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Versilia

La strage di Viareggio

Servono altri soldi:da sei a dieci milioni

<strong>SUI BINARI.</strong> Il treno che ha causato l’esplosione in stazione poco dopo la tragedia del 29 giugno
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SUI BINARI. Il treno che ha causato l’esplosione in stazione poco dopo la tragedia del 29 giugno

È fiducioso il commissario Claudio Martini, si è preso un impegno e lo vuole rispettare: come previsto, lunedì il piano per la ricostruzione sarà definito. Non si nasconde però dietro un dito e ammette che «i 15 milioni messi a disposizione dal Governo non saranno sufficienti per la ricostruzione

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VIAREGGIO. È fiducioso il commissario Claudio Martini, si è preso un impegno e lo vuole rispettare: come previsto, lunedì il piano per la ricostruzione sarà definito. Non si nasconde però dietro un dito e ammette che «i 15 milioni messi a disposizione dal Governo non saranno sufficienti per la ricostruzione. Ne serviranno parecchi di più: sei milioni, forse addirittura dieci in più».

Chi costruirà? E di ricostruzione si è discusso, ieri mattina, durante la riunione del comitato istituzionale: il Comune, la Provincia, il Commissario, il Prefetto e con loro un rappresentante dell'avvocatura di Stato. Per definire modi e tempi. Perché ormai è chiaro che l'ordinanza del Governo lasci una certa libertà di manovra sulla questione. Chi non vuole più vivere in via Ponchielli, si è detto nelle scorse settimane, potrà cercare casa altrove. Ma, e questo è il cuore della questione, cosa ne sarebbe degli interventi previsti dall'ordinanza? E, in effetti, durante la riunione di ieri i tecnici hanno ribadito l'importanza di un unico progetto di ricostruzione.
Lo stesso sindaco confida: «io auspico una linea unitaria. Questo - spiega - permetterebbe un migliore risultato dal punto di vista urbanistico e forse anche un risparmio economico». Il primo cittadino, e a lui si associa anche il commissario e presidente della Regione Martini, ribadisce però che le esigenze dei cittadini sono prioritarie». Dunque rimane da capire chi si farà carico della edificazione. Vale a dire, se qualcuno sceglierà di tornare a vivere sul lato monti di via Ponchielli, chi tirerà su le case?

Le alternative. Le ipotesi in gioco, come delineate nella riunione del comitato tecnico, sono tre. A ricostruire potrebbe essere il pubblico: unico progetto e iter di assegnazione dei lavori. Idea particolarmente apprezzata dal sindaco. I cittadini potrebbero invece, e questa è la seconda ipotesi, scegliere di consorziarsi e ad affidare l'edificazione ad un soggetto privato unico. Oppure ciascuno potrebbe procedere singolarmente.
Ma la convivenza delle tre soluzioni non è contemplata. È comprensibile che i cittadini prima di esprimersi in via definitiva aspettino il piano e soprattutto la griglia. Un documento che dovrebbe standardizzare la svariata casistica in tipologie e associare a ciascuna il contributo previsto. «Le famiglie - spiega il sindaco - vogliono conoscere le alternative prima di scegliere. Quando la griglia sarà definita le incontreremo nuovamente».

Servono più soldi. E il commissario assicura che «il piano è già impostato e la griglia c'è, ora si tratta di definire le cifre». E non è cosa da poco visto che dei 15milioni messi a disposizione dal Governo non si è visto ancora un centesimo. E c'è di più perché il commissario è convinto, lo ha detto più volte, che quei soldi non bastino e ipotizza che ne servano parecchi di più (da i 6 ai 10milioni in più). Nonostante per i contributi sia previsto un tetto massimo. Per Lunardini è ancora presto per i conti definitivi: «le stime fatte da alcune famiglie non sono molto alte. Soltanto a fine colloqui potremo sapere con certezza se i soldi non sono sufficienti».

Niente risposte dal Governo. Il commissario ha scritto al presidente Berlusconi, ha chiesto una legge speciale per Viaraggio, sul modello di quella di Linate. «Fino ad ora - spiega - non ho avuto risposta».

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