale del Pdl, Giovanni Santini, ha provato a spendere lunedì mattina con Luca Lunardini, barricato nella stanza del capo di gabinetto, Sabrina Squitieri. Poiché non ci risulta che Santini abbia occupato il Comune, se ne deduce che il primo round l'abbia vinto il sindaco. Riuscendo a prendere tempo. Almeno fino a sabato, quando casinò e scontro politico conseguente approderanno al coordinamento regionale del Pdl, convocato a Firenze.
Giovanni Santini non si è perso d'animo, però. E al consiglio comunale di martedì sera Lunardini è arrivato con un gruppo consiliare che ha dato un'indicazione chiara: sfiduciare il vice sindaco e procedere al cambio della guardia.
Il giorno dopo (ieri, ndr), però, Benincasa era al proprio posto: quello di vice sindaco al lavoro nell'interesse della città, come va ripetendo da giorni.
L'accusa. «È sempre impropria la commistione tra percorso dell'ente e le operazioni di cittadini costituti in comitati o associazioni». Il riferimento di Lunardini è al Comitato nato a sostegno del progetto sperimentale di casinò portato avanti in questi mesi dal vice sindaco. Contro il quale il primo cittadino punta il dito: «Questa differenza non è stata del tutto avvertita da Alberto Benincasa che si è trovato in alcuni momenti a partecipare in ambedue i ruoli». Ruoli, conclude il j'accuse Lunardini, «che appare trasparente e opportuno restino tra loro distinti».
Nella replica all'interrogazione, il primo cittadino ha saltato a piè pari i quesiti posti dall'ex senatore di Rifondazione comunista sull'interessamento o meno della magistratura. «Gli risponderò per scritto - ha spiegato il mattino dopo -: erano talmente tante le domande poste in consiglio che qualcosa è rimasto in sospeso per forza...».
Poco prima era stato Andrea Palestini, consigliere comunale del Pd, oltre che avversario di Lunardini alle ultime amministrative, a chiedere «se il indaco abbia avuto bisogno di prendere le distanze perché ci sono fatti specifici o rischi reali legati all'attività fin qui svolta in materia di casinò. Se è così, allora Lunardini spieghi di cosa si tratta. La città ed il consiglio comunale hanno il diritto di sapere cosa è accaduto. Da questo non potete sfuggire».
Sempre in tema di domande senza risposta, va aggiunta quella del capogruppo del Partito democratico, Antonio Batistini: «Il vice sindaco Benincasa gode ancora della fiducia del sindaco?».
L'interrogativo resta sospeso nell'aula del consiglio comunale, mentre l'interessato si trova impegnato nella serata che "Europacinema" ha dedicato alla strage di via Ponchielli: seduto vicino all'assessore alla cultura Ciro Costagliola, indicato come suo successore, Benincasa ha rappresentato per l'occasione il suo sindaco. Che, da sabato - quando ha posto la questione della fiducia venuta meno utilizzando una nota diffusa a mezzo stampa - si è ben guardato da mettere mano all'unico atto dovuto in queste situazioni: il ritiro delle deleghe al suo vice, nonché assessore al porto.
«Non esco da questa stanza finché non firmi»: più o meno questa la frase che il coordinatore comunale del Pdl, Giovanni Santini, ha provato a spendere lunedì mattina con Luca Lunardini, barricato nella stanza del capo di gabinetto, Sabrina Squitieri. Poiché non ci risulta che Santini abbia occupato il Comune, se ne deduce che il primo round l'abbia vinto il sindaco. Riuscendo a prendere tempo. Almeno fino a sabato, quando casinò e scontro politico conseguente approderanno al coordinamento regionale del Pdl, convocato a Firenze.
Giovanni Santini non si è perso d'animo, però. E al consiglio comunale di martedì sera Lunardini è arrivato con un gruppo consiliare che ha dato un'indicazione chiara: sfiduciare il vice sindaco e procedere al cambio della guardia.
Il giorno dopo (ieri, ndr), però, Benincasa era al proprio posto: quello di vice sindaco al lavoro nell'interesse della città, come va ripetendo da giorni.
L'accusa. «È sempre impropria la commistione tra percorso dell'ente e le operazioni di cittadini costituti in comitati o associazioni». Il riferimento di Lunardini è al Comitato nato a sostegno del progetto sperimentale di casinò portato avanti in questi mesi dal vice sindaco. Contro il quale il primo cittadino punta il dito: «Questa differenza non è stata del tutto avvertita da Alberto Benincasa che si è trovato in alcuni momenti a partecipare in ambedue i ruoli». Ruoli, conclude il j'accuse Lunardini, «che appare trasparente e opportuno restino tra loro distinti».
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