Il Tirreno

Versilia

LA CATASTROFE: I PROBLEMI APERTI

«Strage, la gente vuole i soldi»

Donatella Francesconi
<strong>NOTTE MALEDETTA.</strong> I primi momenti dopo l’incidente (tutte foto gst)
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NOTTE MALEDETTA. I primi momenti dopo l’incidente (tutte foto gst)

«La gente di via Ponchielli comincia a pensare di andare a vivere da un'altra parte». Gianfranco Lucatelli, uno dei portavoce del Comitato dei residenti nella strada colpita dalla strage del 29 giugno, annuncia così che in appena due mesi la posizione dei residenti nella zona colpita dalla tragedia è radicalmente cambiata

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VIAREGGIO. «La gente di via Ponchielli comincia a pensare di andare a vivere da un'altra parte». Gianfranco Lucatelli, uno dei portavoce del Comitato dei residenti nella strada colpita dalla strage del 29 giugno, annuncia così che in appena due mesi la posizione dei residenti nella zona colpita dalla tragedia è radicalmente cambiata.
Non più ricostruzione, non più messa in sicurezza chiesta da anni, non più la strada che torna a rivivere. Almeno nelle intenzioni dei residenti e del Comune che ne ha ascoltato le esigenze negli ultimi giorni. Perché invece - è il messaggio che arriva dalla Regione - l'ordinanza parla chiaro: i fondi stanziati dal governo sono destinati alla ricostruzione.

Per il Comitato, all'indomani dell'assemblea di mercoledì sera, c'è un motivo in più per andare via: «Le Ferrovie hanno ripristinato il traliccio, facendolo perfino più basso e così più vicino alle case. Che ne è stato del progetto di interrare la sottostazione elettrica e la linea? Quel traliccio nuovo di zecca può davvero mettere in gioco la nostra decisione sulla ricostruzione».
Alle dichiarazioni del portavoce del Comitato residenti di via Ponchielli fanno eco quelle del sindaco Lunardini che ieri mattina ha incontrato, insieme al direttore generale Roberto Gerardi, i funzionari della Regione. «Dai colloqui che ho avuto con le famiglie - annuncia il primo cittadino - sembra emergere che la stragrande maggioranza degli interessati chiede l'indennizzo. Per essere liberi di perseguire le proprie scelte». Lunardini fa un esempio: «Andare a vivere con i genitori, piuttosto che con i figli, o in un'altra casa di proprietà e mettersi in banca 300mila euro dall'indennizzo».

Il sindaco, ieri mattina, ha spiegato che, affinché la scelta del commissario possa essere quella delle cifre consegnate agli interessati e svincolate dalla ricostruzione, è necessario «conciliare l'indirizzo che arriva dalla maggioranza dei cittadini coinvolti con le esigenze tecniche dell'ordinanza che è di ricostruzione». E tale resta, secondo quanto più volte affermato nel corso dell'incontro dai rappresentanti della Regione.
Alla domanda sulla differenza di costi tra ricostruzione e liquidazione di eventuali indennizzi o contributi per il ripristino delle abitazioni, Lunardini non si sbilancia: «Non lo so. Davvero. E comunque prima va risolta tecnicamente il rebus se erogare indennizzi o contributi». Nel primo caso, tra l'altro, chi riceve la cifra solitamente si impegna a chiudere con quanto incassato il contenzioso relativo al danno subito.

Vista da Viareggio, la situazione è quella descritta dal sindaco. Vista da Firenze, invece, può essere riassunta con un'unica frase: nell'ordinanza del presidente del consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, è previsto tutto meno che l'indennizzo.
Nel testo del provvedimento si parla di «ripristino e ricostruzione» con un legame stretto all'urbanistica della zona che non deve essere perduta. Da parte del commissario Claudio Martini, che della Regione è il presidente, l'impegno a tenere di conto delle esigenze dei cittadini che il Comune porterà al Comitato istituzionale che torna a riunirsi lunedì: ma nella considerazione di quanto è possibile fare nell'ambito dei poteri assegnati da un'ordinanza che è stata concordata con gli enti locali.
Senza contare che, al momento, il saldo del contributo del governo dà zero sul totale di 15 milioni messi a disposizione con l'ordinanza. Cifra all'interno della quale il Comune aveva stimato in 10 milioni la ricostruzione, in 4 milioni i lavori pubblici extra zona del disastro, in 600mila euro la cifra per la polizia municipale, senza contare le spese sostenute per i funerali.

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