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Gli stipendi di sindaco e vice

Luca Cinotti
<strong>SINDACO.</strong> Luca Lunardini primo cittadino di Viareggio
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SINDACO. Luca Lunardini primo cittadino di Viareggio

Come ama dire il direttore generale Giancarlo Sassoli, l'Asl è «la più grande azienda della Versilia». Quasi duemila dipendenti e centinaia di dirigenti: fra loro, più di un volto noto anche al di fuori del proprio lavoro, vuoi per l'impegno nella politica locale, vuoi per la visibilità in altri campi della società

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Come ama dire il direttore generale Giancarlo Sassoli, l'Asl è «la più grande azienda della Versilia». Quasi duemila dipendenti e centinaia di dirigenti: fra loro, più di un volto noto anche al di fuori del proprio lavoro, vuoi per l'impegno nella politica locale (anche ad alto livello), vuoi per la visibilità in altri campi della società. E anche loro sono compresi nell'elenco degli stipendi che, con l'Operazione trasparenza, sono finiti sul sito internet dell'Asl.
Il caso senz'altro più noto in tutta la Versilia è quello di Luca Lunardini che proprio nel 2008 (anno di riferimento degli stipendi) è diventato sindaco di Viareggio. Lunardini, apprezzato urologo (come del resto il fratello Augusto) che dal 1991 lavora in ospedale, ha uno stipendio fra i più bassi: 18.894 euro. Un dato dovuto proprio al ruolo amministrativo: dal momento dell'elezione, infatti, Lunardini si è messo in aspettativa e la sua retribuzione è quindi "congelata".

Una scelta diversa da quella seguita dal vicesindaco di Viareggio, il pediatra Alberto Benincasa. Che, invece, ha conciliato l'impegno amministrativo con quello professionale, arrivando a totalizzare in fondo all'anno uno stipendio lordo di 116.549 euro.
Restiamo a Viareggio, ma cambiamo sponda politica e anche professione. A capo dell'ufficio "Nuove opere e manutenzioni immobili" c'è infatti l'ingegner Stefano Maestrelli. Un volto notissimo della sinistra viareggina che - solo per limitarsi agli anni più recenti - ha ricoperto anche l'incarico di presidente della Viareggio Porto.

Due esponenti, invece, provengono da Forte dei Marmi. Mario Di Fiorino, dirigente dell'unità di salute mentale, da un paio di anni pare un po' nell'ombra, ma a lungo è stato uno dei "pungolatori" della politica fortemarmina. Schierato a destra, non ha tuttavia risparmiato critiche alla coalizione guidata da Roberto Bertola. E - all'ultima tornata elettorale - si era ventilata anche la partecipazione di una sua lista, "Iniziativa civica": alla fine decise di appoggiare il "dissidente" Gabriele Monteforte contro il candidato "ufficiale" Ermindo Tucci. Il suo stipendio è di 116.549 euro.

L'altro fortemarmino è Vivaldo Tonini, storico esponente del Pdci. Andato recentemente in pensione, ha lavorato a lungo presso il pronto soccorso pediatrico. Ha chiuso l'anno scorso con una busta paga complessiva di 89.243 euro.
Infine, scendiamo poco più a sud per incontrare una personalità che - seppur non impegnata direttamente in politica - è molto conosciuta a Pietrasanta. L'avvocato Erminio Ventura (anche lui da pochi mesi in pensione) si era infatti presentato come "autocandidato" per il consiglio di amministrazione della Banca della Versilia. Pur avendo raccolto 431 preferenze, è rimasto fuori come primo dei non eletti, non nascondendo più di una punta di amarezza. Per lui uno stipendio di 86.034 euro.

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