Il Tirreno

Versilia

LA PROTESTA

Nuove case popolari«Quel cantiere ci toglie spazi vitali»

Roy Lepore
Una panoramica sul nuovo cantiere per la costruzione di 16 case popolari
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Una panoramica sul nuovo cantiere per la costruzione di 16 case popolari

Sono molto preoccupati gli abitanti dei condomini 3 e 4 al quartiere Bonifica al Varignano, ma anche quelli vicini. Sono iniziati i lavori per l'installazione di un cantiere edile per la costruzione di 16 abitazioni di edilizia popolare

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VIAREGGIO. Sono molto preoccupati gli abitanti dei condomini 3 e 4 al quartiere Bonifica al Varignano, ma anche quelli vicini. Sono iniziati i lavori per l'installazione di un cantiere edile per la costruzione di 16 abitazioni di edilizia popolare. Le nuove case verranno realizzate nello spazio che fino a pochi giorni fa ospitava dei box in alluminio per parcheggiare le auto e nel giardino dove giocavano i bambini.

Ora le auto dovranno essere sistemate sulla strada di fronte il condominio. Da anni gli abitanti attendono poi la sistemazione dei loro appartamenti, dei marciapiedi, della strada: non si è fatto nulla. Sono contrariati con l'ex sindaco, Marco Marcucci e con il suo successore, Luca Lunardini, e con i vari assessori. Mentre i responsabili dell'impresa edile installavano il cantiere, sono scesi in strada di prima mattina per rendersi conto di quello che stava accadendo. Emiliana Simonetti, Idilio Patalani, Patrizia Patalani, Clonilda Lessi, Giuseppe Dori, Patrizia Della Ragione, Elio Pardini, Vittoria Valzelli, Filippo Iani: sono alcuni di quelli che chiedono se ci sia una logica in tutto questo. «Ci è stato tolto uno spazio sul retro delle case - dice Giuseppe Dori - verrà ridotto anche il marciapiede e ci troveremo nuove abitazioni nel giardino. Come è stato possibile progettarlo?». Da anni gli abitanti attendono anche che vengano realizzati i lavori dall'Ater, rimandati di anno in anno. «Sorgeranno nuove case, che poi non si sa da chi saranno occupate - dice Idilio Patalani - di fronte ad altre che sono in un pessimo stato, dove i terrazzi cadono e gli interni sono pieni di umidità». Erano stati promessi interventi, però nessuno si è fatto vivo per anni. «Ora hanno promesso che a ottobre ci faranno anche i lavori che attendiamo da tempo, speriamo sia vero - dice Emiliana Simonetti - per permettere ai bambini di giocare dovrebbero collocare una rete che divide il cantiere, anche se i disagi inevitabilmente ci saranno». Alcuni lavori sono stati pagati dagli stessi condomini. «Abbiamo dovuto potare dei pini pericolanti - dice Clonilda Lessi - ci è stata addebitata la spesa nella quota dell'affitto, perchè hanno detto che si trovavano in spazi privati, costruiscono però senza che ci sia stato chiesto un parere, anzi con una lettera a luglio ci hanno intimato di togliere i box di alluminio se non volevamo incorrere in sanzioni. Purtroppo costruiranno nuove case a pochi metri dalle nostre sottraendo spazi. Ci hanno deluso quegli amministratori che non si vedono più nel quartiere».

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di Redazione web