Il Tirreno

Versilia

BRUXELLES E LA CATASTROFE

Giustizia e sicurezza:ecco le voci della città alla conferenza europea

Alfredo Betti
Bruxelles: i palazzi di vetro del quartiere con le sedi Ue
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Bruxelles: i palazzi di vetro del quartiere con le sedi Ue

«Sicurezza Verità Giustizia»: tre parole chiave, le password per entrare in Europa e affrontare un problema rivelatosi spaventoso, tragico. Ingresso del palazzo Charlemagne; lo slogan campeggia su un grande striscione

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BRUXELLES. «Sicurezza Verità Giustizia»: tre parole chiave, le password per entrare in Europa e affrontare un problema rivelatosi spaventoso, tragico. Ingresso del palazzo Charlemagne; lo slogan campeggia su un grande striscione. Dietro ci sono i cittadini dei comitati di Viareggio, i rappresentanti dei sindacati dei ferrovieri, il sindaco Luca Lunardini e e il presidente della Provincia, Stefano Baccelli. Accolgono così il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, l'amministratore delegato delle ferrovie Mauro Moretti e il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani.
È mattina a Bruxelles e sta per aprirsi la conferenza voluta dall'esecutivo comunitario per rivedere le norme continentali sulla sicurezza del trasporto su rotaia. La Conferenza, voluta da Tajani, ha portato il "caso Viareggio" alla Ue e ha creato l'occasione per le associazioni e i comitati cittadini nati dopo il disastro del 29 giugno di far sentire la loro voce nel cuore dell'Europa.
Dietro lo striscione, al centro, Valentina Menichetti è a Bruxelles per portare la propria testimonianza. «Non sono iscritta a nessuna associazione, sono una cittadina qualunque - dice - sono qui per ottenere visibilità e per far sentire la mia voce. Chiedo giustizia e verità per Viareggio e radicali cambiamenti per il trasporto ferroviario delle merci pericolose. Non si possono tenere più gli occhi chiusi. Io ho perso mia sorella di 21 anni dopo 41 giorni di agonia».

«Come in guerra». Per l'Associazione "Via Ponchielli", Giorgio Courrier, uno degli abitanti della zona colpita dal disastro, parla di tragedia. «Non è possibile che in tempi di pace come i nostri - afferma - si debba restare vittime di eventi che uno pensa siano possibili solo in tempo di guerra. Bisogna cambiare le regole del trasporto delle merci pericolose».

I ferrovieri. «Noi ferrovieri denunciamo i problemi di sicurezza anche qui a Bruxelles - dice Riccardo Antonini che lavora al reparto manutenzione della stazione di Viareggio - e chiediamo l'accertamento della verità e il reintegro del macchinista Dante De Angelis licenziato l'anno scorso da Mauro Moretti per aver denunciato per anni e soprattutto nei mesi precedenti la tragedia la mancanza di sicurezza. Sono ancora aperti i problemi dell'accertamento delle responsabilità e dei risarcimenti. Vanno accertate le cause del disastro - aggiunge - in modo che disgrazie del genere non si ripetano più. Un treno ti entra in casa, distrugge intere famiglie e poi non sai neanche di chi è la responsabilità. De Angelis non aveva solo il diritto di denunciare le carenze ma anche il dovere».

L'attacco di Baccelli. Il presidente della provincia di Lucca Stefano Baccelli ha il sospetto che sulle responsabilità della tragedia del 29 giugno ferrovie e governo italiani giochino a scaricabarile cercando di addossare le responsabilità al "lassismo" delle norme europee in materia di trasporto su rotaia di sostanze pericolose. «Chiediamo chiarezza - ha affermato - perché già il giorno seguente al disastro l'amministratore delegato delle ferrovie Mauro Moretti attribuì un certo lassismo alle leggi europee sui sistemi di sicurezza. Francamente io ho avuto seri dubbi in proposito perché nessuno impedisce all'Italia di avere normative più rigorose. A Bruxelles mi aspettavo di partecipare a un'audizione in cui venivano spiegati i meccanismi della Ue e non a una conferenza. Per quanto riguarda l'accertamento delle responsabilità - precisa - il lavoro dei magistrati è molto complesso perche le indagini si svolgono in un groviglio di società ognuna con compiti diversi. Ma non si può dire, come ha fatto Moretti di fronte al Senato, che non attiverà nemmeno le assicurazioni».

Il sindaco e le velocità. «Quello che è successo a Viareggio - commenta il sindaco Lunardini - è stato definito un incidente statisticamente inaccadibile. Ma si è verificato. Questo significa che le leggi vanno cambiate a livello europeo. E' per chiedere queste modifiche che siamo qui. Sono contento come sindaco che le ferrovie abbiano accettato la mia richiesta di ridurre la velocità dei treni durante il loro passaggio nella stazione della nostra città, ma questo non basta perché di stazioni a rischio ce ne sono altre».

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