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Strage, emergenza da prolungare

Donatella Francesconi
Strage, emergenza da prolungare

Riparte da qui il commissario per la ricostruzione, Claudio Martini, ieri in città per annunciare l'invio - nei tempi previsti - del Piano in base al quale ricostruire la zona sfregiata dal disastro ferroviario del 29 giugno scorso.

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VIAREGGIO. «Chiederò al governo di prorogare lo stato di emergenza». Riparte da qui il commissario per la ricostruzione, Claudio Martini, ieri in città per annunciare l'invio - nei tempi previsti - del Piano in base al quale ricostruire la zona sfregiata dal disastro ferroviario del 29 giugno scorso. Lo stato d'emergenza scade con il 31 dicembre di quest'anno, e così l'incarico del commissario governativo. Che al governo chiede anche «qualche correzione dell'ordinanza in modo da disporre di un po' più di elasticità nella gestione di alcuni casi particolari».
Perché non è facile avere un mandato preciso per la ricostruzione delle case mangiate dal gas e dal fuoco e scoprire che le famiglie colpite dalla strage - che sia nei beni materiali o negli affetti - non vogliono tornare se non a condizioni ben precise. Condizioni che, per esempio, nella zona lato mare di via Ponchielli non possono essere realizzate.
Lato mare: il giardino. Tanto che - è stato l'annuncio ufficiale di Martini - «per questa zona è previsto un progetto di messa a verde. Al netto del palazzo dell'officina su cui dobbiamo ancora fare le valutazioni del caso». Con i proprietari degli immobili posti sul lato della strada più vicina alla ferrovia, ha detto ancora Martini, «sarà avviato un confronto sui contributi per la demolizione e quant'altro».
Lato monte: ricostruzione. Per i residenti in questa parte della strada colpita a morte «si procederà al confronto con i cittadini, sempre nella logia fissata dall'ordinanza». Che è quella della ricostruzione. Resta da definire (ma non era un compito che si era assunto il sindaco Lunardini su mandato del commissario?) «l'esatto censimento delle intenzioni delle famiglie coinvolte». Per il momento, ha informato il commissario, «è stato fatto in maniera informale. Ora, invece, alle famiglie va presentata anche una proposta di contributo. Non solo un discorso».
Chi ascolterà le famiglie non è chiaro: «Avremo molti incontri - risponde Martini alle domande dei cronisti -. Ci sarà lavoro per me e per il sindaco».
Intanto, se si chiede a Lunardini di precisa quel «la maggior parte non vuole restare», un numero dalla bocca del sindaco non esce: «Lo sanno all'urbanistica...».
Via Ponchielli/via Bottego. L'ultimo tratto di via Ponchielli, che fa angolo con via Bottego, sarà a breve riabitabile una volta fatti i lavori necessari. Perché ciò sia possibile - spiegano in Regione - occorre però la riunione di un gruppo tecnico che entro fine settimana «dovrà dare una risposta definitiva sulle ultime analisi dell'Arpat. Se sarà tutto ok, il sindaco potrà fare un'ordinanza specifica, comprensiva di indicazioni sulla riattivazione dei servizi e sui tempi del rientro nelle abitazioni».
A chi chiedere lumi in materia, però, ancora non si sa. I cittadini colpiti chiedono con forza uno sportello unico gestito insieme da Comune, Regione e Provincia, da tenere aperto in Municipio per i tanti quesiti che oggi rimandano da un ufficio all'altro.
32 milioni. La cifra è il tetto massimo indicato da Claudio Martini come necessario per la ricostruzione, compresi i 17 milioni già stanziati. Martini vedrà a breve (forse oggi stesso) il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, per un esame del Piano per la ricostruzione con relative incognite che potranno portare in alto o in basso la cifra necessaria. A partire dagli impegni delle Ferrovie, ha ricordato il commissario: «Molto dipende da come si risolvono i punti di incertezza. Se, per esempio, il sottopasso lo costruiscono le Ferrovie oppure no; se si interra o meno la sottostazione elettrica e chi paga». Fin qui - ha ricordato il presidente della Provincia, Stefano Baccelli - «abbiamo avuto solo una generica disponibilità».

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