Il Tirreno

Versilia

Incidente

«Ci mancherà il sorriso di Daniele»

Luca Cinotti e Marco Pomella
«Ci mancherà il sorriso di Daniele»

Gli amici raccontano le passioni del giovane deceduto sull'A12: il calcio, il mare, i viaggi in Brasile

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Sull'asfalto, sotto il sole ancora forte di questo inizio settembre, rimangono due infradito celesti. Calzature leggere, da mare: perché proprio sulla spiaggia, probabilmente a Marina di Massa, era diretto il 33enne Daniele Tinagli.
I suoi amici, tra Quiesa e Massarosa, che hanno saputo della tragedia subito dopo pranzo, sono increduli. E per descrivere il loro compagno di tante avventure morto in una maniera così incredibile utilizzano soprattutto due aggettivi: solare e allegro.
Perché questo era il carattere di Daniele. Amante delle belle ragazze, dei viaggi, del calcio. Il pallone, in particolare era una delle sue passioni più spiccate. C'era il calcio vissuto come tifoso e spettatore della Juventus: più volte, con altri ragazzi di Quiesa, era andato a Torino per seguire le partite dei bianconeri. Ma c'era poi il calcio giocato, a livello amatoriale, nelle partitelle serali (o nel fine settimana) da giocare insieme agli amici, prima di una bella pizza.
Il ragazzo lascia nel dolore, oltre al padre e alla madre con i quali viveva, la sorella e i suoi adorati nipotini gemelli. Proprio alla sorella è toccato il terribile compito di ricevere la notizia dalle forze dell'ordine, visto che i genitori erano in vacanza in Sardegna.
Amava l'estate, Daniele. Amava l'estate e il caldo. Non a caso in tanti ricordano la sua passione per i viaggi in Brasile, in quella che forse sentiva come sua "seconda patria". Daniele si muoveva quando il suo lavoro di operaio nella ditta del padre (la Versil Metal in via dei Comparini a Viareggio) glielo permetteva.
E certo non poteva perdere l'occasione, in una bella giornata come ieri, per una "puntata" al mare. Ha inforcato il suo Beverly 500 e via sull'autostrada, in direzione di Massa.
Un viaggio interrotto in una maniera tragica che, per certi aspetti, deve essere ancora chiarita. A partire dal motivo che ha costretto la Nissan Qashqai con a bordo la coppia livornese a fermarsi sulla corsia d'emergenza dell'A12. Il mezzo è stato messo sotto sequestro, in attesa di verificare (tramite una perizia) se effettivamente ci sono stati problemi meccanici e se - in particolare - questi siano stati causati da un errato rifornimento di carburante.
Da chiarire anche come mai Daniele non ha tentato una frenata improvvisa per evitare l'auto che si era fermata con le quattro frecce inserite: sull'asfalto della Genova-Livorno, infatti, nessuna traccia di pneumatico.
L'incidente di ieri mattina ha causato anche notevoli problemi alla circolazione delle vetture sull'autostrada: in breve, infatti, si è formata in direzione nord una coda di oltre due chilometri. Dopo la rimozione del corpo e dei mezzi incidentati, la situazione è ritornata normale solo nel primo pomeriggio.
Quello che non pare normale è la triste statistica degli incidenti mortali sulle due ruote: da inizio giugno, in Toscana, ci sono state 38 vittime. E se sulle strade della Versilia i sinistri mortali sono stati "solamente" due (uno a Massarosa, l'altro a Marina di Pietrasanta), rimangono i tanti, tantissimi, scontri che si risolvono con feriti più o meno gravi. E che, magari solo per un miracolo o per un caso, non si trasformano in tragedie come quella che ha colpito Daniele, i suoi familiari e i suoi amici.
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